The Vision the Sword and the Pyre – Part 1

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Eloy
Etichetta: Artist Station Records
Uscita: 2017
Durata: 62:31
Voto: 4.5/5

I leggendari alfieri del prog rock tedesco Eloy sono di nuovo tra noi con un ottimo concept album intitolato »The Vision, the Sword and the Pyre – Part 1«. L’ultima fatica in studio racconta la tragica vita dell’eroina nazionale francese Giovanna d’Arco, nota anche come la Pulzella d’Orléans, che nel 1431, a soli diciannove anni, gli inglesi, con l’aiuto dei vertici della Chiesa cattolica, mandarono al rogo con l’accusa di eresia e stregoneria. La sua vita fuori dal comune in un’epoca storica sanguinosa, in cui sotto il dominio della Chiesa le donne valevano meno di un cavallo da battaglia, e la sua morte tragica a Rouen fanno ancora oggi lavorare la fantasia di un sacco di musicisti, soprattutto in ambito prog rock e metal. Gli Eloy, ovviamente, non sono i primi ad aver provato a mettere in musica la sua storia, ma sono i primi a farlo in modo così ambizioso, visto che alla prima parte di questa saga concettuale seguirà di sicuro anche una seconda.

Dopo il solido album del ritorno »Visionary« (2009), che però per la maggior parte dei fan non era ancora ‘quello giusto’, cioè quello che questa leggendaria band sa davvero tirare fuori, stavolta gli Eloy hanno cambiato marcia e sono finalmente tornati a servire una prelibatezza concettuale space rock/rock sinfonico, all’altezza dei loro lavori migliori anni Settanta. La prima parte della saga sulla ‘Pulzella d’Orléans’, raccontata brano dopo brano, ripercorre le imprese giovanili di Giovanna: dalla nascita a Domremy alle ‘visioni divine’ di questa povera ragazza di campagna, dalla partenza per la corte francese, dove ebbe un ruolo chiave nell’incoronazione del futuro re di Francia Carlo VII, fino alle sue prime vittorie sugli inglesi. Come sappiamo dalla storia, la sua vita insolita e breve finì fin troppo presto per colpa dei perfidi Borgognoni che la vendettero agli inglesi, nonostante Carlo VII avesse intenzione di pagare il riscatto. L’inquisizione filoinglese della Chiesa cattolica accusò Giovanna di eresia e la fece bruciare sul rogo. Circa cinquecento anni dopo la Chiesa se ne è lavata le mani proclamandola santa. Oggi, in un’epoca in cui il francese medio non dà più grande peso alla Chiesa, Giovanna è la santa più amata di Francia e un’eroina nazionale.

Il concept sulla vita di una giovane guerriera medievale, vissuta nel sanguinoso periodo della guerra dei cent’anni tra Francia e Inghilterra, a prima vista sembra poco da Eloy, che di solito si associano alla fantascienza. Basta ricordare l’indimenticabile saga musicale sulla fine di Atlantide (»Ocean e »Ocean 2«), anche se nel Medioevo si erano già avventurati nel 1975 con il loro primo concept album »Power and the Passion«. Il chitarrista, cantante e produttore di culto Frank Bornemann, lo storico bassista Klaus-Peter Matziol, i due tastieristi Folberth e Gerlach e il batterista Bodo Schopf stavolta usano le voci femminili di accompagnamento più che mai. Il ruolo di Giovanna lo ‘interpreta’ la cantante Anke Renner, che ha svolto la sua missione in modo splendido. Le sue parti vocali sono quasi tante quante quelle di Frank, e non mancano nemmeno momenti completamente strumentali, dosati con grande gusto tra prog sinfonico e space rock della ‘vecchia scuola’. Le epiche armonie vocali femminili per gli Eloy non sono certo una novità, visto che le usano con successo dal 1978. Tutto quello che oggi fa il maestro prog olandese Arjen Anthony Lucassen con i suoi Ayreon, dove le cantanti ospiti non mancano mai, gli Eloy lo facevano già alla fine dei Settanta: per loro è una prassi consolidata.

I singoli brani, dall’iniziale »The Age of the Hundred Years’ War« alla conclusiva »Why?«, sono collegati tra loro in modo eccellente e tengono insieme splendidamente il concept sulla vita breve ma tumultuosa di Giovanna. Gli arrangiamenti sinfonici epici, così tipici degli Eloy classici, sono ogni tanto sorretti da ondate space rock di sintetizzatori di ogni tipo, mentre le opere d’arte chitarristiche di Frank spesso si prendono la scena. All’atmosfera spesso epica e drammatica contribuiscono soprattutto le pompose armonie vocali maschili e femminili e l’alternarsi delle due voci principali. È difficile scegliere i momenti migliori di questo splendido album, perché tutti i brani formano un insieme compatto e sono praticamente alla pari per qualità. Tra gli esperimenti piuttosto atipici c’è l’epica »Chinon«, dove troviamo Giovanna alle prese con la prova di verginità prima di poter comparire davanti al futuro re di Francia, e che tra momenti pastorali contiene elementi di madrigale medievale. Gli amanti della versione epica degli Eloy si godranno al massimo i pezzi più ‘bellicosi’, come la pomposa suite »The Sword…The Dawning of the Unavoidable«, che oltre a possenti arrangiamenti sinfonici e a armonie vocali da leccarsi i baffi contiene anche qualche elemento prog metal, soprattutto grazie a passaggi chitarristici complessi e incisivi. »Orleans«, intrisa di ambientazioni sacrali, ha un ritornello mistico con armonie corali, mentre la drammatica e cupa »Les Tourelles«, dove il testo descrive una grande battaglia, si regge su poderosi cambi di tempo e su complesse sezioni strumentali condite di space rock, tra cui anche un interessante assolo di mini moog. La contemplativa »Why?«, in cui Giovanna comincia a dubitare delle voci di Dio e della propria missione, contiene magistrali armonie vocali femminili, marcatamente malinconiche, nell’interpretazione della Renner, che portano l’album a una degna conclusione.

Con »The Vision, the Sword and the Pyre – Part 1«, primo capitolo sulla vita della leggendaria Giovanna d’Arco, gli Eloy hanno firmato il loro primo capolavoro del XXI secolo, un album all’altezza dei loro lavori migliori degli ‘anni d’oro’ Settanta. Frank Bornemann, che ha garantito ancora una volta anche una produzione di prim’ordine, e la sua squadra, dopo tanto tempo hanno di nuovo superato le aspettative dei fan e ci hanno fatto felici con un disco che è tra i principali candidati a miglior album prog rock del 2017. Frank, intanto, ha già promesso che si farà in quattro perché la seconda parte di »The Vision, the Sword and the Pyre« sia almeno sullo stesso livello qualitativo.

Formazione

Fank Bornemann – voce, chitarra
Hannes Folberth – tastiere
Michael Gerlach – tastiere
Klaus-Peter Matziol – basso
Bodo Schopf – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Anke Renner – voce
Volker Kuinke – flauto dolce

Produzione

Frank Bornemann

Tracklist

1. The Age of the Hundred Years’ War
2. Domremy on the 6th of January 1412
3. Early Signs … from a Longed for Miracle
4. Autumn 1428 at Home
5. The Call
6. Vaucouleurs
7. The Ride by Night… Towards the Predestined Fate
8. Chinon
9. The Prophecy
10. The Sword
11. Orléans
12. Les Tourelles
13. Why?

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