It Is And It Isn’t

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Haskell, Gordon
Etichetta: Voiceprint
Uscita: 1971
Voto: 3.5/5

Gnomi da giardino in mezzo al cavo di un albero? Roba che può venire in mente solo a un (ex) membro dei King Crimson. »It Is And It Isn’t« uscì molto prima che il cantante e bassista britannico Gordon Haskell, dopo decenni passati ai margini dell’industria musicale, con il singolo »How Wonderful You Are« ottenesse un successo commerciale del tutto inatteso e diventasse un ‘nome grosso’ su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il secondo album solista di Haskell uscì un anno dopo che aveva lasciato i King Crimson per divergenze sulla direzione stilistica futura dei leggendari rocker progressivi. Con loro aveva collaborato alla ballata »Cadence And Cascade« su »In The Wake of Poseidon« (1970) e all’album »Lizard« (1970), ma non ebbe mai la possibilità di esibirsi dal vivo con i King Crimson, perché se n’era andato ancora prima dell’uscita dell’album appena citato.

Grande fan di Ray Charles e Nat King Cole, voleva portare nella loro musica  più elementi folk rock, e si scontrò con la rabbiosa opposizione del chitarrista e capo dei King Crimson Robert Fripp, tra l’altro compagno di band di Gordon e vecchio ‘amico’. Deluso da Fripp e dall’industria musicale, si avvolse nell’oscurità e proseguì la carriera solista scrivendo testi e arrangiamenti, proprio come aveva sempre preferito.

Alla luce di questo, è un filo ironico che su »It Is And It Isn’t«, dove oltre alle influenze folk rock già citate si sentono anche tanti elementi di rock sinfonico con un forte retrogusto da The Moody Blues, Haskell abbia collaborato con il cantante/bassista John Wetton, che nel 1972 sarebbe entrato nei King Crimson e che a sua volta avrebbe conosciuto il suo più grande successo commerciale solo negli ‘anni della maturità’. Wetton ha messo la maggior parte delle linee di basso, l’organo e le armonie vocali di accompagnamento. Insieme a Haskell, con l’aiuto di due chitarristi ospiti, ha suonato anche buona parte delle chitarre dell’album.

»It Is And It Isn’t« uscì con una pubblicità bassissima, il che già all’epoca fu un po’ ingiusto verso un disco che non rappresenta certo un picco artistico, ma che resta comunque un lavoro più che solido, capace ancora oggi di piacere agli amanti del prog rock melodico con elementi folk e sinfonici. Haskell ebbe la fortuna di possedere un timbro vocale del tutto particolare, che lo distingueva subito da cantanti paragonabili e con cui compensava i suoi limiti tecnici (la tecnica vocale l’ha poi migliorata nei decenni successivi).

»No Meaning«, dove colpiscono soprattutto le eteree armonie vocali, è un’introduzione pastorale piacevole, con un arrangiamento centrale marcatamente nostalgico e il riconoscibile approccio vocale di Haskell, che sembrava fatto apposta per il (prog) folk rock. »Could Be«, grazie alla commovente combinazione di accordi acustici e a un ritornello melodico, ha un bel retrogusto pop, ma dentro si trovano anche elementi di folk e jazz. »Upside Down« è un’altra ballata pastorale piacevole, a trazione acustica e folk rock, che andrà a genio anche a tutti gli amanti dei classici in forma di ballata dei King Crimson con Haskell alla voce solista, come »Cadence And Cascade« e »Lady of the Dancing Water«.

»Just A Lovely Day«, dove regna un testo spiccatamente personale, è armonizzata da qualche parte a metà strada tra psichedelia e folk, mentre gli arrangiamenti di chitarra acustica regalano una genuina ninna nanna rustica. Su »Sitting By The Fire«, dove domina un possente giro di chitarra, il disco si anima all’improvviso, e anche il canto di Haskell diventa di colpo molto più vivace. Le armonie vocali sono eccellenti, mentre Wetton e il batterista Bill Atkinson piazzano parecchie brevi ma spiritose improvvisazioni ritmiche di base jazz. »When I Lose« è una breve ouverture pastorale che introduce la ballata acustica »No Need«, dove Haskell, tra passaggi chitarristici conditi di blues, dimostra ancora una volta il suo spiccato senso della sensibilità melodica.

La composizione nostalgico-sarcastica intitolata »Worms«, dominata da un cupo giro di chitarra, è uno dei momenti migliori di »It Is And It Isn’t«. Questo pezzo progrock ha una storia piuttosto curiosa: qualche anno dopo Haskell, in una forma un po’ modificata, lo offrì alla band di culto Stackridge, a cui all’epoca pensava di unirsi come membro fisso. Da quella collaborazione alla fine non uscì nulla, ma prima di andarsene Gordon diede comunque ai membri degli Stackridge il permesso di pubblicare la sua composizione, con arrangiamenti e testo leggermente cambiati, sull’album »Extravaganza« (1975), con il titolo »No One’s More Important Than The Earthworm«.

»Spider«, sostenuta da una ritmica giocosa, si apre con un massiccio strato di organo firmato da un Wetton in splendida forma, mentre Haskell al canto ritrova il suo approccio teatrale, lo stesso con cui entusiasmava già ai tempi dei King Crimson. »Learning Not To Feel« è un’altra ballata d’amore a trazione acustica, abbastanza prevedibile, con un testo sarcastico. Su »Benny«, scherzosa, dove sul finale prendono il sopravvento arrangiamenti di fiati beffardi, Haskell mostra ancora una volta il suo senso dell’umorismo da monello, mentre »When I Laugh« è un epilogo breve ma azzeccato.

»It Is And It Isn’t«, un lavoro più che solido e testimone di un’epoca, non è affatto interessante solo per i fan dei King Crimson, ma anche per tutti gli amanti dell’approccio melodico al prog folk dei primi anni Settanta. Tutti i seguaci dei ‘Re Cremisi’ possono farsi almeno in parte un’idea di dove li avrebbe potuti portare il suono, se per caso avesse prevalso la direzione stilistica di Haskell: la componente sperimentale ne avrebbe preso una bella botta, mentre grazie a una maggiore sensibilità folk e pop sarebbero di certo cominciate a profilarsi le vette delle classifiche. Visto tutto questo, non c’è da stupirsi che con Fripp non siano mai riusciti a trovare un linguaggio comune.

Formazione

Gordon Haskell – voce, chitarra
John Wetton – basso, chitarra, organo, voce di accompagnamento
Bill Atkinson – batteria
David Brigati – voce di accompagnamento
Eddie Brigati – voce di accompagnamento
Arif Mardin – pianoforte elettrico, arrangiamenti
Dave Kaffinetti – pianoforte elettrico
Alan Barry – chitarra (2)
David Spinozza – chitarra

Produzione

Arif Mardin

Tracklist

1. No Meaning
2. Could Be
3. Upside Down
4. Just a Lovely Day
5. Sitting by the Fire
6. When I Lose
7. No Need
8. Worms
9. Spider
10. Learning Not To Feel
11. Benny
12. When I Laugh

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