Headspace: I Am Anonymous

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Etichetta: Insideout Music
Data di uscita: 22. 5. 2012
Produzione: Headspace & Jens Bogren
Durata dell’album: 73.37 min
Genere: Progressive Metal / Progressive Rock
Voto: 9.0/10


La band prog metal/prog rock Headspace nasce nel 2006 come progetto comune dell’ex Threshold e attuale cantante degli Arena Damian Wilson e del tastierista Adam Wakeman. Nel 2006 Adam era nel gruppo di accompagnamento del famigerato Ozzy Osbourne e in seguito ha collaborato anche ai dischi solisti di Damian. I due si erano conosciuti già all’inizio degli anni Duemila, quando Damian faceva parte della band di supporto del celebre padre di Adam, Rick Wakeman (ex-Yes, Strawbs), quindi la loro collaborazione ha una storia lunga. Negli Headspace Damian e Adam sono riusciti a portare lo stimatissimo bassista Lee Pomeroy (It Bites), il chitarrista Peter Rinaldi e il batterista Richard Brook.

Nel 2007 hanno pubblicato il primo EP, intitolato «I Am…», e poi per quasi cinque anni non si è più sentito niente. Nel 2012, proprio mentre Damian tornava dai campioni del prog metal Threshold, gli Headspace si sono rimessi insieme e hanno pubblicato il loro esordio concettuale «I Am Anonymous». Stilisticamente ricorda per molti versi i Threshold, anche se tra le raffiche prog metal si trovano pure alcuni momenti dalle tinte completamente prog rock.

L’opener «Stalled Armageddon» contiene una lunga parte strumentale prima di ‘partire’ e svilupparsi in un solido ibrido prog metal/prog rock, comandato dalla possente prova vocale di Damian e dalla versatilità di Adam alle tastiere. Non è un segreto che negli Headspace la linea tra la ‘vera’ band e il side project dei due musicisti di culto sia sottilissima. La «Fall Of America», epica e di critica sociale, con la sua miscela di passaggi chitarristici senza compromessi, complessi cambi di tempo, armonie a più strati tra chitarre e tastiere e approccio vocale epico, ricorda ancora più del brano precedente i Threshold dell’era Wilson. «Soldier» è una ballata malinconica carica di emozioni forti, che col suo messaggio è una sorta di prosecuzione del pezzo precedente.

La ‘quiete prima della tempesta’ dura poco, perché arriva subito la brutale «Die With a Bullet», con un’impronta ambient da battaglia, passaggi di chitarra affilati e un Damian aggressivo al microfono. Per tutto l’album regna un’atmosfera perlopiù cupa, in perfetta sintonia con la copertina post-apocalittica e con la maggior parte dei testi. «In Hell’s Name» costruisce una gradazione ambient da un’introduzione relativamente calma fino a una sezione drammatica e aggressiva, con una carica orientaleggiante ben percepibile. Qui si sente bene la versatilità di Wakeman e Rinaldi, tra tastiere e chitarre, nel creare armonie drammatiche, mentre Damian torna a stupire con imprese vocali da maestro.

Segue la suite di 15 minuti «Daddy Fucking Loves You», uno dei picchi del disco, in cui gli Headspace dimostrano ancora una volta di non essere solo un ripiego rispetto ai Threshold. Questa composizione complessa si apre come una ballata dolce e acustica. Non dura granché, perché presto si passa a una sezione neo-prog rock con passaggi di chitarra malinconici, ‘floydiani’. Anche questa sezione ha vita breve e lascia il posto a una parte prog metal piuttosto complessa, con chitarre affilate e raffiche di batteria rombanti. All’improvviso scoppia una vera jam strumentale con momenti dissonanti, in cui si sentono anche certe influenze dei leggendari King Crimson.

L’impresa un po’ più ‘semplice’ intitolata «Invasion», a parte qualche campionamento elettronico alle tastiere, ricorda invece parecchio certi brani dei Threshold dell’era Wilson. L’atmosfera un po’ pesante viene spezzata e illuminata con successo da possenti armonie vocali. La suite finale «The Big Day» è ben bilanciata tra segmenti prog metal e prog rock, tra sezioni strumentali complesse e un’altra prova vocale epica firmata dall’immancabilmente ottimo Damian.

«I Am Anonymous» è stato un inizio più che azzeccato per la storia degli Headspace, che negli anni però vanno incontro a numerose pause a causa degli impegni (eccessivi) di Damian e Adam con altre band e side project. La musica degli Headspace piace senza dubbio soprattutto agli amanti dei Threshold dell’era Wilson, visto che su certi pezzi la parentela tra le due band è più che evidente. Proprio per questo non sorprende che il disco successivo degli Headspace, «All That You Fear Is Gone», sia uscito ‘solo’ nel 2016, quando Damian ha lasciato i Threshold (per la terza volta). Chi è curioso di sapere come suonerà in futuro il gruppo Arena, che da poco ha Damian alla voce principale, può farsi un’idea almeno parziale ascoltando i due album degli Headspace usciti finora, dato che Adam Wakeman e Clive Nolan vengono da una ‘scuola’ tastieristica simile.

Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik

Tracklist:
1. Stalled Armageddon (8:07)
2. Fall Of America (10:28)
3. Soldier (3:44)
4. Die With A Bullet (8:25)
5. In Hell’s Name (9:31)
6. Daddy Fucking Loves You (15:00)
7. Invasion (8:28)
8. The Big Day (9:54)

Formazione:
Damian Wilson – voce
Pete Rinaldi – chitarra
Adam Wakeman – tastiere
Lee Pomeroy – basso
Richard Brook – batteria


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