Amon Amarth: Berserker
“I vichinghi del metal svedesi Amon Amarth tornano con un nuovo album! La band resta saldamente ancorata ai suoi temi lirici e alla sua identità musicale, ma stavolta gioca con qualche elemento nuovo.”
Etichetta: Metal Blade / Sony
Data di uscita: 3 maggio 2019
Produzione: Jay Ruston
Durata dell’album: 56:45
Genere: Melodic Death Metal
In più di vent’anni di carriera gli Amon Amarth sono diventati uno dei nomi più grossi della scena heavy metal di questo momento e, con ogni probabilità, anche la band death metal di maggior successo commerciale. Lo dimostrano i concerti sold out in giro per il mondo, ma si sa, il successo non arriva per caso. Con l’undicesimo album la band resta fedele a se stessa: le storie di vichinghi, della loro storia e della loro mitologia sono ciò che li ha resi quello che sono. Di conseguenza restano fedeli anche al sound, che porta avanti lo stile inaugurato da ‘Deceiver of the Gods’. Nonostante il titolo, però, il disco non è dedicato solo ai berserker, i leggendari guerrieri senza paura che, avvolti in pelli di belve feroci complete di testa e in stato di trance, di solito senza scudo si gettavano all’assalto dei nemici, certi di guadagnarsi una bella cena nel Valhalla.
L’album parte con un’intro acustica che ricorda vagamente le prime parti acustiche dei loro connazionali In Flames. ‘Fafner’s Gold’ è un opener relativamente veloce, che fa capire subito che ci aspetta l’ennesimo classico album degli AA, e subito dopo arriva il primo inno del disco dedicato a Thor, ‘Crack the sky’ – “Thor! Let your hammer fly! Let the lightning crack the blackened skies!”, favorito sicuro dei prossimi concerti. E per non lasciare troppo presto il dio del tuono e dei fulmini, protettore degli uomini, ecco ‘Mjolner, Hammer of Thor’, che ammicca parecchio al power metal a livello ritmico e ha il potenziale per diventare un altro grande successo della band. L’inizio aggressivo dell’album prosegue con la guerriera ‘Shieldwall’ – un altro sicuro cavallo di battaglia dal vivo, col ritornello “Vikings! Raise the shieldwall! Hold the frontline! Fight till death!”, che si piazza senza problemi accanto ad altri pezzi guerreschi del repertorio come ‘The Way of Vikings’ e ‘Warriors of the North’.
‘Valkyria’ torna alla vera essenza del melodic death metal, mentre ‘Raven’s Flight’ rappresenta alla perfezione il sound degli Amon Amarth degli ultimi tre album ed era la scelta ovvia per il primo singolo. ‘Ironside’ presenta Johan con una linea vocale pulita, che però non gli sta benissimo: con quel timbro farebbe meglio il cantastorie accanto al focolare delle lunghe case in inverno. ‘The Berserker at the Stamford Bridge’ racconta la storia del celebre guerriero che, tutto solo su un ponte, tenne a bada l’intero esercito inglese nell’ultima grande battaglia vichinga. ‘When Once Again We Set Our Sails’ naviga su una melodia contagiosa, sostenuta alla grande da un ritmo galoppante e da chitarre in terzine, mentre i lupi di ‘Skoll and Hati’ annunciano, veloci e potenti, l’inizio del Ragnarök. ‘Wings of Eagles’ ci porta in viaggio attraverso l’Islanda e la Groenlandia fino al Nord America e ritorno, mentre l’album si chiude con l’epica, emotiva e oscura ‘Into the Dark’, con un’intro e un finale pianistici e orchestrali che accompagnano l’ascoltatore, a livello lirico, dentro la lotta interiore tra bene e male.
Con ‘Berserker’ gli Amon Amarth hanno messo a segno un altro album eccellente, che segue fedelmente il loro sound. Anche se intrappolati nei limiti del proprio genere, stavolta provano a giocare con qualche elemento in più, che nella maggior parte dei casi arricchisce con successo il loro stile. L’unico appunto riguarda la durata. Un album di quasi un’ora, rispetto ai canonici 45 minuti, risulta un po’ troppo lungo e diventa leggermente ripetitivo, il che può spingere l’ascoltatore a mollare prima di arrivare alle due pezzi di grande qualità piazzati proprio verso la fine.
autore: Sebastijan Videc
voto: 8/10
Tracklist:
1. Fafner’s Gold
2. Crack the Sky
3. Mjölner, Hammer of Thor
4. Shieldwall
5. Valkyria
6. Raven’s Flight
7. Ironside
8. The Berserker At Stamford Bridge
9. When Once Again We Can Set Our Sails
10. Skoll And Hati
11. Wings of Eagles
12. Into the Dark
Line-up:
Johan Hegg – voce
Olavi Mikkonen – chitarra solista
Johan Söderberg – chitarra ritmica
Ted Lundström – basso
Jocke Wallgren – batteria