Apocalyptic Love
Artista: Slash
Etichetta: Dik Hayd International
Uscita: 2012
Durata: 61:36
Voto: 4.5/5
Saul Hudson, per il pubblico semplicemente Slash, è un uomo dai mille volti e dai mille talenti. C’è chi lo vede come l’enigmatico tizio con il cilindro nero in testa e la sigaretta in bocca, chi come il monello del rock n` roll imbottito di ogni sostanza possibile, Axl Rose lo vede come metà uomo e metà bestia, ma ormai è roba del passato. Parlando del suo secondo progetto solista in studio, “Apocalyptic Love”, la cosa migliore è inquadrarlo per quello che è: un chitarrista virtuoso e un artista. Con la sua creatività e il suo senso per la melodia resta una forza trainante del rock di oggi. Slash è uno dei pochi chitarristi che, insieme a qualche altro ultimo samurai, fa in modo che il “vero rock” non sia ancora storia. L’album “Apocalyptic Love” rappresenta una svolta importante nella sua carriera, perché si stacca dal debutto dal taglio commerciale “Slash” (2010). Il disco è ancora più personale e confessionale del suo predecessore.
Dal 2011 Slash collabora con successo con il cantante degli Alter Bridge, Myles Kennedy. Oltre a Kennedy, la band che accompagna Slash comprende il bassista Todd Kerns, il batterista Brent Fitz e il chitarrista Frank Sidoris, e il nome completo è “Slash featuring Myles Kennedy and The Conspirators”. Kennedy è anche il principale autore dei testi, cosa che a Slash non è mai riuscita granché bene.
L’album si apre con la title track “Apocalyptic Love”, ispirata al 2012 e alle profezie sulla fine del mondo che quell’anno hanno infestato ovunque la grande griglia del sensazionalismo mondiale. Il brano d’apertura fissa in un attimo la premessa musicale dell’intero disco, che gioca con efficacia sull’alternanza di atmosfere pre e post apocalittiche. Quello che succede sull’album sale fino a una grande tempesta (il culmine) per poi calmarsi piano piano verso il finale. Per vivere questa sensazione vale la pena ascoltare il disco tutto d’un fiato. Dall’inizio alla fine. Il finale resta aperto all’interpretazione di chi ascolta, quindi ognuno può leggerlo a modo suo. Anche il resto dei pezzi si lega in modo poetico al tema dell’apocalisse e dell’amore. A un amore naufragato è dedicata “You`re A Lie” (primo singolo, uscito il 27 febbraio 2012), mentre Slash ci ricorda con un assolo da urlo perché resta uno dei chitarristi più apprezzati e talentuosi sulla mappa del rock ‘n’ roll! Gli anni selvaggi, che per fortuna Slash si è lasciato alle spalle, non hanno intaccato il suo modo di suonare, anzi: armato di una vagonata di esperienza, in età matura Slash li usa come fonte d’ispirazione!
Dopo i pezzi meno vistosi “No More Heroes”, “Halo” e “We will roam”, proprio a metà album arriva “Anastasia” con il suo vero tornado di chitarre e ci regala uno dei picchi del disco. Un’intro tranquilla suonata alla chitarra acustica si trasforma in un attimo in un eccesso di chitarre elettriche scatenate, con Slash che torna in primo piano con le sue magie soliste e mette in scena uno dei migliori momenti solistici dell’album. “Anastasia” è la “Sweet Child O` Mine” dei giorni nostri, o forse addirittura il suo seguito. Sia per il messaggio del testo, sia per come è composta. La melodia dell’assolo iniziale ti entra sotto pelle in un attimo, perché suona di casa, familiare. E la sensazione non inganna: l’assolo si ispira infatti alla toccata barocca di Bach in re minore. Per i contenuti spiccano anche i pezzi più personali “Not for Me” e “Hard and Fast”. I testi parlano dei problemi di Myles con droga e alcol, con cui ha dovuto fare i conti in passato.
Rispetto al disco precedente, il nuovo album segna un netto passo avanti nella creatività di Slash! Il primo lavoro mostrava la voglia di essere commercialmente accessibile. Per questo si muoveva con cautela e ponderazione tra idee pensate per conquistare una platea più ampia di ascoltatori. Nonostante la “fama” del nome Slash, evidentemente non si sentiva abbastanza “a suo agio”, e così nel disco precedente dava la precedenza alla ricerca di quella sostanza musicale più vicina al suo pubblico di riferimento. Con le reazioni positive delle folle a dargli coraggio, stavolta Slash si è concesso più audacia sperimentale, mantenendo comunque la sua classica cornice rock. Dal punto di vista della produzione l’album suona vivo e dinamico. È stato infatti registrato esclusivamente in analogico!
Con “Apocalyptic Love” Slash si garantisce stabilità sul mercato musicale e rafforza ulteriormente la sua base di fan fedeli. Il successo del disco ha come conseguenza anche il seguito dell’apocalisse già annunciato (almeno a giudicare da quello che offre il nuovo materiale già ascoltato), intitolato “World On Fire”! Il che ci dice anche che la collaborazione di Slash con la sua attuale compagnia di musicisti non finirà tanto presto. Possiamo quindi aspettarci un altro capolavoro in futuro. L'”ibernazione” dei Guns N’ Roses, in questo senso, non può che fargli bene: mentre i giganti del rock se ne stanno fermi, Slash continua a consolidare in modo efficace il suo status solista sulla scena rock e a mantenere quello di “icona della chitarra rock”.
a cura di: Aleš Podbrežnik
Formazione
Slash – chitarra solista, chitarra acustica su “Anastasia”, “talkbox” su “Carolina
Myles Kennedy – voce principale, chitarra ritmica, chitarra solista ospite su “Far Away”
Todd Kerns – basso, cori, urla su “One Last Thrill” e “You`re A Lie”
Brent Fitz – batteria, percussioni, pianoforte su “Far Away”
Produzione
Eric Valentine
Tracklist
1. Apocalyptic Love
2. One Last Thrill
3. Standing in the Sun
4. You’re a Lie
5. No More Heroes
6. Halo
7. We Will Roam
8. Anastasia
9. Not for Me
10. Bad Rain
11. Hard & Fast
12. Far and Away
13. Shots Fired
14. Carolina
15. Crazy Life