Opacities (EP)

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Autore: Primož Novak

Artista: Sikth
Etichetta: 57 Records
Uscita: year_month
Durata: 27:04
Voto: 4.5/5

Con i primi due album i Sikth erano passati più o meno inosservati. Un anno dopo il secondo disco, Death of a Dead Day, la band ha gettato la spugna e i membri sono andati a cercare fortuna con altri progetti. Ma nel giro di qualche anno i Sikth sono diventati un vero culto. Un sacco di band djent li citano come ispirazione fondamentale. Ancora prima che il trend djent esplodesse, infatti, erano tra i pochissimi a suonare roba caotica e tecnica, ispirandosi a The Dillinger Escape Plan e Meshuggah. E non erano certo una pallida copia di quei gruppi: erano senza dubbio originali. Sapevano come essere caotici e, allo stesso tempo, venire incontro all’ascoltatore con parti melodiche e groovy e con voci melodiche e cantabili, che sono una vera particolarità.

Dopo anni di assenza i Sikth si sono rimessi insieme e hanno fatto qualche live. Visto che la cosa ha funzionato, la band ha deciso di andare avanti. Nove anni dopo quel secondo album, il gruppo ha registrato l’EP Opacities, con cui ha voluto tastare il polso per capire quanta gente li segua ancora oggi.

Opacities contiene sei pezzi e ti colpisce subito con l’opener Behind the Doors, che ha un tempo piuttosto veloce ma racchiude quasi tutti i loro marchi di fabbrica: doppio attacco vocale, chitarre bordate e una sezione ritmica varia e movimentata. Soprattutto, il suono è potente e sta al passo con tutte le band djent di oggi. Con Philistine Philosophies sembra che i Sikth non se ne siano mai andati. Tutte le aspettative sono giustificate: il pezzo ha il suo groove, la sua complessità, inserti cacofonici e un ritornello cantabile e ben marcato. L’EP prosegue in modo coerente con Under the Weeping Moon e poi si calma con Tokyo Light, dove il cantante Mikee Goodman dà un tocco di atmosfera al lavoro con un parlato psicotico. I Sikth poi tornano alla carica, ovviamente, con la scatenata Walking Shadows, in cui servono di nuovo il loro stile inconfondibile, con le due linee vocali dei cantanti che si intrecciano alla grande. Opacities si chiude con la malinconica Days Are Dreamed, che non punta sulla complessità ma mette in risalto melodie cupe e atmosfera, dando al disco ancora più varietà.

I Sikth sono tornati alla grande. Opacities è un ottimo indizio di quello che verrà, quindi le aspettative per il nuovo album sono più che alte. Speriamo che stavolta i Sikth durino più a lungo.  

Formazione

Mikee W Goodman – voce
Justin Hill – voce
Pin – chitarra
Dan Weller – chitarra
Dan Foord – batteria
James Leach – basso

Produzione

Forrester Savell

Tracklist

1. Behind The Doors 
2. Philistine Philosophies 
3. Under The Weeping Moon 
4. Tokyo Lights 
5. Walking Shadows 
6. Days Are Dreamed

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