W.A.S.P. festeggiano i 40 anni di carriera e fanno il tutto esaurito nella capitale slovena! (2023)

foto: ALEŠ PODBREŽNIK 2023
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W.A.S.P.
domenica 14 maggio 2023
Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia


Arriva anche un giorno così. Uno di quelli che puoi dichiarare comunione metallica obbligatoria. Un evento che ha messo in moto un vero piccolo pellegrinaggio di metallari. Direzione: capitale slovena. Da sud (praticamente tutti i Balcani), da nord (Austria) e infine – speriamo – magari è riuscito ad arrivare al concerto anche qualche appassionato di musica fregato dall’Italia. Questa intro è strana. Non ha né capo né coda. Chi diavolo sarebbe stato fregato? Andiamo con calma.

Si parla dunque dell’arrivo a Lubiana degli shock metaller americani W.A.S.P., guidati dall’unico e inimitabile Blackie Lawless. In un tour maratona con cui i W.A.S.P. celebrano 40 anni di attività. E perché mai gli italiani sarebbero stati fregati? Entrambi i concerti italiani prima di quello di Lubiana, cioè Padova il 12 maggio e Milano il 13 maggio, sono stati cancellati d’imperio a un soffio dal via. Il motivo? Forti dolori alla schiena, con cui Blackie si trascina da un bel pezzo di tour. Quei due giorni in cui i W.A.S.P. avrebbero dovuto essere in Italia, li ha sfruttati per un’operazione lampo, dopodiché l’hanno spedito a Berlino altrettanto in fretta (e per fortuna riportato indietro). Il concerto di Lubiana era quindi salvo.

E il concerto a Lubiana? Uno di quelli speciali del tour. Con il bollino sold out. I W.A.S.P. hanno suonato dunque per la prima volta nella capitale slovena. E in Slovenia prima di allora avevano suonato una volta sola. Era il 16 ottobre 2006 a Maribor, quando aprirono per loro i Metalsteel, mentre RockLine li aveva beccati in quel tour non a Maribor, ma addirittura a Roncade, in provincia di Treviso, il 22 ottobre 2006.

Con i W.A.S.P. a Lubiana sarebbero dovuti arrivare anche gli Images Of Eden, che però i W.A.S.P. dopo il concerto di Oslo, in Norvegia, il 26 aprile 2023, hanno ‘silurato’ dal tour da un giorno all’altro per motivi ufficialmente ignoti. Così i W.A.S.P. sono arrivati a Lubiana da soli soletti. L’atmosfera era brillante. Praticamente sensazionale. Non succede sempre. Momenti metal così ce ne sono pochi all’anno, se va bene. Sono venuti tutti. Tutti i ‘topi di cantina’. Non mancava nessuno. Si preannunciava una festa pazzesca. E la facciata del Kino Šiška (il piazzale davanti all’ingresso) ha cominciato a riempirsi piano piano già dalle sei del pomeriggio. Quando si sono aperte le porte, e dalle spine e dai tubi ha ovviamente cominciato a scorrere la birra. Un sacco di facce che non vedevi da anni. Energia fenomenale. Tutt’intorno. A perdita d’occhio. In febbrile attesa. La gente si era messa addosso di tutto. Qualcuno camminando faceva pure tintinnare qualcosa. Vestiti da paura. Come si conviene quando vai a un concerto dei W.A.S.P.

E il concerto è iniziato ufficialmente alle otto e mezza di sera. Con un po’ di ritardo. Il locale, stracolmo, scoppiava. Nelle prime file era follia. La scenografia del palco, nel segno della festa per i 40 anni della band. Tutti i pezzi sostenuti a tema da proiezioni sullo sfondo. Visivamente il palco sembrava ancora più spazioso del solito. Il famigerato microfono di Blackie, un mix di ‘scopettone, ossa e teschi’, ha guadagnato ancora in teatralità. E quando le attesissime sagome sono finalmente comparse sul palco per prendere posizione, si è notato che il capo si avvicinava al suo microfono ossuto con più fatica del solito. L’ernia del disco presenta il conto. Il concerto di Lubiana è stato infatti il secondo nella carriera di Blackie Lawless che ha suonato interamente da seduto. La prima volta l’aveva fatto l’11 maggio 2023 a Losanna, in Svizzera, dove però i W.A.S.P., a causa dei dolori insopportabili di Blackie, hanno dovuto accorciare ancora il concerto. Il tizio si è seduto su un alto sgabello da bar, si è messo in grembo la sua fedele ‘compagna’ ESP LTD AX-50, ovviamente non ha dimenticato di infilarsi gli alti stivali bianchi con le frange e di truccarsi, come sempre, bello pesante. Stavolta sembrava davvero su un trono costruito di teschi.

La band ha picchiato come da copione. Come fa da anni. Con un ‘incollaggio’ di quattro pezzi cult della sua carriera, che vorrebbe suonare dall’inizio alla fine, ma chi segue i concerti dei W.A.S.P. da vent’anni sa che non si può. On Your Knees. Difficile trovare un’apertura migliore per un’ora di messa metal serale in compagnia dei W.A.S.P. La gente impazzisce. Tutti con le mani in aria. Aspettative quindi soddisfatte già all’arrivo sul palco. Dell’iconico Blackie e soci. Qualche bicchiere di birra in volo. Ma nel lancio obliquo i bersagli fuori dalla direzione del palco per fortuna hanno una gittata più corta, quindi resta tutto nei limiti della norma. Mica siamo a un concerto degli Slayer o dei Motörhead. Tranquilli. E di ragazze non ne mancavano. Come si addice a un concerto dei W.A.S.P. I W.A.S.P. sono una calamita particolare. Già solo Blackie con la sua voce e ovviamente la musica. Quei riff. Ti ammaliano, ti stregano e basta. Con tutte quelle frasi chitarristiche marcanti, considerate grandi sempreverdi del metal, i W.A.S.P. dopo tutti questi anni di attività restano ancora non solo un gruppo di shock theatre ben confezionato, ma anche una band che offre una montagna di divertimento ed energia positiva. In testa l’immancabile Wild Child, poi L.O.V.E. Machine, e anche l’album “The Crimson Idol”, che nel repertorio di stavolta occupava un posto speciale. I W.A.S.P. da lì hanno suonato per prima la ballata classica The Idol. Senza mezzi termini è una delle ballate più marcanti, non solo quando si parla dell’opus dei W.A.S.P., ma anche del metal in generale. Ancora oggi fa un effetto pazzescamente superbo. L’atmosfera particolare per cui è famoso l’album, che ancora oggi spicca nella discografia dei W.A.S.P., è durata ancora, perché più avanti nel concerto la band non ha saltato né la maestosa epica The Great Misconceptions Of Me né, subito dopo, la shrapnel Chainsaw Charlie (Murders In the New Morgue). Ed eccoci già alla fine della parte regolare con Blind In Texas!

Anche nel 2023 a fare compagnia a Blackie sul palco ci sono ottimi musicisti. L’inseparabile e fedele bassista Mike Duda, il fenomenale chitarrista Douglas Blair e la macchina assassina dietro la fortezza di batteria Achiles Priester, che si è temprato un tempo, tra gli altri, anche con i brasiliani Angra, veterani del progressive metal. Nonostante Blackie durante il concerto sia ‘inchiodato’ a uno sgabello da bar, non ha dovuto sforzarsi minimamente per far impazzire il pubblico. L’incredibile carisma di questo musicista gigantesco, a cui è attaccata la ‘fama’ di uno dei personaggi più ‘teppisti’ e imprevedibili del mondo metal, è semplicemente così potente da riuscire in qualche modo anche a ipnotizzarti. Con il ‘drive’ sviluppato dai riff possenti di un repertorio W.A.S.P. non meno possente, non poteva andare niente storto. E infatti non è andato.

Tra l’intro registrato per cui i W.A.S.P. usano da anni il classico dei The Doors The End, la pausa allungata e il bis d’obbligo, il concerto è durato una buona ora. Diciamo un’ora e dieci. Ma anche questa è ormai una  prassi consolidata, ovvero lo standard W.A.S.P., che va avanti da almeno vent’anni. E chi conosce la band lo sa bene. Quindi delusione non ce n’è stata. Le leggende sono leggende e in un caso così, da fan fedele, ti tocca mandare giù parecchie cose.

Dovete sapere anche questo: la maggior parte delle linee è registrata. Blackie l’hanno collegato al microfono (dal vivo) solo nel bis. Prima di Animal (F**k Like A Beast), quando ha spiegato, tra le altre cose, che può ringraziare dio di avere ancora, dopo tutti questi anni, una voce così ben conservata. Credeteci o no, o come dicono i Buldožer: «Živi bili, pa videli?». Comunque sia. L’energia c’era. Qui e ora. E la sala stracolma non ha opposto resistenza. Anche quando i W.A.S.P. per il finale hanno fatto saltare in aria il pubblico con il classico I Wanna Be Somebody. La gente ha avuto quel che voleva, e anche i gadget in vendita sono spariti a ritmo sostenuto, il che dimostra solo che i W.A.S.P. hanno centrato il loro obiettivo. Con l’esibizione a Lubiana hanno regalato una festa top e indimenticabile. È durata una buona ora, ma se ci aggiungi la baldoria prima e dopo il concerto, tutta la serenità e la gioia, l’appagamento e in generale la montagna di energia positiva che quel giorno ha travolto il locale al Kino Šiška e ha continuato a circolare libera tra i presenti fino a notte fonda, quel giorno è stato davvero quello giusto. Quando diventiamo tutti una cosa sola. E tutti i confini si cancellano, e noi diventiamo una confraternita, unita dalla magia che supera ogni cosa. La magia del metal.

Se i W.A.S.P. suoneranno ancora o meno anche nei prossimi anni, lo dirà il tempo. Per ora, per il resto di quest’anno, hanno confermate un sacco di date in Nord America. Poi vedremo. È evidente che dipenderà molto dalla forma fisica di Blackie.

Autori: Edita Klemen & Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Scaletta:
1. On Your Knees / The Flame / The Torture Never Stops / Inside the Electric Circus
2. L.O.V.E. Machine
3. Wild Child
4. The Idol
5. The Great Misconceptions of Me
6. Chainsaw Charlie (Murders in the New Morgue)
7. Blind in Texas
—bis—
8. Animal (Fuck Like a Beast)
9. The Real Me (orig. The Who)
10. I Wanna Be Somebody


5 commenti
  1. Matija dice

    V mojih letih mi razprodani koncerti niso več tako zelo ljubi, ker to pomeni gnečo, je pa prizorišče pred koncertom res nekoliko spominjalo na zlate čase v osemdesetih. Po pravici povedano sem bil kar malo presenečen nad množičnostjo obiska, še bolj pa nad huronskim vzdušjem med koncertom. Velik plus. V drugi vrsti sta se celo dve metalki stepli.

    Prva vrsta pa je je bila kot v Nemčiji. Občutek imam, da je norela vsa dvorana, razen tistih v prvi vrsti. Ne razumem, da se da tipom priti v dvorano tako zgodaj, da potem slonijo na ograji.

    Seveda pa je to norenje drugačno, kot v mlajših letih. Takrat smo vsi pritisnili naprej in je bilo kot v kotlu, vojna. Pri 50+ pa to seveda ne gre več, zdaj vsak nori na svojem mestu, in če se že kdo buta ob druga, ga vsi besno odrivamo.

    Sicer sem jih pa nazadnje gledal pred 5 in pol leti na Dunaju, takrat so igrali v celoti Crimson Idol – zdi se, da je Blackie v tem času izgubil kakih 20 kg. Končno pa sem dočakal v živo Blind In Texas, zame najljubši W.A.S.P. killer. Se pa strinjam glede balad – morda so nekoliko spregledane, ampak zame je Blackie mojster številka 1, kar se tiče balad. Všeč mi je njegov princip, ki se ga drži pri večini balad – najprej nežen uvod, končajo pa se vedno z dolgim outrom, s solo kitaro in ponavljajočimi bobnarskimi prehodi. In med vsemi baladami je kraljica The Idol, ki izraža prav neverjetno bolečino.

    Nekoliko pa sem pogrešal kakšno pesem več iz Headless Children – to je bil moj prvi W.A.S.P. album, ki me je navdušil. V tistih letih nisem bil prav velik fan, zgodnje albume sem vzljubil šele kasneje, Headless Children pa me je sezul od prvega trenutka. Se mi zdi, da v njihovi diskografiji zavzema podobno vlogo, kot Another Perfect Day pri Motorhead. Nekakšen outsider, v glasbenem smislu pa masterpiece.

    1. Poba dice

      Tvoji komentarji delujejo večkrat, kot bi mi bral misli. Celo isti favourite W.A.S.P. album imava zelo verjetno skupen. Headless Children. Klasika! Mogoče mi je dodatno toliko bolj pri srcu zaradi Kena Hensleya, ki gostuje na naslovnem epu tega albuma (kdor me pozna, ve da sem nepoboljšljivi Uriah Heep fanatik). Se pa tukej vedno težko odločam med The Crimson Idol in Headless Children, koga dati na prvo mesto.

      Super so tile tvoji komentarji Matija. Tudi ti bi moral kdaj kakšno koncertno recenzijo napisat, ker si profesor za rock in metal. Vem vem, čas čas. Vse nas ta čas ‘baše’. A dovolj je če se nam pri 50+ uspe občasno preleviti v otroke stare tam 17-18. let. To je ogromen privilegij v svetu, kjer nam z absolutizmom legalnih dekretov in brez volje ljudstva dnevno odvzemajo svobodo in pravice.

      Že na The Mission koncertu sem dobil tak občutek ‘osebne pootročenosti’ (seveda je atmosfera komplet druga – a gre se za un feeling, ki ti v živo, tako ali drugače, prikliče osemdeseta), W.A.S.P. devet dni kasneje so pa v tem oziru sploh delovali nostalgično.

      In pol pozabiš na vse… na koncu celo noriš za trzalicami. Kot kompletno ‘blesavi’ 20 letnik. 😀

      Ja in okol Another Perfect Day se prav tako ne bi mogel bolje strinjat z opisom. Z največjim užitkom poslušani MOtorhead album (z moje strani). Ob Bastards.

  2. Igor dice

    “Vedeti morate tudi to, da je večina linij nasnetih. Blackie-ja so priklopili na mikrofon (v živo) šele v dodatku. Pred Animal (F**k Like A Beast), ko je razložil med drugim tudi to, da se lahko zahvali bogu, ker ima po vseh teh letih še vedno tako dobro ohranjen vokal.”
    Je to preverjena stvar ali tvoje osebno mnenje? Blackie priznava, da so zbori v refrenih nasneti, ostalo naj bi bilo pristno, v živo. Meni je bilo več kot sumljivo, da je bil Blackie večinoma v senci, vsi reflektorji pa na Aquilesu. Če je odpel v živo, svaka mu čast.
    Drugač pa ja, vedeli smo, da lahko čakamo 10 komadov, brez mučnega soliranja v “Misconceptions” je blo vsega skupaj verjetno 45 min muzike. The Idol je meni (razen balade Hold on to my Heart in rez težke razturačine Chainsaw Charlie) močno precenjena plata, še posebej v luči dejstva, do so isto zgodbo leto prej povedali že Savatage s plato Streets.
    Drugač pa “v piko” recenzija koncerta, res je blo noro. Škoda, da je zarad korone odpadla predvidena turneja, na kateri naj bi špilali samo komade s prvih štirih plat. Headless Children je resno zapostavljena, koji klinac morajo z nje špilat prav The Real Me, ki je cover?
    Za konec pa še par besed o Aquilesu, ki je zame brez dvoma #1 power metal bobnar. Po moje se pri WASP na smrt dolgočasi, ampak položnice je treba plačat, ne? Pol pa v vse komada tišči noter vložke dvojnih bas bobnov, ga je prav užitek/smešno poslušat. Car!

  3. Matija dice

    Hvala za vabilo. Pred davnimi leti sem sicer pisal recenzije za Paranoid, ampak veliko krajše od tvojih. Tudi reportaže sem nekoč objavljal na svojem blogu, ampak samo za Rock Of Ages festival, od 2009 do 2012. Ampak blog sem že davno tega izbrisal. Pisanje takih zadev je časovno zelo zahtevno, in nimam prav veliko časa.

    Je pa res, da so nekateri koncerti res zanimivi. Eden takih letos je bil letos denimo Corky Laing’s Mountain v neki vasi bogu za hrbtom nekje med Lipnico in Gradcem. Nekaj zanimivih me pa tudi še čaka, recimo Greta Van Fleet v Bologni.

    Za trzalice se pa več ne borim, čeprav rinem v prve vrste. Zbiranje rekvizitov pa prepuščam sinovoma, ki sta pri tem zelo uspešna – ko sta bila še osnovnošolca, so jima glasbeniki kar v roke dajali rekvizite. Zdaj sta skoraj odrasla, ampak veliko ujameta, ker sta seveda hitrejša od konkurentov srednjih let, da ne govorimo, da veliko lažje najdeta trzalice, ki padejo na tla 🙂

  4. Poba dice

    Ja, itak. Štekam. Da ne boš mislu. Sem parkrat že hotu zapret stran. Ampak mi jo je na nek način škoda, pa nekak teram dalje….

    Itak vse kar imamo v Sloveniji od zapisov o glasbi na nek način životari in se ne razvija, stagnira…. propadat itak ne more, ker tako ali tako ne more nič propasti, ker pravzaprav ničesar ni. Pridni in konsistentni so pa samo na Paranoidu.

    Tud sam vse težje lovim čas in energijo. Sploh zadnje leto.

    Dokler bo šlo, bo šlo. 😀

    Se pa veselim tvojega komentiranja tudi v bodoče. 😀

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