Nostalgia anni ’80 a LA con i Faster Pussycat (Prosek 2026)

foto: IGORAC 2026
0 12

Faster Pussycat (40th Anniversary Tour), Blacklist Union, Femme Fatale
Domenica, 27. 9. 2026
Kulturni dom, Prosek, Italia


“Chiunque può suonare R’n’R, basta volerlo abbastanza”

Girare per concerti per conto di Rockline porta con sé un sacco di vantaggi. Tra questi, i viaggi su un’auto elettrica di nuova generazione super comoda. Di una marca che ha rubato il nome a uno scienziato pazzo, per colpa del quale i nostri fratelli del sud potrebbero riaccendere qualche spiacevole episodio storico. E poi si conoscono persone cool, come l’autista del suddetto mezzo, altro amante dello sleaze-glam metal di LA di fine anni ’80, stantio e sudaticcio.

I Faster Pussycat hanno pubblicato l’omonimo album di debutto nel 1987, lo stesso anno in cui è uscito il disco multimilionario (sia per budget che per vendite) della band della Città del Paradiso. Se ascolto i due album uno accanto all’altro, per quantità di sleaze puzzolente, sudore, cicche fumate e whiskey da due soldi bevuto (per il JD i Faster Pussycat non avevano la grana) vince a mani basse il primo. E probabilmente in carriera l’ho pure consumato più dell’altro. Ma, come spesso succede, le Gattine Veloci festeggiano i 40 anni in un centro culturale della Slovenia di confine, mentre quell’altra band spadroneggia negli stadi di tutto il mondo… In 150 abbiamo scelto la sala davanti alle assi che sono la vita, se parafraso un po’ maldestramente Rambo Amadeus.

Chi conosce quel pezzo di Rambo sa bene chi è salita sul palco e ha cominciato a saltarci sopra. La donna fatale, Lorraine Lewis con la sua band. Dei Femme Fatale avevo sentito parlare, ma non li avevo mai ascoltati. Negli anni ’80 hanno avuto due mini hit, Falling In And Out of Love e la eloquente Waiting For the Big One. Tre tizi e la vitalissima Lorraine, 68 anni, hanno spazzato via il loro set di mezz’ora con una dose (fin troppo) abbondante di energia: la signora faticava a stare al passo e di conseguenza la sua prestazione vocale è stata, a dir poco, sotto la media. Peccato, perché riguardando poi i video dei pezzi citati si capisce che la dama, a suo tempo, cantava davvero con grande solidità. Dato che non conoscevo nemmeno un brano da prima, mi sono goduto la furia di classici hard rock USA bella tosti e mi sono stupito del petto di Lorraine, che in barba al resto del corpo viveva una vita tutta sua. Interessante.

Scaletta Femme Fatale:
01. My Baby’s Gun
02. Falling In And Out of Love
03. Bad Love
04. Home Is Where the Heart Is
05. Don’t Call Me Your Angel
06. Living Like There’s No Tomorrow
07. Waiting For the Big One

Subito dopo sono saliti sul palco i Blacklist Union. Questa band non la conoscevo nemmeno di nome. Basso e batteria erano gli stessi dei Femme Fatale (taglio dei costi, direi), la formazione la completavano due chitarristi e il capo della band, Tony West, alla voce. Si tratta di un gruppo (rispetto allo stile che suona) piuttosto fresco, fondato nel 2004. Tony a quanto pare voleva davvero, davvero, ma proprio DAVVERO fare il cantante in una band R’n’R. Perché quello che usciva dalle casse era (soprattutto sulle note alte) un ululato incontrollato. Ma sul serio. Le facce del pubblico riflettevano un’incredulità totale. Ci guardavamo tutti di sbieco, imbarazzati per il tizio sul palco e per la sua band, che andava dritta come un treno da un pezzo all’altro. La musica e le composizioni in sostanza non erano male, anche la voce di Tony sulle note basse suonava sopportabile, ma l’esperienza nel complesso la definirei vagamente imbarazzante. Nemmeno un paio di birre, che sono stato costretto a bere durante il set dei Blacklist Union, hanno lavato via il retrogusto leggermente amaro. Nell’ultimo pezzo, Jackson (cover del classico dei coniugi Cash), Lorraine ha provato a salvare la situazione, ma è affondata tristemente insieme a Tony. In compenso Tony ha arroganza in scorta per due Axl.

Scaletta Blacklist Union:
01. Letters From the Psych Ward
02. Mississippi Moonhound
03. Heavy Is the Crown
04. Evil Eye
05. Dirty Halo
06. Madame Butterfly
07. Jackson (con Lorraine Lewis)

Non vedevamo l’ora dei Faster Pussycat. Mettiamo le cose in chiaro: questo è il Taime Downe ora sobrio (si è disintossicato dopo un episodio terrificante durante una recente crociera musicale) con una squadra di vecchi e nuovi amici. Gli altri membri della formazione originale non fanno più parte di questo film da un pezzo.

Lasciate che vi informi subito di un fatto: nel mondo del Glam Metal della sempre soleggiata LA degli anni ’80, Taime Downe ha il secondo pseudonimo più spiritosamente architettato. Subito dopo il leggendario Jizzy Pearl, ovviamente. Taime è uno di quelli del sottotitolo. Nato come modello e comproprietario di uno dei locali più famigerati di LA, il Cathouse, un giorno ha deciso che voleva fare il cantante. Dico solo che a quei tempi perfino Vince Neil cantava meglio e ho detto tutto. Eppure (o forse proprio per questo) i Faster Pussycat sono riusciti a pubblicare ben due album cult. Oltre al già citato debutto, Wake Me When It’s Over del 1989. Poi è andato tutto in discesa e la salvezza è arrivata solo con l’EP Like a Ghost nel 2023.

Vestito rigorosamente “Black on Black”, Taime si è appeso al microfono e la band ha spazzato via, nella migliore maniera, un set composto per lo più da pezzi dei primi due album, più un paio di cover e un paio di chicche dal resto della discografia. Il bassista Danny Nordahl ha dimostrato subito di non voler imitare la sobrietà del suo capo e col suo dondolio stanco ha divertito il pubblico, senza però sbagliare una sola nota. Il tipo sembra il compianto attore James Marsden quando la mattina dopo una notte brava si guarda allo specchio. Gli è andato dietro con successo lo storico batterista Chad Stewart, mentre alle chitarre Ace Von Johnson e il ventisettenne Chris Borell hanno spaccato in modo più che rispettabile, scambiandosi riff iconici e assoli selvaggi. Il suono, per un posto così, era davvero pieno e pulito.

Il bello della voce di Taime è che fin dall’inizio non ha dove peggiorare. Il tipo ha la fortuna di non steccare, così la sua voce stridula e nasale è insieme disperata e indispensabile per la musica dei Faster Pussycat. Una specie di Johnny Rotten del Glam Metal, insomma.

Tra i pezzi eseguiti, quelli che hanno scaldato di più sono stati la ballatina House of Pain, che ha fatto tirare fuori dalle tasche un paio di accendini, il pezzo sleaze di impatto Bathroom Wall, il morboso Where There’s a Whip There’s a Way e l’inaspettata mini hit dal terzo disco Whipped! (1992), Nonstop to Nowhere, che il collega Izzy ha strappato al bassista cotto. Altrimenti in scaletta era previsto Poison Ivy, perché i due pezzi li alternano. Ha funzionato benissimo anche il più recente Like a Ghost, che a livello di stile collocherei sul primo album.

Alla fine i membri di tutte e tre le band hanno sparato insieme un mix di Shut Up And Fuck e Babylon, mettendo in scena sul palco un vero manicomio sostenuto da vapori d’alcol, che il povero, sobrio Taime osservava con un certo disgusto. Il pubblico, misto per nazionalità, si è divertito un mondo, e questi glamster iconici ci hanno regalato l’atmosfera dei club di LA sul Sunset Strip. Concerto ottimo dei vecchi (veloci) gattoni. Se nelle vene vi scorre un po’ di whiskey e se almeno una volta nella vita vi siete cotonati la chioma con la lacca della mamma, andate assolutamente a vedere questa band la prossima volta che passa per l’Europa. Pollice su!

Scaletta Faster Pussycat:
01. Motorbike
02. Don’t Change That Song
03. Cathouse
04. Slip of the Tongue
05. You’re So Vain (cover di Carly Simon)
06. Like a Ghost
07. The Power And the Glory Hole
08. Pirate Love (cover di The Heartbreakers)
09. House of Pain
10. Nonstop to Nowhere
11. Where There’s a Whip There’s a Way
12. Bathroom Wall
13. Shut Up And Fuck (cover di Betty Blowtorch) – tutti
14. Babylon – tutti

Una menzione speciale va a Massimo (Maxx), il promoter e organizzatore pazzesco che ha portato questa banda a Prosek. Magnifico!!!

Testo e foto: Igorac


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie