Cloaks of Oblivion

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Autore: Rok Klemše

Artista: Eruption
Etichetta: Xtreem Music
Uscita: year_month
Durata: 48:30
Voto: 4.5/5

Seguire l’evoluzione e la crescita di una band fin dagli esordi non è sempre un privilegio che capita a tutti, ma quando succede, il piacere di vedere i progressi di un gruppo, almeno per chi scrive questa recensione, è decisamente più grande. Ci sono voluti cinque anni perché i dominatori extraterrestri sollevassero il velo sul nuovo lavoro della thrash band di casa nostra Eruption, che a cinque anni dall’uscita di Tenses Collide torna con un nuovo disco in studio dal titolo sinistro: Cloaks of Oblivion.

Tenses Collide rappresentava un bel passo avanti rispetto al debutto Lifeless Paradise. Quest’ultimo era infatti un disco thrash relativamente semplice, ben piantato nei confini del genere, mentre il suo successore, con arrangiamenti più complessi e un approccio molto più tecnico, mostrava un passo grande e coraggioso fuori dalle solide mura del thrash metal. Mi fa piacere che la band abbia tenuto la rotta tracciata con Tenses Collide, perché Cloaks of Oblivion ne è il seguito logico, ma anche più audace e ancora più vario. Stavolta i brani sono ancora più complessi e l’intero sound dell’album suona decisamente epico, complice anche la tematica cupa e sinistra delle teorie del complotto in stile Ancient Aliens.

L’atmosfera dell’album è in linea con tutto questo: non si regge solo sulla tipica velocità alta del thrash metal, anzi, la maggior parte del disco viaggia al massimo a medio tempo, cosa che potrebbe non andare giù a orecchie abituate alla velocità del thrash. Di esplosioni di velocità, comunque, ce ne sono ancora più che a sufficienza, solo che il tutto è molto più ragionato, e composizioni un po’ più aperte e pezzi mediamente più lunghi di prima permettono a ogni membro della band di brillare nel proprio campo. Anche se stavolta i pezzi sono più lunghi che sui predecessori, visto che in media sfiorano i sei minuti, la qualità batte di gran lunga la quantità: a distinguerli sono prestazioni tecnicamente rifinite, strofe eccellenti e ben elaborate e ritornelli potenti. Questi ultimi  sono incastonati alla perfezione nei brani, perché non sporgono troppo dall’insieme ma vengono assimilati, come se a farci visita fossero stati i Borg.  

Cloaks of Oblivion porta anche parecchie novità e freschezza, soprattutto grazie alle già citate prestazioni superlative dei singoli membri. L’atmosfera dei pezzi viene costruita qua e là con abilità da interludi acustici, dal riffing diabolico del duo di chitarre Čuk/Kamenšek, da assoli atipici per il thrash (in questo è in testa Reborn Into Demise), dal meraviglioso rombare del basso di Nika, che fa sempre da base spessa e solida, e dal drumming vario e dinamico di Ivan, che brilla in passaggi come il blast beat in The Yearning (sotto un assolo epico da urlo). Gli Eruption se la cavano bene anche con il proseguimento della storia di Enter the Hive dal predecessore – stavolta in Drones diventiamo tutti solo una cellula di un organismo più grande, senza alcuna possibilità di (auto)coscienza individuale; api umane, insomma. Eccezionale stavolta anche la prova vocale, perché Klemen da classico urlatore thrash si è trasformato in un vocalist di primo livello, come dimostra al meglio la fenomenale This Barren Existence, che Klemen si ruba con una performance vocale a intensità crescente e che finisce come un’eruzione vulcanica da far rizzare i peli. Così, volente o nolente, ricorda soprattutto la presenza vocale di Warrel Dane ai tempi dei primi Sanctuary o di Russ Anderson dei Forbidden dell’era Twisted Into Form.    

In Cloaks of Oblivion fa un enorme piacere anche il fatto che verso la fine non perda fiato e slancio, anzi, il contrario: sembra che gli Eruption abbiano tenuto il materiale più forte per il finale, in particolare The Yearning, This Barren Existence, il »seguito« Celestial God Seven Archons e il pezzo epico da sette minuti The Prophet. Cloaks of Oblivion è senza dubbio il momento più forte degli Eruption finora e ti sfreccia davanti come il Kessel Run in dodici parsec. Chi nel thrash cerca solo velocità e brutalità potrebbe non restare del tutto soddisfatto da Cloaks of Oblivion, ma chi cerca il »thinking man’s thrash« si girerà il nuovo album tantissime volte.

Formazione

Klemen Kalin – voce
Ivan Cepanec – batteria
Andrej Čuk – chitarra
Grega Kamenšek – chitarra
Nika Krmelj – basso

Produzione

Simon Jovanović ed Eruption

Tracklist

1. Pharos
2. Sanity Ascend
3. Cloaks of Oblivion
4. Drones
5. Reborn Into Demise
6. The Yearning
7. This Barren Existence
8. Seven Archons
9. The Prophet

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