«Prima dei concerti spesso non riuscivo a smettere di piangere»: come una delle più grandi star del metalcore giapponese si è ritrovata e ha lasciato alle spalle l’immagine del metallaro senza paura
L’ex cantante dei Crystal Lake Ryo Kinoshita, in una chiacchierata veloce con Rockline, racconta come, dopo l’addio alla band, con il nuovo progetto Knosis abbia trovato una libertà musicale e personale che prima non conosceva.
Quando Ryo Kinoshita saliva sul palco con i Crystal Lake, era difficile credere che dietro a uno dei frontman più carichi della scena metalcore giapponese si nascondesse una persona alle prese, in privato, con problemi ben diversi. Sul palco la sua immagine era esplosiva: Ryo era uno capace di far partire un moshpit praticamente già durante il soundcheck. Ma dietro le quinte la storia era molto più cupa.
Oggi l’ex cantante dei Crystal Lake parla apertamente dei problemi di salute mentale che nel 2022 l’hanno portato a lasciare la band, e di come il progetto Knosis gli abbia permesso di iniziare a fare musica senza la pressione di dover essere qualcun altro.
«Prima dei concerti spesso non riuscivo a smettere di piangere», ha raccontato Ryo durante la conversazione.
Crystal Lake – da Tokyo alla scena metalcore mondiale
I Crystal Lake sono nati nel 2002 a Tokyo e negli anni successivi sono diventati uno dei nomi più importanti della scena metalcore giapponese. Quando nel 2012 Ryo Kinoshita è entrato nella band, con lui sono arrivati anche un nuovo livello di energia, aggressività e riconoscibilità.
Con dischi come True North e Helix la band ha pian piano superato i confini del Giappone. Helix è uscito in Giappone a novembre 2018, mentre nel resto del mondo è arrivato a febbraio 2019 per SharpTone Records.
Proprio il 2019 ha segnato l’apice della loro ascesa internazionale. I Crystal Lake non erano più soltanto una delle band metalcore giapponesi più interessanti, ma un nome con una forte risonanza sulla scena mondiale e una base di fan sempre più grande anche in Europa e negli USA.
Ryo era uno dei volti chiave del gruppo. Il suo stile vocale inconfondibile e un’energia sul palco fuori dal comune sono diventati quasi sinonimi di Crystal Lake.
Per il pubblico Ryo era inarrestabile. Nel frattempo, però, lui combatteva con un disturbo dell’adattamento, o adjustment disorder, che può manifestarsi come una reazione emotiva o comportamentale intensa a circostanze di vita stressanti.
Nel 2022 ha lasciato la band. In una dichiarazione di allora ha descritto così il suo stato:
«A volte tutto diventa completamente nero e non riesci a muoverti, come un cadavere.»
«Dovevo fare il tough guy»
Lontano dal palco la pressione si faceva sempre più pesante. Ryo dice che nei Crystal Lake sentiva di dover rispondere a una certa idea di come debba essere un cantante metal.
«Nei Crystal Lake dovevo essere un tough guy e comportarmi in un certo modo. Ma non più. Adesso sono libero.»
Proprio questa sensazione di liberazione è diventata uno degli elementi chiave del suo nuovo progetto.
Dopo l’uscita dai Crystal Lake, infatti, Ryo era pronto ad abbandonare del tutto la musica. Oggi ammette di aver pensato di chiudere la carriera musicale e aprire un taco food truck.
Poi ha chiamato il suo amico di lunga data Yosh Morita, cantante e produttore della band giapponese Survive Said The Prophet.
Morita ha insistito: Ryo non doveva smettere di creare.
«Mi ha detto che dovevo continuare a scrivere musica e che sono un tesoro della scena. Mi ha tirato fuori da lì.»
Da questa amicizia è nato Knosis.
Knosis è nato come progetto personale di Ryo
Con Knosis è importante capire che il progetto all’inizio non è nato come una band tradizionale con una formazione già pronta.
Ryo Kinoshita è infatti polistrumentista, autore delle musiche e cantante, e Knosis era all’inizio praticamente il suo progetto musicale personale.
Gran parte del materiale strumentale l’ha creata e registrata da solo. Tra le altre cose suonava anche le chitarre, e nella fase iniziale di Knosis in alcune esibizioni è salito sul palco addirittura con la chitarra in mano.
Solo più tardi Knosis si è trasformato in una vera formazione da concerto, quando al progetto si sono uniti anche gli attuali membri.
È un pezzo importante della storia di Knosis. Ryo, infatti, non voleva semplicemente creare «i nuovi Crystal Lake». Voleva scoprire cosa potesse fare senza dover più tener conto delle aspettative che lo avevano accompagnato nella sua ex band.
Musica aggressiva, ma una storia molto più personale
Il risultato è Knosis: una combinazione esplosiva di metalcore, hardcore, elettronica estrema, techno, punk e industrial.
La musica può essere brutalmente aggressiva, ma sotto la superficie si nasconde una storia molto più personale. Con il debutto GENKNOSIS Ryo ha usato la sua musica anche per fare i conti con le proprie esperienze, la solitudine e i conflitti interiori. E anche se il sound è spesso ancora più estremo di quello che faceva con i Crystal Lake, il messaggio di fondo è positivo: non c’è bisogno di fingere di essere qualcosa che non sei.
Forse è proprio qui la differenza più grande tra Crystal Lake e Knosis.
Nei Crystal Lake Ryo è diventato uno dei volti più riconoscibili del metalcore giapponese e membro di una band che intorno al 2019 ha toccato il suo apice mondiale.
Con Knosis, invece, può creare per la prima volta nella sua carriera senza il bisogno di rispondere a un’immagine precisa.
Non deve più essere il frontman senza paura. Può essere semplicemente Ryo.
E forse è proprio per questo che Knosis è più di una semplice nuova band dell’ex cantante dei Crystal Lake: è l’inizio di un capitolo in cui Ryo Kinoshita ha finalmente trovato il modo di fare il musicista alle sue condizioni.