Kamlisajlan

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Šulc, Katja
Etichetta: Casete Mexico Label
Uscita: year
Durata: 33:40
Voto: 4.5/5

Anche se la copertina di questo album ti spaventa non poco, perché a prima vista pensi di avere in mano il nuovo disco in studio di una Kety Perry qualsiasi, tutta la fobia che ne segue è del tutto ingiusta e antipatica. Katja Šulc è infatti quell’artista slovena che, a giudicare dai salti artistici ambiziosi che si inventa di album in album, la paura proprio non sa cosa sia. Dal jazz da cabaret e dalla messa in versi della poesia di Mila Kačič con il disco del 2008, passando per l’elettronica sognante ed esoterica del secondo album uscito nel 2013, fino alla messa in musica della poesia rom nientemeno che nel cuore del Messico, che è quello che ci porta il suo nuovo lavoro. Da questo punto di vista Katja è, sulla scena musicale slovena, una specie di Robert Jukič »al femminile«, solo con una discografia un filo più corta. Non c’è verso di indovinare in anticipo come sarà il suo prossimo progetto musicale, o meglio, la sua prossima impresa.

L’album »Kamlisajlan« è senza dubbio un’impresa in tutti i sensi. È stato pianificato con cura, ci è voluto parecchio tempo per farlo nascere, e Katja, insieme ai musicisti coinvolti, ci ha lasciato il cuore. Ci si è buttata a tutto tondo e, da grande perfezionista, ha lasciato ben poco al caso, sempre che si creda che il caso esista davvero. Su »Kamlisajlan« trovi dieci brani messi in musica su testi di autori della poesia rom contemporanea, con domicilio geografico nell’Europa orientale e nei Balcani.

Visto che l’idea è decisamente grande, servono anche soluzioni in grande stile. Così Katja ha coinvolto il romologo francese Marcel Courthiade, che per un paio d’anni l’ha introdotta a poco a poco alla lingua rom, finché non le è entrata nel sangue quanto basta per permetterle di maneggiarla in ogni momento in modo abbastanza credibile da rendere le reinterpretazioni scelte davvero autentiche e vere! Anche nella resa emotiva, che alla fine è la cosa più importante.

Oltre all’interesse generale per la cultura, la poesia, la lingua, la storia rom e chi più ne ha più ne metta, un altro tassello importante nella nascita di questo disco è stato l’incontro di Katja, nel 2012 in Messico, con il violinista Albanum Usatsch, che insieme a lei ha contribuito all’album con la musica e gli arrangiamenti. Scopri che anche lì vivono dei rom e che, come ovunque nel mondo, sono »adattati« a vivere altrove. Cioè a vivere anche in Messico.

Per questo »Kamlisajlan« si può leggere come un legame rom tra l’Asia e il Messico. Cioè la fusione del tradizionale, a cui ci conduce la poesia, con l’adattamento della vita dei rom in America Latina. Da qui non stupiscono la melodia latina e il ritmo che si rivolgono quasi impercettibilmente all’ascoltatore negli arrangiamenti che avvolgono i brani rom nell’interpretazione vocale di Katja. Anche stavolta la cantante conquista con un approccio vocale incredibilmente seducente e accattivante. Sia che parliamo solo del timbro della sua voce, di nuovo piacevolissimo dall’inizio alla fine, sia dell’interpretazione vera e propria, dove si sente chiaramente la totale dedizione di cuore ai messaggi della poesia, che brilla in pieno lungo tutto il disco. Il rom, insomma, Katja l’ha conquistato alla grande. Questa voce, morbida di suo, comunica sempre con una sensualità devota e persino con un fascino erogeno da fanciulla, anche se il messaggio della poesia è tutt’altro. La vita dei rom è dura e di spazio per il romanticismo, in realtà, qui ne resta ben poco. La dolcezza vocale di Katja è avvolta, come da un velo delicato o da sottili veli, dagli strati stessi degli arrangiamenti, che dialogano tra loro in modo eccellente. Accordati e in una sintonia incredibilmente sensata. Senza pretese. Proprio come Katja con la voce. Con sentimento. La simbiosi degli elementi sul disco è concreta e autentissima nell’incarnare l’idea del progetto, che è anche l’obiettivo principale dell’artista.   Anche in termini di varietà degli arrangiamenti.

Da questo punto di vista »Kamlisajlan«, pur essendo estremamente dolce e dal suono sobrio e discreto, si può definire un traguardo incredibilmente penetrante e audace, che nell’interpretazione risulta unico e centra il suo obiettivo. Dà un senso e fa rivivere con sensualità le opere scelte della poesia rom, che con la voce di Katja e dei suoi compagni raggiungono una dimensione tutta loro e portano così, non solo sulla scena musicale slovena ma anche su quella internazionale, un bellissimo brillante di arte musicale. Dove si lancerà Katja in futuro con la sua esplorazione musicale coraggiosamente avventurosa e con la sua ispirazione è impossibile prevederlo. Sappiamo solo una cosa. Di sicuro ci coccolerà ancora di brutto. Come ci coccola di nuovo adesso. Stavolta con l’album »Kamlisajlan«.  

Formazione

Katja Šulc – voce
Alban Usatch – violino, viola, chitarra acustica a 12 corde, cajón 
Güicho Vargas – chitarra
Mario Egremy – basso

MUSICISTI OSPITI:
Shyam Nepali – sarangi (traccia n. 7) 
Edgar Sosa – güiro (traccia n. 3) 
Jessie Newling – fisarmonica (traccia n. 3) 
Duarte Salgado – hang (traccia n. 1) 
Nico Pinier – cajón (traccia n. 8) 
Igor Matković – tromba (tracce n. 2 e 9) 
Pier – trombone (traccia n. 9) 

Produzione

Katja Šulc & Alban Usatch

Tracklist

1. O ćhonut (03:16)
2. Kamlisajlan (02:45)
3. Ćorrolikano bluz (04:54)
4. Kheldõm e balvalãça (03:45)
5. E plain an kidipe (02:50)
6. Dikhav ‘daj, dikhav ‘doj (03:46)
7. Rroma pakǎna (03:44)
8. O brîsind sîn me (03:55)
9. Gilǎban gili, Rroma!le (03:07)
10. Sovimasqe gili (01:34)

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