The Dark Saga

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Iced Earth
Etichetta: Century Media
Uscita: 1996
Durata: 43:54
Voto: 4.5/5

Con il loro quarto album in studio, »The Dark Saga«, i campioni americani dell’heavy metal Iced Earth hanno messo a segno la loro seconda impresa concettuale, di cui ancora oggi possono andare giustamente fieri, proprio come per l’altro concept, »Night of the Stormrider« (1991). Dopo un predecessore estremamente cupo e incazzato come »Burnt Offerings« (1995), in cui si erano calati nelle profondità del nono cerchio dell’Inferno di Dante, il chitarrista Jon Schaffer e la sua banda metallara avevano bisogno di una ventata di freschezza, in contrasto con quanto fatto prima, perché non volevano ripetere la stessa formula sonora del disco appena citato.

Schaffer, prima che quel ‘fatidico’ 11 settembre 2001 lo travolgesse, come tanti suoi connazionali musicisti, con la ‘febbre patriottica’ facendogli sparare un sacco di cretinate che purtroppo ogni tanto hanno iniziato a filtrare anche nella sua musica, era un lettore appassionato dei prodotti (anche di quelli con un taglio socialmente critico) delle case editrici americane di fumetti, con Marvel, DC, Image, Vertigo e Dark Horse in testa, così il concept per »The Dark Saga« è andato a pescarlo proprio nel mondo dei fumetti. Spawn, personaggio tragico del noto fumettista americano Todd MacFarlane, che per un periodo ha lavorato anche per Marvel, è così diventato il cuore del quarto album degli Iced Earth, ma per questo Schaffer aveva ovviamente bisogno del benestare del suo creatore. MacFarlane, dopo qualche titubanza iniziale, ha dato il via libera all’uso del suo personaggio nel concept e ha pure contribuito con la copertina, con uno Spawn furibondo che risale proprio dalle profondità infernali.

Schaffer in origine puntava ancora più in alto e voleva convincere MacFarlane che in futuro gli Iced Earth avrebbero potuto firmare la musica di un eventuale film e di una serie animata su Spawn, ma alla fine non se ne fece nulla, visto che il film omonimo del 1997, tutto sommato guardabile, non conteneva la loro musica. In compenso, all’uscita »The Dark Saga«, anche grazie al ruolo promozionale dei membri degli Iced Earth, è finito sugli scaffali dei negozi di fumetti, una mossa di marketing decisamente furba che ha pagato bene. Anche nel successivo lavoro in studio, un doppio album di vecchi pezzi risuonati dal titolo »Days of Purgatory« (1997), gli Iced Earth hanno messo in copertina un personaggio dei fumetti, e cioè l’antieroina vampira Purgatori. »The Dark Saga« è stato il loro ultimo album con il bassista Dave Abell  e il primo (e unico) con il batterista Mark Prator in formazione. Quest’ultimo se n’è andato ancora prima dell’uscita del disco e non compare nella foto di gruppo, dove c’è già il suo successore Brent Smedley.

Su »Burnt Offerings« gli Iced Earth, con il superepico »Dante’s Inferno«, si erano già avvicinati parecchio al metal progressivo, e Schaffer aveva cominciato a preoccuparsi di allontanarsi troppo dalle radici heavy/thrash metal. Proprio per questo con »The Dark Saga« hanno fatto un album un po’ meno complesso del predecessore, con composizioni più brevi e, allo stesso tempo, arrangiamenti più melodici di quanto fosse normale per la band, che venerava alla pari il lascito di Iron Maiden, Metallica e Judas Priest. Ciò nonostante, »The Dark Saga« resta un album parecchio ‘vampiresco’ e cupo, che però colpisce più a fondo proprio nei momenti ambientali ricchi di lirismo, quando la doppia cassa si prende una pausa, come nell’ottima e struggente »I Died For You«, uno dei pezzi più riconoscibili della loro carriera, con Matt Barlow, il miglior cantante di tutta la storia degli Iced Earth, al culmine delle sue forze.

Schaffer ha sempre adorato il conflitto biblico tra inferno e paradiso, presente in un bel po’ di brani degli Iced Earth, quindi il concept su Spawn, l’antieroe, una specie di Batman dark che ha firmato un patto con un demone per tornare dall’inferno e vendicare la propria morte, gli è capitato a fagiolo. A causa di grane sui diritti d’autore, purtroppo, non ha potuto usare i nomi dei personaggi chiave, e così l’ascoltatore deve immaginarsi da solo di chi si parla nei singoli testi. Il concept è in pratica una breve storia sulla nascita infernale di Spawn, o meglio sulla sua resurrezione, e sul suo eterno strazio tra bene e male: servire l’esercito infernale, vendicarsi dei responsabili della sua morte, cercare l’umanità perduta e l’amore. Il riassunto di tutto questo è condensato nella title track nonché brano d’apertura, cioè »Dark Saga«, che con la sua crescita rabbiosa di un’atmosfera cupa, quasi distopica, è un’apertura azzeccatissima per il disco.

Nella marcatamente aggressiva »Violate«, tra passaggi di batteria brutali, una prova vocale incazzata e passaggi chitarristici furiosi, si presenta il demoniaco Violator, che tormenta Spawn sotto le spoglie di un clown disgustoso e grottesco. Le armonie maestose di chitarra tra Schaffer e il chitarrista solista Randall Shawver sono uno dei punti di forza principali di questo album, soprattutto in pezzi come il classico »The Hunter«, dove entra in scena l’avversaria celeste di Spawn (e poi sua alleata), Angela, il che renderebbe in realtà più adatto un titolo come »The Huntress«. La prova vocale incredibilmente emotiva di Matt è così buona per tutto l’album che anche dopo il ‘test del tempo’, ascoltando »The Dark Saga«, ti vengono ancora i brividi lungo tutto il corpo.

»The Last Laugh« è un altro pezzo più ‘thrasheggiante’, con la doppia cassa in azione, riff di chitarra assassini e una ‘confessione’ vocale struggente, quando fa la sua comparsa il ‘creatore’ demoniaco di Spawn, Malebolgia. »Depths of Hell« è un brano ambientale e stilisticamente affine, con un assolo di chitarra impressionante. L’estremamente tenebrosa »Vengeance is Mine«, uno dei pezzi più incazzati del disco, potrebbe tranquillamente stare anche su »Burnt Offerings«, perché qui Barlow è vocalmente totalmente fuori di sé, mentre i passaggi di chitarra brutali e le batterie spietate lasciano via via spazio a un assolo di chitarra piuttosto gustoso. »Scarred« ha un’introduzione strumentale più lunga con armonie di chitarra tenebrose, mentre l’ingresso della voce di Barlow porta gradualmente in una sezione ultradrammatica, tutta incentrata su tese armonie vocali, dove si distingue ai cori anche Schaffer, e col passare dei minuti iniziano a dominare scale quasi pentatoniche, che ricordano un po’ gli Iron Maiden del periodo di »Powerslave« (1984).

In »Slave to the Dark«, uno dei vertici di »The Dark Saga«, Spawn per la prima volta vuole scrollarsi di dosso le catene che lo legano al signore infernale Malebolgia, perché prima di morire era in fondo una brava persona, che però si era posto troppo poche domande sulla moralità del suo lavoro per i servizi segreti del governo americano, per il quale aveva compiuto parecchie azioni orribili, ed è per questo che è finito all’inferno. In cambio di poteri sovrannaturali e del ritorno nel mondo dei vivi, che gli avrebbe permesso di vendicarsi dei responsabili della sua morte, aveva firmato un patto con il demone, ma è stato fregato (come da copione per il diavolo): nonostante i suoi poteri eccezionali, è diventato un servo di Malebolgia. Qui le armonie di chitarra a tre voci in stile Iron Maiden vengono fuori ancora di più, mentre il canto epico di Barlow è di nuovo un capitolo a parte e non lo si può elogiare abbastanza.

Il climax malinconico e trionfale, nonché il vertice di »The Dark Saga«, è senza dubbio la chiusura epica, »A Question of Heaven«, che conquista soprattutto con una combinazione eccezionale di armonie vocali maschili e femminili, curate da Matt e Kate Barlow. Le armonie a tre voci costruiscono piano piano un dramma carico di tensione, mentre le armonie vocali uomo-donna oscillano tra ‘inferno’ e ‘paradiso’. Spawn, in mezzo al conflitto tra l’esercito infernale e quello celeste, per cui combatte la sua avversaria Angela, brama invano la redenzione, ma allo stesso tempo ritrova la fede perduta nell’amore, grazie alla quale capisce che non sarà per sempre il soldato infernale di Malebolgia. Barlow regala una delle prove canore più emozionanti di tutta la sua carriera e nel finale del pezzo raggiunge linee vocali davvero da brividi per quanto sono alte, ma sono i cori femminili a mettere la ‘ciliegina sulla torta’ su una delle migliori composizioni di tutta la storia degli Iced Earth.

Con »The Dark Saga«, cupa storia musicale sul tormento e la vendetta di Spawn, gli Iced Earth hanno firmato uno dei vertici della loro carriera, anche se all’uscita il disco non fu accolto dalla comunità metal con lo stesso entusiasmo dei suoi tre predecessori. A influire è stato probabilmente anche il cambio di stile, comunque benvenuto, nel sound degli Iced Earth rispetto ai primi tre lavori, perché con »The Dark Saga« si sono spostati verso la fase creativa successiva della loro carriera. Nonostante ci siano voluti diversi anni prima che l’album si guadagnasse più rispetto tra il ‘pubblico di riferimento’, oggi »The Dark Saga« rientra tra quei rari concept album metal che hanno il potere di conquistare l’ascoltatore senza sforzo, grazie alla combinazione giusta di musica, testi e atmosfera. In questo caso la musica fa rivivere con facilità le immagini dei fumetti, e il disco, con la sua energia e il suo ambiente eccezionali, colpisce a fondo anche tutti gli amanti del metal di qualità che di Spawn non hanno mai sentito parlare o che mentre ascoltano non si addentrano più di tanto nei singoli testi. Chi pensava che dopo »The Dark Saga« gli Iced Earth si sarebbero presi una pausa più lunga o ‘avrebbero tolto il piede dall’acceleratore’ si sbagliava di grosso, perché la loro successiva impresa in studio, il superambizioso »Something Wicked This Way Comes« (1998), è diventata il capolavoro assoluto della loro variegata carriera.

Formazione

Matt Barlow – voce principale
Jon Schaffer – chitarra, cori, co-produttore
Randall Shawver – chitarra solista
Dave Abel – basso
Mark Prator – batteria, cori

MUSICISTI OSPITI
Jim Morris – cori, co-produttore
Kate Barlow – cori

Produzione

Jim Morris e Jon Schaffer

Tracklist

1. Dark Saga
2. I Died For You
3. Violate
4. The Hunter
5. The Last Laugh
6.  Depths Of Hell
7. Vengeance Is Mine
8. Scarred
9. Slave To The Dark
10. A Question Of Heaven

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