Simply Red: un carosello di successi tra le mura magiche dell’Arena di Pola! (2023)

foto: ALEŠ PODBREŽNIK 2023
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Simply Red
mercoledì 21. 6. 2023
Pola (Pula) / Arena / Croazia


I Simply Red, giganti britannici del soul pop, nell’ambito del tour promozionale a supporto del nuovo album in studio “Time”, hanno fatto tappa anche in un anfiteatro romano antico, più precisamente nell’Arena di Pola. Una cornice splendida, famosa anche per le sue ottime qualità acustiche, e il tutto esaurito.

La band, celebre per una valanga di premi prestigiosi, oltre 50 milioni di dischi venduti e una sfilza di hit entrate nella top ten britannica (mentre “Stars” è considerato uno degli album più venduti di sempre in Gran Bretagna), dopo la reunion dell’inizio del 2015 è arrivata a Pola con la formazione invariata, tranne per il nuovo tastierista Gary Sanctuary, che nella sua carriera si è fatto le ossa, tra gli altri, con nomi come Michael McDonald, George Benson, Chaka Khan, Maxi Priest, Aztec Camera, Beverley Craven e Terence Trent D’Arby.

Il faro resta ovviamente il carismatico Mick Hucknall, senza il quale i Simply Red sono impensabili. Tra i musicisti che hanno suonato nella band dagli anni Ottanta, gli fa ancora compagnia il fedele sassofonista Ian Kirkham, con appena un anno di anzianità in meno, mentre il raffinato bassista Steve Lewinson, il rodatissimo chitarrista Kenji Suzuki e il percussionista, trombonista e trombettista Kevin Robinson si avvicinano piano piano a tre decenni di militanza nel gruppo. La formazione odierna si completa con il batterista Roman Roth, entrato nei Simply Red con la riattivazione della band nel 2015.

Insomma: una guarnigione di musicisti fantastici che, anche negli anni della maturità della band, accerchia Hucknall e porta sul palco un’esecuzione perfetta del materiale. Come da tradizione. Una perfezione granitica. Dal punto di vista sonoro ed esecutivo, ovviamente. E a Pola non è stato diverso.

Ma prima fermiamoci un attimo sull’artista di supporto. Mentre il pubblico stava ancora riempiendo l’Arena di Pola, a tenere alto l’umore ci ha pensato Marina Mårtensson. Cantautrice di origini slovene e svedesi, nonché membro dell’attuale incarnazione dei mitici Laibach, ha presentato il suo materiale in compagnia del mago del suono Mario Babojelić. La sua esposizione vocale, interessante in tutto e per tutto, si è incastrata alla perfezione nei pastelli di manipolazione sonora curati da Babojelić, per lo più con la chitarra ma fatta passare attraverso sintetizzatori e altri effetti, che hanno costruito una scenografia sonora tutta particolare. Un’esibizione molto bella e audace, anche se dal punto di vista artistico non proprio in sintonia con le star principali della serata.

I Simply Red hanno aperto (come previsto) con il primo singolo del loro ultimo album in studio, tra l’altro ottimo, “Time”, cioè il pittoresco, melodico e contagioso singolo Better With You. Il pubblico si risveglia all’istante. Soprattutto quando subito dopo arriva il primo singolo hit dell’album “Stars”, cioè Thrill Me.

La band ha messo in piedi in un attimo un’ottima scenografia sonora, che filava via liscia come l’olio. Hucknall è sempre uno standard alla voce, e la squadra è eccezionale. Più volte, nei passaggi strumentali o nelle code, i ragazzi si sono concessi qualche finezza giocosa, facendo capire con decisione anche la loro solida formazione jazz, ma durante il concerto gli occhi erano comunque puntati su Hucknall e sulla sua vibrazione soul. A proposito di vibrazioni: energia a palla. Dall’inizio alla fine del concerto. La band ha attraversato con routine e professionalità un carosello dei grandi successi di carriera, dove non sono mancati Stars, Something Got Me Started, Your Mirror, Come To My Aid, e ovviamente le cover degli originali che a Hucknall e compagni hanno portato un bel pacchetto di biglietti verdi: Holding Back The Years, Night Nurse, Ain’t That a Lot of Love in It’s Only Love Doing Its Thing. Una disposizione eccezionale dei mattoncini sonori e una precisione incredibile da parte della squadra. Accanto al carismatico Hucknall, ovviamente. In ogni singolo istante. In chiusura, Fairground. Uno dei successi più celebri della carriera della band.

Stavolta l’arena era piena di sedie. Ma il pubblico non ha resistito a lungo da seduto. Già durante Night Nurse hanno cominciato ad alzarsi piano piano proprio tutti in platea. E così è rimasto. Anzi, sul piano delle reazioni emotive la cosa diventava sempre più intensa di minuto in minuto. Quando la band ha attaccato Stars, la chimica tra pubblico e band ha toccato lo zenit e non è calata fino alla fine della già citata Fairground.

Segue (quasi impercettibile) il bis obbligato con Money So Tight (To Mention), dove alla band è capitato un bel contrattempo. Proprio sul finale del pezzo. Nella coda. Per questo in molti non hanno capito bene se fosse semplicemente un trucchetto dell’artista o se fosse davvero saltata la corrente. Purtroppo era la seconda. Si è spento l’impianto principale. Hucknall non ha nascosto il malumore. Un paio di volte ha agitato la mano con rabbia, mentre si aggirava e scalpitava per il palco, e intanto invitava il pubblico a restare paziente. Per un bel po’ i tecnici hanno sgambettato da un lato all’altro del palco per scoprire che diavolo avesse fatto i capricci. È durato davvero più di quanto uno si sarebbe aspettato. Proprio negli ultimissimi istanti della parte regolare del concerto.

Tornata la corrente, la band non ha ripetuto il pezzo Money’s To Tight (To Mention), visto che la sfortunata faccenda era capitata proprio negli ultimi respiri del brano. Prima di riprendere, Hucknall doveva dire qualcosa. Così ha messo in chiaro che a questa band una cosa del genere non succedeva dal concerto di New York del 1986. Se ci credete, ovviamente. Mick doveva pur dire qualcosa per farsi perdonare dal pubblico. Nel bis i Simply Red hanno rimesso subito i presenti sui giri giusti, buttandosi prima sulla cover di Nutbush City Limits di Tina Turner, e alla fine Hucknall non ha dimenticato di fare un inchino commosso alla celebre cantante, scomparsa alla fine di maggio di quest’anno. Poi la chiusura. In un’atmosfera tutta romantica. Forse l’avete già indovinato da soli. Con un’altra cover, ovvero l’hit If You Don’t Know Me By Now, che nell’originale appartiene agli Harold Melvin & the Blue Notes e che la band, nella parte estiva del tour di “Time” 2023, fino all’esibizione di Pola non aveva ancora eseguito dal vivo. Un vero ‘stringicuore’, insomma. Per un gran finale in cui i Simply Red hanno confermato ancora una volta tutta la loro grandezza di formazione tra le più raffinate del nostro tempo, per suono ed esecuzione.

Il concerto è finito in un lampo. In effetti, bis compreso, è durato appena un’ora e venti. Con il loro carosello di successi i Simply Red ci hanno cullati in una specie di ipnosi, rovinata un pochino solo dall’inconveniente con l’impianto, che però, alla resa dei conti, non ha affatto guastato le sensazioni intense lasciate dall’esperienza unica di passare del tempo con questa band, in regia di una febbre soul pop di venerdì. Per giunta nel cuore della magica Arena di Pola.

Testo: Edita Klemen & Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Scaletta:
1. Better With You
2. Thrill Me
3. Fake
4. Night Nurse (orig. Gregory Isaacs)
5. Shades 22
6. Holding Back the Years (orig. The Frantic Elevators)
7. It’s Only Love Doing Its Thing (orig. Barry White)
8. Your Mirror
9. Stars
10. Sunrise
11. Just Like You
12. Come to My Aid
13. Ain’t That a Lot of Love (orig. Homer Banks)
14. Thinking of You
15. Something Got Me Started
16. Fairground
—bis—
17. Money’s Too Tight (To Mention) (orig. The Valentine Brothers)
18. Nutbush City Limits (orig. Ike & Tina Turner)
19. If You Don’t Know Me By Now (orig. Harold Melvin & the Blue Notes)


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