Danko Jones per la prima volta nella capitale slovena (2026)

foto: ALEŠ PODBREŽNIK 2026
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Danko Jones (gruppo spalla: Split Dogs)
giovedì, 22. 10. 2026
Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia


I Danko Jones sono una formazione rock canadese coi fiocchi, guidata da un frontman, chitarrista, compositore principale e visionario di nome? Danko Jones. La band è in giro da 30 anni tondi tondi, ha in tasca 12 album in studio (l’ultimo dei quali, quello che hanno portato per la prima volta a Lubiana, “Leo Rising “, è uscito il 21. 11. 2025), sei EP, qualche compilation e si è portata a casa una bella manciata di premi Juno canadesi. Parliamo di una band incredibilmente incisiva e stimata sulla scena rock mondiale. Hanno macinato tour con i Guns N’Roses e con i Motörhead (nel dicembre del 2008 l’autore di questo articolo li ha beccati prima dei Motörhead a Monaco di Baviera, in Germania). Danko Jones è un uomo di un’intelligenza fuori dal comune. Ha le idee chiarissime su come girano le cose nella vita di tutti i giorni. Su di lui è uscita una biografia, si è occupato di giornalismo musicale, di cinema, e nel 2018 ha pubblicato una raccolta di saggi sulle sue esperienze nel music business dal titolo “I’ve Got Something to Say”. Insomma, con questa dannata band rock’n’roll non si scherza affatto.

Il tour europeo a supporto dell’album in studio “Leo’s Rising” ha quindi portato la band per la prima volta in Slovenia, e per questo giro i Danko Jones si sono portati dietro come gruppo spalla gli ottimi punk inglesi Split Dogs da Bristol. Un quartetto che ha parecchio da dire! A fine settembre di quest’anno gli Split Dogs hanno pubblicato il loro terzo album in studio “Nice N Rough”, e la band – la cantante Harry Atkins, la bassista Suez Boyle, il chitarrista Mil Martinez e il batterista Chris Hugall – si è presentata come un tornado indiavolato del miglior revival punk rock possibile. Con pezzi tra i due e i tre minuti e uno show devastante, durante il quale la prestante Harry ha fatto colpo sulla folla anche con delle curve coperte a malapena, l’esibizione è stata non solo ipnotica, ma anche deliziosamente assordante! La band è affiatatissima. Sul palco oliata alla perfezione e potentissima. Un approccio senza compromessi e dritto in faccia. Un gruppo spalla che ha inchiodato il pubblico con la sua performance. Stavolta durante il set di apertura non si è venduta molta birra. In realtà nessuno voleva perdersi nemmeno un istante di questo show infuocato, il che la dice lunga sulla straordinaria forza di convincimento e sull’incisività di questa promettente formazione punk rock, nata nel 2020 ma già con tre album in tasca, che ha pure aperto i concerti di Iggy Pop! I 40 minuti sono volati in un attimo e sì: gli Split Dogs sono una band da tenere d’occhio in futuro. Con la foga e l’entusiasmo che hanno mostrato sul palco di Lubiana, possono arrivare lontano.

I Danko Jones invece sono un trio navigato, e i loro concerti sono sempre qualcosa di speciale, non tanto per la sostanza musicale in sé, quanto per quello che in pratica è un comico da stand up, Danko Jones, che anche stavolta tra un pezzo e l’altro ha tenuto alto l’umore con un sacco di battute di humour nero sfacciato, sfornate quasi spontaneamente dalla sua mente brillante. Da questo punto di vista Danko è considerato una delle lingue più taglienti del music business. Difficile stargli alla pari. Ed è uno degli assi nella manica che, oltre allo sfrontato rock’n’roll con cui la band sfreccia attraverso l’universo musicale da 30 anni, questo trio di teppisti sa sfruttare ogni volta con grande abilità. Il carisma di questo leader è semplicemente sbalorditivo. Insomma, ovunque ti girassi nel locale, il pubblico se la stava godendo da matti. In parole povere, i Danko Jones ci hanno tenuti impegnati davvero. Sotto tutti i punti di vista. Con una birra o due, tutte queste sensazioni erano ancora più intense.

Rock che ti fa mancare la terra sotto i piedi. E uno show che finisce prima ancora di cominciare. Per ogni grande concerto vale la triste constatazione che finisce sempre troppo presto, e anche di più: non vorresti nemmeno che finisse. Logicamente la band ha sbilanciato la setlist a favore del nuovo album “Leo’s Rising” e anche del predecessore “Electric Sounds” (2023), ma per il resto ha distribuito il materiale su ben nove album in studio! Riff sfacciati e ispidi che ti prendono a calci dritto sui denti. Implacabili e accaniti. Il pubblico a tutto gas. Un po’ di punk, un po’ di heavy e hard rock, qualche simpatica nota blues qua e là, una vitalità da garage e un suono sfrontato. Il bassista originale John Calabrese e Danko Jones sono praticamente fratelli di sangue, tra loro non ci sono segreti, si intendono come in trance, e a tenere insieme il tutto ci pensa il batterista Rich Knox, selvaggio da far paura ma preciso. Suono di prim’ordine. E lo show è l’ennesima prova che il miglior rock’n’roll funziona sempre in formato trio (per citarne solo alcuni: Rush, Motörhead, The Police, Triumph, Grand Funk Railroad della prima era). A metà set l’immancabile Code Of The Road. Sì, non può mancare. Con un tale fantastico sferragliare e rotolare evocato dal trio, i Danko Jones sono arrivati in un lampo al quindicesimo brano, che a chiusura della parte regolare si chiama, non a caso, Had Enough (con un “colpo basso” – il pezzo è tratto dall’album “Below The Belt”)! La band ha lasciato il palco in modo teatrale, e Danko non ha mancato di aggiungere che per questo tour il gruppo non aveva provato più pezzi di quelli che aveva suonato. Ovviamente l’ennesima battuta azzeccata. Il trio torna sul palco e si lancia nel bis con la nuova Guess Who’s Back, si catapulta indietro fino al debutto Born A Lion (2002) con il pezzo Lovercall e chiude lo show travolgente con il pezzo da festa finale My Little RnR.

Va sottolineato anche che i pezzi, nelle mani della band, non offrono solo una grande cantabilità, garantita dalla santa semplicità della forma canzone, ma sono anche corredati da testi eccellenti, che portano una forte carica confessionale sotto tutti i punti di vista, sempre abilmente impacchettata nello straordinario sarcasmo del fenomenale Danko Jones. Insomma, rock ‘n’ roll sfacciato dritto in fronte, che scuote e colpisce! Ed è tutto qui. Missione della band compiuta. In un concerto eccellente, che si piazza senza fatica ai vertici dell’offerta concertistica di quest’anno in Slovenia. Temo solo che i Danko Jones da noi non li rivedremo più. L’affluenza infatti non è stata all’altezza di quanto un concerto di una band del genere meriterebbe, anche se tra il pubblico spiccavano alcuni personaggi, cosa che la band ha pure notato. Calabrese: There’s guy with an April Wine T-shirt!” Danko: “Yeah, I’ve noticed. A strategic -T-shirt!” Per tirare le somme: una festa rock’n’roll breve, concisa, travolgente e dannatamente bella!

Autori: Edita Klemen & Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Split Dogs – setlist:
1. Rock N Roll Business
2. Meg
3. Gutterball
4. Get The Look
5. Precious Stones
6. Prison Bitch
7. Breaker
8. Be A Sport
9. Monster Truck
10. Suffer
11. Leave It Alone
12. And What?
13. All In
14. Punch Drunk

Danko Jones – setlist:
1. What You Need
2. Shake Your City
3. I’m in a Band
4. I Gotta Rock
5. Everyday is Saturday Night
6. First Date
7. Code of the Road
8. Get High?
9. Legs
10. Lipstick City
11. Good Time
12. You Are My Woman
13. I Love it Louder
14. Full of Regret
15. Had Enough
—bis—
16. Guess Who’s Back
17. Lovercall
18. My Little RnR


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