Pendragon: Love Over Fear

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Etichetta: Toff Records/The Merch Desk
Data di uscita: 14/2/2020
Produzione: Nick Barrett
Durata dell’album: 64.04 min
Genere: Neo-Progressive Rock
Voto: 9.5/10


I mitici neoprogster Pendragon sono di nuovo tra noi con il nuovo album «Love Over Fear», con cui, dopo anni di esperimenti col prog metal e qualche campionamento elettronico, tornano più che brillantemente alle loro radici melodiche e sinfonico-progressive e firmano il loro miglior lavoro dai tempi del classico «The Masquerade Overture» (1996). «Love Over Fear» esce in edizione tripla che, oltre alla versione ‘regolare’ del disco, contiene anche una versione acustica e una strumentale: i fan della band potranno quindi godersi la nuova musica dei maestri inglesi del rock progressivo in tre modi diversi.

È il loro primo album con il nuovo arrivato Jan-Vincent Velasco, maestro delle pelli di origini filippine, che cinque anni fa ha preso il posto di Craig Blundell. Velasco è già il quarto batterista dei Pendragon da quando, nel 2006, se n’è andato lo storico Fudge Smith. La band, che due anni fa ha festeggiato quarant’anni di attività, è sempre guidata dai membri fondatori, il chitarrista/cantante Nick Barrett e il bassista Peter Gee, mentre il mago delle tastiere Clive Nolan, noto anche come membro di Arena e Shadowland, è nei ranghi dal 1986.

Forse è stata proprio la nostalgia, tra le esecuzioni live di certi vecchi standard ‘impolverati’ di un lontano passato che hanno segnato i concerti per l’anniversario tondo, a spingere l’improvviso ritorno alle radici sonore di «Love Over Fear». Nella maggior parte dei brani i Pendragon tornano a suonare prog sinfonico melodico, fatto di malinconici assoli di chitarra di Barrett e di trame di tastiera eclettiche e spesso epiche di Nolan. Questo stile lo avevano levigato fino all’ultimo dettaglio negli anni Novanta, finché dopo «Not Of This World» (2001) non hanno iniziato a sperimentare con prog metal, campionamenti elettronici ed elementi ambient più cupi, con cui volevano ‘modernizzarsi’.

I risultati sono stati piuttosto altalenanti, anche se «Pure» (2008) resta uno dei picchi della loro discografia. «Love Over Fear» riparte da dove i Pendragon si erano fermati con «Not Of This World», il che farà felici tutti gli amanti del neoprog classico, ma in alcuni brani butta dentro anche qualche novità interessante. Nei testi, che contengono parecchi messaggi profondi, i Pendragon suonano molto più positivi e ottimisti che nei quattro album in studio precedenti, anche se di pezzi malinconici non ne mancano. Già l’opener «Everything», con i suoi ritmi galoppanti e le note alte del synth, annuncia che i Pendragon di una volta sono tornati, ma il meglio di «Love Over Fear» arriva ‘solo’ dopo i primi due brani.

«Starfish And the Moon» è una power ballad malinconica con solenni arrangiamenti sinfonici di Nolan, accompagnati da passaggi di chitarra ‘piangenti’ e da una prova vocale emotivissima del capobanda Barrett. «Truth And Lies», con la sua profondità ambient fuori dal comune, soprattutto grazie ai passaggi di chitarra che spezzano il cuore e ai drappeggi ondeggianti di synth, è il momento in cui la band ingrana la marcia superiore e mette in chiaro che «Love Over Fear» non sarà il solito album dei Pendragon, ma la loro impresa più ambiziosa dalla fine degli anni Novanta. «360 Degrees», ottimista e segnata da un ritornello allegro, è un esperimento interessante e innovativo, in cui i Pendragon si avventurano con successo nel folk prog. Gli spassosissimi passaggi di mandolino di Barrett arricchiscono parecchio questo bel pezzo.

L’epico capolavoro «Soul An The Sea», dove si sentono anche passaggi di violino della violinista e corista ospite Zoe Davenish, con la sua atmosfera quieta e sognante è forse il brano che più di tutti riflette la copertina ‘acquatica’ di questo splendido album. Sullo stile del disco e sui tanti testi dedicati all’acqua e al mare ha sicuramente influito anche il trasferimento di Barrett sulla costa inglese, in Cornovaglia.

In «Eternal Light», dove regnano possenti armonie corali, sottili passaggi di chitarra e ipnotici arrangiamenti orchestrali, i Pendragon riescono a raggiungere un nuovo livello nel costruire distese ambient ampie e complesse. Il culmine arriva nel finale, dove Nick sfodera un assolo di chitarra ‘gilmouriano’ da stringere il cuore, accompagnato da armonie corali e orchestrali che sono una vera goduria per le orecchie. In «Water», un altro pezzo ambient potentissimo ed eclettico, colpisce soprattutto il sassofono ospite di Julian Baker, l’elemento innovativo che fa riuscire ancora meglio questa grande canzone. Le armonie vocali corali sono simulate sulle tastiere di Nolan, ma in coppia con i malinconici passaggi e assoli di chitarra di Barrett funzionano alla grande ogni volta.

«Whirlwind» è una ballad malinconica sorretta da fragili arrangiamenti di pianoforte, in cui Barrett e Nolan creano un’atmosfera intimissima. L’epico capolavoro «Who Really Are We?», intriso di elementi prog metal, è il pezzo più incisivo di «Love Over Fear» e l’unico che, con i suoi passaggi di chitarra pesanti e i vertiginosi cambi di batteria, ricorda un po’ lo stile dei quattro album precedenti. Ampiezza ambient ed eclettismo ritmico sono di nuovo a livelli invidiabili, mentre un capitolo a parte merita il trionfale assolo di chitarra che arriva nel finale. Il finale quasi perfetto dell’album, incarnato dalla delizia malinconica «Afraid Of Everything», riunisce con successo il meglio di arrangiamenti, liriche e atmosfere di questa band di culto.

Quando i Pendragon hanno annunciato «Love Over Fear», in pochi si aspettavano che con questo disco sarebbero tornati agli alti standard di «The Masquerade Overture» e «Not Of This World». Ancora meno erano quelli che immaginavano che, oltre al ritorno allo stile classico, avrebbero presentato anche qualche novità interessantissima, mai sentita nei dischi precedenti. «Love Over Fear», prodotto, composto, arrangiato e suonato in modo magistrale, è un album marcatamente nostalgico e dalle tinte ambient, che renderà felici soprattutto i fan di lunga data, ritrovatisi inaspettatamente tra le mani uno dei migliori album di rock progressivo del 2020. Con «Love Over Fear» Barrett ci ha ricordato ancora una volta di essere uno dei più grandi maestri compositori del rock progressivo, con un orecchio fuori dal comune per melodie senza tempo e atmosfere ipnotiche.

Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik

Tracklist:
1. Everything
2. Starfish and the Moon
3. Truth and Lies
4. 360 Degrees
5. Soul and the Sea
6. Eternal Light
7. Water
8. Whirlwind
9. Who Really Are We?
10. Afraid of Everything

Formazione:
Nick Barrett – voce, chitarra, Roland V-Piano nel brano n. 4, Nord Stage 3 piano nel brano n. 8, mandolino nel brano n. 3, programmazione tastiere
Clive Nolan – tastiere, cori
Peter Gee – basso, pedali del basso, cori, tastiere
Jan-Vincent Velazco – batteria, percussioni

Musicisti ospiti:
Zoe Devenish – cori, violino nei brani n. 3 e 5
Julian Baker – sassofono nel brano n. 8


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