A Maze of Recycled Creeds

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Autore: Primož Novak

Artista: Gorod
Etichetta: Unique Leader Records
Uscita: year_month
Durata: 44:31
Voto: 4.5/5

Oggi i Gorod sono ancora una band piuttosto sotto il radar, a meno che tu non sia un fan del death metal, ovviamente. Nella loro carriera, iniziata già nel 2000, sono passati addirittura una volta anche dalla Slovenia. Con quel live hanno dimostrato che la Francia ha da offrire qualcosa di più dei soli Gojira. La storia dei Gorod è partita con il nome Gorgasm, ma poi hanno cambiato nome per non essere confusi con gli statunitensi Gorgasm.

Con i primi lavori la band non ha fatto altro che confermare il proprio stile, che richiamava parecchio i gruppi che avevano preso a modello i Necrophagist. A questo punto è facile immaginare come suoni la musica dei Gorod, che più avanti hanno deciso di allargare la ricetta. Con il nuovo cantante Julien Deyres, arrivato nella band con l’album precedente, si è arricchita anche la dinamica delle voci, così in primo piano non c’è solo il classico urlatore.

A Maze of Recycle Creeds ha raccolto il testimone del solido A Perfect Absolution, un disco in cui a tratti sembrava mancare l’ispirazione. Anche nel death metal tecnico oggi serve sperimentare parecchio per allargare il proprio margine di manovra. A Maze of Recycled Creeds dà senza dubbio più speranze. Di brutalità e tecnica ce n’è ancora un sacco, ma con le parti più lente il tutto diventa molto più interessante. I pezzi sono costruiti con furbizia, ci sono parti che ti si piantano in testa e anche il ritmo è vario. Due buoni esempi sono Inner Alchemy e The Mystic Triad of Artistry, ma anche il resto dei brani non è per niente meno interessante. Con le parti lente i Gorod puntano sull’imprevedibilità, così di svolte inaspettate ce ne sono parecchie. Al debutto c’è anche il nuovo batterista Karol Diers, che ha un ottimo senso del ritmo, e in band come queste un batterista capace è semplicemente obbligatorio. Per gli appassionati di chitarra, poi, non mancano né assoli virtuosi né riff a mille all’ora.

Con il loro approccio fantasioso, che include anche elementi di jazz fusion e funk, i Gorod si staccano dalla media. Lungo tutto l’album si sente che non si tratta dell’ennesima band che ha imparato a fare assoli neoclassici velocissimi e blast beat. Di sicuro si può dire che questo album ha un’impronta più progressive rispetto ai lavori precedenti.

Dal punto di vista sonoro il disco è lucidato il giusto. Certo, non ha un suono massiccio, ma la sostanza si sente. Gli strumenti sono ben distinti e anche le linee di basso spiccano in modo piacevole. A Maze of Recycled Creeds mostra i Gorod come una band ormai matura, che fa capire che la scena metal francese merita attenzione. L’album è senza dubbio una buona base per quello che verrà, se la voglia di lavorare resterà questa. 

Formazione

Julien “Nutz” DEYRES: voce
Mathieu PASCAL: chitarra 
Ben “Barby” CLAUS: basso 
Nicolas ALBERNY: chitarra 
Karol Diers: batteria

Produzione

Mathieu Pascal

Tracklist

1. Air de l’Ordre – 00:58 
2. Temple to the Art-God – 04:19 
3. Celestial Nature – 04:26 
4. Inner Alchemy – 06:13 
5. The Mystic Triad of Artistry – 05:08 
6. An Order to Reclaim – 04:31 
7. From Passion to Holiness – 05:46 
8. Dig into Yourself – 03:20 
9. Rejoice Your Soul – 04:50 
10. Syncretic Delirium – 05:07

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