The Satanist
Autore: Primož Novak
Artista: Behemoth
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 03.02.2014
Durata: 44:17
Voto: 3.5/5
Negli ultimi cinque anni in casa Behemoth sono cambiate parecchie cose. Non nella formazione, quella è rimasta la stessa, ma ha fatto rumore soprattutto lo stato di salute del frontman, Adam ‘Nergal’ Darski, che nell’agosto 2010 si è ammalato di leucemia: tra le complicazioni della malattia, anche il destino della band stessa è rimasto appeso a un filo. Per fortuna di Nergal si è trovato un donatore di midollo osseo che gli ha salvato la pelle, e piano piano Nergal è tornato in piedi.
Prima sono arrivati vari tour, in cui Nergal ha dimostrato di essere in forma migliore. Poi è iniziato un lungo lavoro di scrittura per il nuovo album, con cui avrebbe dovuto definire l’essenza dei Behemoth. Coerentemente, Nergal ha scelto un titolo semplice: The Satanist. Quando la band ha pubblicato il singolo Blow Your Trumpets Gabriel, ha fatto capire di aver ripreso a simpatizzare per il black metal e di aver più o meno abbandonato il death metal. I Behemoth hanno comunque mantenuto un tocco epico introducendo strumenti vari, come il corno francese, cosa che peraltro non è una novità: gli strumenti classici erano già presenti nei loro dischi in passato.
Con i pezzi successivi si capisce anche quale direzione abbia preso la band stavolta. Nergal non ha più voluto mettere in risalto il lato tecnico del gruppo, quindi i riff alla Nile e simili semplicemente non ci sono. Ci sono soprattutto chitarre black metal, che fanno felici i vecchi fan, ma è qui che la faccenda s’inceppa. Nel loro periodo black metal (sui primi tre album) i Behemoth portavano parecchia innovazione nel black metal stesso, con riff e approccio che per il black nato in Norvegia non erano affatto tipici. Più ci si avvicina alla fine dell’album, più sembra che Nergal abbia imboccato strade troppo battute, perdendo così quel sapore di sperimentazione e unicità.
Quello che dà fastidio, infatti, sono le associazioni con tante band black metal. Con i pezzi veloci il tutto ricorda qualcosa come Marduk o addirittura Dark Funeral, per via dei riff a una corda un po’ da due soldi. I pezzi un po’ più lenti, che grazie alla produzione massiccia hanno decisamente una componente epica, sembrano invece una copia dei mostri sacri Bathory. Con il brano lento O Father O Satan O Sun! Nergal e compagni chiudono sì l’album in modo eccellente, ma questo non rende più interessante il resto del disco. In certi pezzi i Behemoth risultano troppo tirati per le lunghe, un buon esempio è In The Absence ov Light, dove c’è una citazione dal film polacco Ślub che è semplicemente di troppo.
Dal punto di vista del sound si nota che la band non voleva suonare come tutti i gruppi patinati di oggi, per cui il suono è un po’ più sporco. In questo modo i Behemoth ci hanno guadagnato in autenticità: le orchestrazioni, le parti non distorte e ovviamente la voce rabbiosa di Nergal suonano più genuine accanto alle chitarre black metal. Alcune cose sono ben curate nel disco, come gli assoli. Anche il basso si sente meglio di prima. Il drumming dell’estremista Inferno è ancora su ottimi livelli, anche se stavolta è meno fantasioso, e in più il suono dei tamburi a tratti è poco definito. Dato il numero di persone coinvolte nella produzione di questo album, mi sarei aspettato di più.
Con The Satanist i Behemoth hanno chiaramente fatto un passo indietro, cosa che potrebbe andare giù meglio ai vecchi fan, ma copiando gli schemi delle band black metal più affermate i Behemoth perdono in identità. Ciononostante, con questo album i Behemoth hanno raccolto un sacco di successo, quindi c’è da aspettarsi che la band continui su questa strada.
Formazione
Adam “Nergal” Darski – voce, chitarra, testi
Tomasz “Orion” Wróblewski – basso
Zbigniew Robert “Inferno” Promiński – batteria
Produzione
Daniel Bergstrand, Matt Hyde, Wojciech Wiesławski, Sławomir Wiesławski
Tracklist
01. Blow Your Trumpets Gabriel
02. Furor Divinus
03. Messe Noire
04. Ora Pro Nobis Lucifer
05. Amen
06. The Satanist
07. Ben Sahar
08. In the Absence ov Light
09. O Father O Satan O Sun!