Music In A Doll’s House
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Family
Etichetta: Reprise Records
Uscita: year
Durata: 37:14
Voto: 4/5
Per motivi che ancora oggi non sono del tutto chiari, i Family sono stati una delle band pioniere del progressive rock più bistrattate, anche se tra il 1968 e il 1973, quando è arrivato il loro scioglimento prematuro, hanno pubblicato dischi interessantissimi e innovativi, con cui hanno influenzato parecchio alcune band prog ben più famose, tipo Jethro Tull e Genesis. Quello che già agli inizi, nel 1968, quando uscì il debutto »Music In A Doll’s House«, uno degli album chiave del movimento progressive delle origini, distingueva i Family dalle band affini era la voce assolutamente particolare del cantante Roger Chapman. La sua tecnica vocale, che arrivava dal rhythm and blues, a tratti suonava come se stessi ascoltando un caprone impazzito che ha appena ingoiato un bezoar e che, in preda a una rabbia furiosa, vuole a tutti i costi sputarlo sul prato. Ha reso ancora più personale il suo timbro con una teatralità tutta sua e un carisma che hanno lasciato il segno anche sul giovane Peter Gabriel (Genesis).
Roger, a sentire lui, ha imparato a cantare dai cantanti soul e r’n’b, con Ray Charles e Little Richard in testa, ma suonava come nessun altro cantante rock prima di lui, e questo ha spalancato ai Family, che nelle loro file avevano due ottimi polistrumentisti, il sassofonista Jim King e (dal 1990 in poi) il purtroppo scomparso bassista/violinista Ric Grech, le porte di un mondo di originalità sonora. Il chitarrista di scuola blues John ‘Charlie’ Whitney garantiva ai Family frasi di chitarra innovative e spiritose, e anche nell’improvvisazione, fin dai primi passi professionali di questa band di culto, di fantasia ne aveva da vendere.
Su »Music In A Doll’s House«, un lavoro parecchio eclettico per l’epoca, i Family mescolano con grande successo rock psichedelico, blues, arrangiamenti orchestrali e jazz, diventando una delle prime band progrock, anche se all’uscita il loro debutto veniva per lo più preso per un album psichedelico piuttosto strano e originale. Già il brano d’apertura, »The Chase«, era un traguardo parecchio visionario: tra cupi arrangiamenti orchestrali e il ringhiare teatrale di Roger dominano armonie vocali drammatiche, già abbastanza vicine a quelle che più tardi band art rock come Uriah Heep e Queen avrebbero levigato fino alla brillantezza.
La romantica ballata acustica »Mellowing Grey«, con deliziosi arrangiamenti pastorali, regala un contrasto d’atmosfera eccezionale, mentre Roger, col suo vibrato vocale inconfondibile, nella fase più tranquilla suona come una ranocchia che ha appena smesso di gonfiarsi in mezzo al gracidare della stagione degli amori e ha deciso di conquistare l’eletta in modo un po’ più sottile. »Never Like This«, un divertente incrocio tra psichedelia e blues rock, ha un’introduzione scatenata all’armonica e armonie vocali drammatiche, con ancora una volta il carisma vocale straordinario di Roger nel ruolo chiave. »Me My Friend«, con arrangiamenti orchestrali pomposi e sfumature strumentali dissonanti, dove l’accompagnamento vocale psichedelico e la furia vocale di Roger se la giocano per il primato, è uno degli esperimenti più interessanti di »Music In A Doll’s House«.
»Winter«, dove la voce di Roger ricorda di nuovo il belare di un caprone infuriato nel pieno dello sputare il bezoar, è un altro dei momenti più pittoreschi di questo album pionieristico, grazie a un delicato arrangiamento di pianoforte intessuto di possenti armonie vocali e raffinati inserti di sassofono. Su »Old Songs New Songs«, dove funzionano benissimo anche le improvvisazioni finali, tra armonica scatenata, ritmo saltellante e melodia di chitarra giocosa, i Family si fanno portare di nuovo in territorio blues rock, col ringhiare vocale di Roger ancora una volta sostenuto da un accompagnamento affascinante.
»Hey Mr. Policeman« è un esperimento scherzoso con una performance vocale cinica di Roger e arrangiamenti di archi e fiati minacciosi. Allo stesso tempo è uno dei rari momenti del disco in cui la voce di Roger si riconosce a fatica, perché qui si sforza di cantare con una voce quasi del tutto ‘levigata’ e ‘pulita’. »See Through Windows«, dove il signor Chapman nei suoi sfoghi vocali si trasforma di nuovo in un attaccabrighe incorreggibile, mentre sullo sfondo si sente anche un mellotron ospite, suonato dal produttore di »Music In A Doll’s House«, Dave Mason (Traffic), è pervaso da un’atmosfera cupa e da interessanti variazioni di chitarra. Grazie a Mason, »Music In A Doll’s House« contiene uno dei primi usi documentati del mellotron nella storia del progressive rock, un anno prima del debutto dei King Crimson, che avrebbe reso popolare questa pratica su larga scala.
»Peace of Mind«, dove Roger torna a brillare con una performance vocale teatrale, ha passaggi di batteria incisivi, passaggi di chitarra nervosi e arrangiamenti d’archi furbi: un ibrido molto interessante tra prog rock e hard rock. Una ricetta stilistica simile la scelgono i Family anche su »Voyage«, rivestita di onde di mellotron e arrangiamenti d’archi struggenti, dove riescono a fondere elementi di psichedelia e primo rock sinfonico e a creare una delle composizioni visionarie del disco, in cui, se si lasciano da parte le improvvisazioni cacofoniche nella parte centrale, si sente benissimo quanto brani del genere abbiano influenzato i Genesis.
Anche la mistica »The Breeze«, dove l’atmosfera attorno al suono del metronomo fa pensare al ticchettio dell’orologio da polso di Babbo Natale mentre quel personaggio immaginario si scalda le dita infreddolite davanti a un camino scoppiettante, è uno dei risultati più interessanti di questo debutto dei Family. Il camaleonte vocale Roger qui, in mezzo ad arrangiamenti di violino drammatici, sceglie un approccio sereno e malinconico. L’album si chiude con »3 x Time«, un incrocio spiritoso tra jazz, rock psichedelico e folk, condito con arrangiamenti di chitarra pastorali, variazioni di fiati pompose, passaggi di batteria furbi e armonie vocali drammatiche, ascoltando le quali i membri di Uriah Heep e Queen hanno sicuramente potuto imparare parecchio.
Con »Music In A Doll’s House« i Family hanno messo uno dei mattoni fondamentali del progressive rock delle origini, quando ancora nessuno aveva trovato un nome per il nuovo movimento musicale. Forse sarebbe esagerato dichiarare capolavoro l’inizio di una discografia relativamente modesta come quella dei Family (sette album in studio), ma alcuni brani, con la loro natura eclettica e la loro atmosfera, erano senza dubbio in anticipo sul tempo in cui sono nati, mentre Roger Chapman era già agli esordi una delle prime grandi figure carismatiche del progressive rock delle origini, e per questo »Music In A Doll’s House«, impreziosito anche da una copertina artistica e interessantissima, al momento dell’uscita doveva essere davvero qualcosa di speciale.
Formazione
Roger Chapman – voce, armonica, sax tenore
John “Charlie” Whitney – chitarra, steel guitar
Jim King – sax tenore e soprano, armonica, voci di accompagnamento
Ric Grech – basso, violino, violoncello, voci di accompagnamento
Rob Townsend – batteria, percussioni
MUSICISTA OSPITE:
Dave Mason (Traffic) – produzione, mellotron
Produzione
Dave Mason
Tracklist
1. The Chase (2:14)
2. Mellowing Grey (2:48)
3. Never Like This (2:17)
4. Me My Friend (2:01)
5. Variation On A Theme Of Hey Mr. Policeman (0:23)
6. Winter (2:25)
7. Old Songs, New Songs (4:17)
8. Variation On A Theme Of The Breeze (0:40)
9. Hey Mr. Policeman (3:13)
10. See Through Windows (3:43)
11. Variation On A Theme Of Me And My Friend (0:22)
12. Peace Of Mind (2:21)
13. Voyage(3:35)
14. The Breeze (2:50)
15. 3xTime (3:48)