All That You Fear Is Gone
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Headspace
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2016
Durata: 72:51
Voto: 4/5
»All That You Fear Is Gone« è il secondo album in studio degli Headspace, rocker/metaller progressivi nati nel 2006 per iniziativa del fuoriclasse della voce Damian Wilson (Threshold) e del mago delle tastiere Adam Wakeman (Ozzy Osbourne). Nella band ci sono anche l’ottimo chitarrista Pete Rinaldi (Hot Leg), il versatile bassista Lee Pomeroy (It Bites) e il batterista Adam Falkner, che nel 2015 ha preso il posto di Richard Brook. Wilson e Wakeman, da anni due nomi molto stimati nel mondo del prog rock/prog metal, a inizio 2016 hanno pubblicato un disco insieme, »Weir’s Keeper Tale«, che però, con la sua natura acustica e un’atmosfera fin troppo ‘assonnata’, non ha entusiasmato più di tanto. Forse è stata proprio la risposta tiepida a quel disco la ‘colpevole’: dopo quattro anni dal debutto degli Headspace con tinte da concept, »I Am Anonymus« (2012), i due hanno deciso di tornare al lavoro ‘di squadra’ e hanno creato »All That You Fear Is Gone«, un ibrido progrock/progmetal con arrangiamenti imponenti e tanti messaggi intelligenti, come siamo abituati a trovare nella maggior parte dei lavori che portano il marchio di Wilson.
Più o meno lo stesso valeva per il debutto concettuale, decisamente ambizioso, dove Wilson e Wakeman, contro i piani iniziali, avevano lasciato a Rinaldi un sacco di spazio per sgranchirsi i ‘muscoli’ chitarristici. Stavolta, però, il virtuoso della sei corde su »All That You Fear Is Gone« non esagera con assoli chilometrici e quindi non manda all’aria la struttura, ben orientata dall’inizio alla fine, dei singoli pezzi. A differenza del suo illustre padre Rick e anche del fratello maggiore Oliver, di Adam si può dire che nei suoi progetti musicali non pretende il ruolo da ‘star’ e non ‘rompe’ se per caso gli viene lasciato poco spazio. La sua maestria alle tastiere su »All That You Fear Is Gone« emerge davvero solo un paio di volte, perché in primo piano ci sono soprattutto le opere d’arte chitarristiche di Rinaldi e le acrobazie vocali di Wilson. I testi sono piuttosto intelligenti e provocatori sul piano sociale, e più di una volta sconfinano nel territorio della psicoanalisi umana.
»All That You Fear Is Gone« per la maggior parte del tempo è ben bilanciato tra prog metal e prog rock, con momenti d’impatto a ritmo sostenuto e passaggi chitarristici robusti che si alternano a fasi più tranquille, incentrate su arrangiamenti acustici. Nei rari momenti da ‘natura morta’ del disco Rinaldi imbraccia la chitarra acustica mentre Adam lo accompagna al piano. Sull’album trovano posto quindi anche alcuni momenti acustici, orientati al pianoforte, che, con la possibile eccezione della ballad »Borders and Days«, non sono tra i pezzi più ispirati e in parte ricordano un po’ il progetto »Weir’s Keeper Tale«, ma in ogni caso garantiscono un contrasto più che gradito con le composizioni prevalentemente cupe e di taglio metal, fatte di variazioni chitarristiche senza compromessi e di selvagge marce di batteria.
Il cuore del disco è senza dubbio l’ambiziosa suite di tredici minuti »The Science Within Us«, con Damian all’apice delle sue capacità vocali, la prova tastieristica più varia di Adam, passaggi di batteria assassini e variazioni chitarristiche imponenti. »All That You Fear Is Gone« si chiude con una spettacolare giostra stilistica di dieci minuti intitolata »Secular Soul«, dove le tante virtù strumentali di musicisti scafati vengono fuori in modo magnifico, mentre la voce potente e melodrammatica di Damian si prende la parte del leone nel creare un’atmosfera eccezionale. Sono proprio le sue doti vocali a far sì, prima di tutto, che i momenti più d’impatto non suonino ‘pesanti’ come potrebbero se dietro al microfono ci fosse un cantante meno talentuoso, meno esperto e con un timbro poco adatto.
Chi ama l’approccio più d’impatto al prog rock con »All That You Fear Is Gone« va a nozze: l’ultima fatica in studio degli Headspace, oltre a una produzione eccellente e a un’esecuzione tecnica di altissimo livello, offre una serie di momenti intensissimi e cupi, carichi di messaggi profondi, e allo stesso tempo regge il confronto, per qualità, con l’ambizioso debutto del 2012. Un album che non scuoterà certo la scena prog di oggi, perché non ha picchi compositivi, ma che è comunque abbastanza buono da meritarsi almeno una menzione se si stila l’elenco dei dischi progrock più interessanti del 2016. È molto probabile, poi, che »All That You Fear Is Gone« piaccia soprattutto a chi ama le band prog dal marchio più cupo, come i Threshold di Wilson, gli Haken e i Pain of Salvation, che adorano muoversi sul sottile confine tra prog metal e prog rock.
Formazione
Damian Wilson – voce
Pete Rinaldi – chitarra, cori
Adam Wakeman – tastiere, piano, cori
Lee Pomeroy – basso, chapman stick, pedali del basso
Adam Falkner – batteria
Produzione
Headspace
Tracklist
1. Road to Supremacy (4:56)
2. Your Life Will Change (6:41)
3. Polluted Alcohol (6:10)
4. Kill You With Kindness (8:17)
5. The Element (1:50)
6. The Science Within Us (13:14)
7. Semaphore (5:39)
8. The Death Bell (1:49)
9. The Day You Return (3:24)
10. All That You Fear Is Gone (4:59)
11. Borders and Days (5:23)
12. Secular Soul (10:35)