Scaling Up
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Marcello, Kee
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2016
Voto: 3/5
Con il suo quarto album in studio da solista torna sulla scena un vecchio, caro conoscente di Bluesiana, appena confermato tra gli artisti in cartellone al Frontiers Rock Festival 2017. Parliamo dell’ex chitarrista degli Europe Kee Marcello, all’anagrafe Kjell Hilding Löfbom.
»Scaling Up« è il suo primo disco sotto l’ala di Frontiers Records, e Kee ci ha piazzato una sterzata brusca, voltandosi a guardare la strada musicale percorsa finora, con una carriera pittoresca e movimentata alle spalle. Ha preso la rincorsa giusta, con il vento creativo nelle vele, e ha messo insieme ben dodici pezzi che hanno trovato posto nel suo nuovo lavoro in studio.
Il disco, registrato in primavera, rispetto allo stile del predecessore »Judas Kiss« (2013) strizza l’occhio in modo sorprendentemente più deciso ai generi rock tradizionali da cui Marcello è uscito come musicista. Che si tratti dell’ormai proverbiale ispirazione all’hard rock classico, dove possiamo citare senza paura Rainbow e Deep Purple, oppure di momenti che in altri tempi avrebbero fatto compagnia senza troppi scossoni al materiale dei due album degli Easy Action, visto che trasudano rock melodico dal sapore retrò, a tratti perfino AOR, per non dire addirittura »sleaze« in versione conciliante. Ma più di tutto salta subito all’orecchio un suono molto affine a quello degli Europe, e qui mi riferisco soprattutto all’epoca di »Prisoners in Paradise« (1991).
Visto quest’ultimo appunto, non sorprende nemmeno che Kee abbia rimesso a nuovo per questo disco due brani degli Europe che nella carriera della band non sono mai andati oltre lo stadio di »demo mai pubblicato«. Nelle nuove vesti (a livello di arrangiamento e produzione) sono anche tra i pezzi più forti di »Scaling Up«. Sono Don’t Know How to Love No More e Wild Child (gli Europe nel 1989 inserirono quest’ultimo perfino nei repertori dal vivo), nati in origine dalla collaborazione di Marcello con il cantante degli Europe Joey Tempest. Anche scorrendo il resto del materiale, qualche somiglianza di struttura compositiva con gli Europe ti »punge« l’orecchio senza fatica. Succede già con la traccia d’apertura Black Hole Star e più avanti con I Don’t Miss You Much, particolarmente pittoresca e contagiosa dal punto di vista musicale.
Kee Marcello è ovviamente prima di tutto un eccellente virtuoso della chitarra. Anche in questo disco gli amanti delle acrobazie chitarristiche non resteranno indifferenti. Però stavolta Marcello cercava anche il cosiddetto »momento di band«, ed ecco perché i brani suonano molto compatti e messi a fuoco negli arrangiamenti, alla ricerca di un equilibrio produttivo tra i mattoni del suono, con i picchi affidati a ritornelli melodici e contagiosi sopra i passaggi »mid-eight«, che spettano alle tempestose scorribande chitarristiche di Kee in persona.
L’album è coerente e di qualità. Kee si è concentrato sui dettagli. Forse perfino troppo. Anche a livello di produzione il disco suona quasi troppo »ripulito« per i tempi che corrono, in cui nel rock melodico va di più un sound grasso e chitarristicamente incattivito. Le tastiere prendono spesso l’iniziativa, quando non hanno un ruolo alla pari con le frasi di chitarra nella costruzione del paesaggio sonoro. Ma questo disco ha un difetto di fondo. La voce. Kee Marcello ha deciso di cantare da solo tutte le parti vocali dell’album. È chiaro che Marcello non è famoso come grande cantante. Diciamo che è discreto, ma solo per colorare le voci di base con un accompagnamento vocale. Eppure il tipo ha deciso di prendersi il ruolo di voce solista, e nei pezzi si sente una riserva espressiva rimasta inespressa, che un vero cantante saprebbe sfruttare con molta più abilità ed efficacia. In certi punti i limiti vocali di Kee si nascondono con astuzia nel contrasto delle armonie vocali, in altri no.
»Scaling Up« è quindi, dalla testa ai piedi, un disco hard rock solido e molto gradevole, che suona retrò e offre una bella dose di varietà tra un pezzo e l’altro, ma nessuno di essi lascia un’impressione particolare, o meglio »memorabilità su un lungo intervallo di tempo«. Non offre niente di mai sentito, né niente che spicchi davvero nel prodotto. Solo quella vaga, fastidiosa sensazione che l’album nel suo insieme funzionerebbe molto meglio con l’innesto di un vero cantante.
Kee Marcello – Wild Child:
Formazione
Kee Marcello – chitarra, voce, tastiere
Ken Sandin – basso
Darby Todd – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Mattias Eklundh – chitarra solista sul brano ‘Good Men Gone Bad’
Michele Luppi (Whitesnake) – tastiere in ‘Wild Child’
Produzione
Kee Marcello
Tracklist
1. Black Hole Star
2. On The Radio
3. Don’t Miss You Much
4. Fix Me
5. Wild Child
6. Finger On The Trigger
7. Soldier Down
8. Scandinavia
9. Good Men Gone Bad
10. Scaling Up
11. Don’t Know How To Love No More
12. Blow By Blow