Blue Öyster Cult – Una serata indimenticabile con i misteriosi e occulti pionieri dell’heavy metal (2023)
Blue Öyster Cult
Lubiana / Media Center / Slovenia
lunedì, 28. 8. 2023
Fino a poco tempo fa, se qualcuno avesse osato predire che i leggendari hard rocker americani Blue Öyster Cult avrebbero suonato a Lubiana, per giunta in una delle sole tre date della parte europea dell’attuale tour, gli altri fan sloveni della celebre band gli avrebbero dato una pacca sulla spalla tra il compassionevole e il beffardo, se non l’avrebbero addirittura spedito in una struttura per la salute mentale. Ma ogni tanto i miracoli succedono, e a fine agosto la prima data slovena dei Blue Öyster Cult nella quasi nuovissima sala concerti lubianese Mediacenter Cvetličarna è diventata realtà. Nonostante molti spettatori, più o meno lavati via dal diluvio, abbiano faticato a trovarne l’ingresso, alla fine la nuova sala si è rivelata una scelta azzeccatissima.
La band, che arriva in Europa solo in rarissime occasioni, tra gli appassionati di hard rock e heavy metal gode a ragione di uno status di culto ed è spesso messa accanto ai Black Sabbath quando si parla dei pionieri chiave dei primi suoni metal. Il termine ‘heavy metal’ è stato usato per la prima volta proprio in relazione a loro, mentre i loro testi spesso mistici, fantasy, cospirativi e occulti, uniti ad alcuni riff di chitarra iconici dei loro più grandi successi, hanno avuto un’influenza enorme sullo sviluppo del genere. Nessuna sorpresa, quindi, che l’interesse per l’esibizione dei Blue Öyster Cult fosse alto e che al concerto, nonostante il tempo cupo e una pioggia da paura, siano arrivati tanti fan anche dall’estero.
I Blue Öyster Cult sono guidati da oltre cinque decenni dagli unici due membri rimasti della formazione classica, entrambi chitarristi e cantanti: il maestro della sei corde Donald ‘Buck Dharma’ Roeser, nella band fin dalla fondazione nel 1967, quando si chiamavano ancora Soft White Underbelly, e il suo altrettanto carismatico compare Eric Bloom, che ogni tanto da cantante e chitarrista solista si trasforma in tastierista. Sono loro gli autori della maggior parte dei grandi successi della band e senza il loro talento alla chitarra e al microfono è impossibile immaginare il suono di questa band di culto. Dal 2004 nella formazione ci sono anche l’ottimo chitarrista ritmico/tastierista/cantante Richie Castellano e il batterista Jules Radino, mentre lo storico bassista Danny Miranda, noto anche ai fan dei Queen, nel 2017 è tornato tra i vecchi compagni dopo qualche anno di assenza.
Prima di salire sul palco, gli ‘agenti in nero’, proprio come fanno nell’attuale tour i loro ‘allievi’ Iron Maiden, hanno fatto partire il tema musicale di culto di Vangelis per il film ‘Blade Runner’. In alcune date del tour americano prima dello show amano mettere anche il tema de ‘Il Trono di Spade’, che però si addice molto meno al loro personaggio e al loro lavoro. La scaletta del concerto di Lubiana ha sorpreso positivamente parecchi, perché era completamente diversa da quella di due giorni prima, quando hanno suonato in Inghilterra, la loro prima data europea di questo tour. Hanno aperto lo show con il classico amatissimo “The Red & the Black”, tratto dal loro secondo album “Tyranny And Mutation” (1973), dimostrando subito di essere in splendida forma dal vivo. Buck usa ancora la stessa particolare chitarra elettrica Steinberger, senza paletta e piena di buchi come un groviera, con cui suonava già al nostro primo incontro con i Blue Öyster Cult a Monaco di Baviera, esattamente vent’anni fa. A questo modello di chitarra modificato in modo specifico, Buck dà affettuosamente il nome di ‘Cheeseburger’.
La prima grossa sorpresa della serata è stata “Dr. Music”, dall’album spesso trascurato “Mirrors” (1979), brano da cui prese il nome, tanti anni fa, anche una rivista musicale slovena dedicata a hard rock e heavy metal, chiusa da un pezzo. Dal nuovo album “The Symbol Remains” (2020), che ha continuato con successo la loro serie quasi incredibile e rarissima da vedere, quella di una delle pochissime band hard rock senza un solo passo falso in studio, hanno suonato due pezzi, “That Was Me” e “Tainted Blood”. Nel secondo la voce solista è passata a Castellano, che non si è dimostrato solo cantante e tastierista occasionale, ma anche un grande virtuoso della chitarra e la giovane concorrenza di Buck in questo campo. Il primo picco della serata è stato l’esecuzione dell’indimenticabile classico “Burnin’ For You”, da “Fire Of Unknown Origin” (1981), che sta in cima alla lista dei loro pezzi migliori e in cui a brillare come cantante principale è Buck. I Blue Öyster Cult sono poi tornati al loro cosiddetto periodo ‘in bianco e nero’ con “ME 262”, tratta dal terzo album “Secret Treaties” (1974).
Tra i brani ‘più recenti’, cioè quelli non scritti più di quaranta o cinquant’anni fa, in serata abbiamo sentito anche l’ottima ma spesso trascurata “Harvest Moon”, dall’album “Heaven Forbid” (1998), che per tanti fan un po’ più giovani è stata il primo ‘incontro ravvicinato’ con la band, mentre “Hot Rails To Hell” ci ha riportati nel mondo di ‘tirannia e mutazione’, cioè al 1973, quando venivano spesso presentati come la risposta americana ai Black Sabbath. L’assolo di Buck, intitolato “Buck’s Boogie”, che porta in giro da decenni, è stato un bel diversivo nel mezzo del concerto e una dimostrazione a tutto tondo delle varie qualità della sua tecnica chitarristica e del suo talento fuori dal comune.
Tra le belle sorprese va contata anche “Then Came The Last Days of May”, dall’omonimo esordio uscito nel lontano 1972. In questo pezzo si sentono chiaramente le radici psichedeliche dei pionieri dell’hard rock. Poi sono arrivati tre grandi successi, noti anche a chi i Blue Öyster Cult li conosce solo superficialmente o non sa nemmeno di che band si tratti, anche se alla radio ha già sentito più volte qualcuna delle loro canzoni più famose. Con la mitica “E.T.I. (Extra Terrestrial Intelligence)” siamo tornati al loro album più amato, “Agents of Fortune” (1976), ritrovandoci in mezzo a una versione hard rock di ‘X-Files’. Nel mondo dei mostri giganti dei film giapponesi ci hanno invitati con l’immancabile, divertentissimo evergreen “Godzilla”, da “Spectres” (1977). Buck si è poi concesso un altro breve assolo. Alla sua fine è arrivato il picco della serata, con il loro successo più celebre, “(Don’t Fear) the Reaper”, che deve molto della sua popolarità alla presenza nel primo film della serie horror ‘Halloween’ e che conoscono tantissime persone che non hanno idea di chi la canti. Nei bis, a differenza del concerto in Inghilterra due sere prima, hanno suonato tre pezzi invece di uno, il che significa che hanno saputo ripagare come si deve la reazione positiva del pubblico. L’oscurissima “Tattoo Vampire”, sempre da “Agents of Fortune”, è stata forse addirittura la sorpresa più grande dell’intera serata. Dopo l’incontro con gli alieni, i mostri giganti, la signora con la falce e i vampiri, ai personaggi da film dell’orrore si è unita anche “Harvester of Eyes”, da “Secret Treaties”. Gli ‘agenti in nero’ hanno chiuso lo show, come da copione, con il loro primo successo “Cities On Flame With Rock and Roll”, un brano che, con quel testo sulla distruzione totale causata da una guerra nucleare, purtroppo è attuale più che mai.
Gli amanti dell’hard rock eclettico dai testi intelligenti sono stati accontentati alla grande. I Blue Öyster Cult hanno dimostrato che, anche dopo più di cinque decenni, la loro forma dal vivo è ancora al top, e per tutto il concerto si vedeva che si stavano divertendo un mondo. Restano una delle band hard rock più eccitanti, che sia dal vivo o in studio. Anche l’impianto audio, per una sala quasi nuova di zecca, è stato più che decente, così le loro celebri armonie vocali si sentivano bene dall’inizio alla fine. Un plauso speciale va anche all’organizzatore, che è riuscito a portarli a Lubiana. L’unica piccola critica sul concerto lubianese dei Blue Öyster Cult va alla scaletta, che, a parte “Burnin’ For You”, non conteneva nessun brano degli anni Ottanta, anche se pure in quel periodo hanno sfornato una bella fila di pezzi ottimi e alcuni fan apprezzano quel periodo ancora più dei Settanta. Al netto di questo piccolo appunto, la visita a Lubiana di queste leggende dell’hard rock ci resterà impressa a lungo nei bei ricordi.
Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik & Edita Klemen (n. 32 & 33)
Scaletta:
1. Blade Runner (taped intro)
2. The Red & The Black
3. Dr. Music
4. That Was Me
5. Burnin’ For You
6. ME 262
7. Harvest Moon
8. Hot Rails to Hell
9. Buck’s Boogie
10. Tainted Blood
11. Then Came the Last Days of May
12. E. T. I. (Extra Terrestrial Intelligence)
13. Godzilla
14. Don’t Fear the Reaper
—bis—
15. Tattoo Vampire
16. Harvester of Eyes
17. Cities on Flame With Rock and Roll

































Koncert desetletja. Če bi mi nekdo rekel, naj naštejem tri bande, ki nikoli ne bodo igrali v LJ, bi zagotovo eden bil BOC. Fenomenalen nastop. Zvok je bil odličen in jasen, pa sem bil v prvi vrsti. Očitno dvorana kot se šika za rock koncert. Svoje seveda prispeva band s svojo glasbo, ki seveda ni zvočni zid. Se pa potihem upal na Dominance And Submission, ampak vseh želja pač ne morejo izpolniti. Zelo prijetno pa sta me presenetili obe pesmi z zadnjega albuma, še zlasti Tainted Blood, ki je super sedla v set listo in je zame morda celo najboljša pesem, ki so jo stari bandi izdali na zadnjem albumu. Za razliko od denimo Senjutsu nisem komaj čakal, da nova pesem mine.
Črna pika pa spet za mestne službe. Po koncertu se je na parkirišču zgodila neprijetnost, ki je najbrž sicer bolj udarila tujce, pred katerimi je bila še dolga pot. Najprej smo stali v dolgi vrsti, vsaj kakšnih 20 minut, da smo plačali parkirnino, potem smo pa še pred rampo obtičali za kakšnih dobrih 20 minut. Nekomu se rampa ni odprla in preden je znal ali uspel priklicati helpdesk, da so mu dvignili rampo na daljavo, je tistim za njim že poteklo 15 minut od plačila in tudi naslednjemu seveda ni dvignilo rampe. Šele ko je, mislim, da tretji, poklical na pomoč, so rampo odprli za vse.
Take stvari se seveda lahko ob večjih dogodkih hitro zgodijo, zato bi bilo po mojem prav, da bi ob koncertih parkirišče pred Cvetličarno odprli. Ampak beseda “customer service” je našim birokratom seveda španska vas.
Hej hej, krasen komentar kot vedno (iz tvoje strani). Podobno dojemam tale prihod B.Ö.C. v Ljubljano, kot ti. 😀
Potem sva se gledala prve tri komade, no vsaj ti mene v hrbet, ker sem bil eden izmed štirih uradno akreditiranih fotografov. Naslednjič morava res pivo skupaj spit. Obvezno. Sicer so imeli samo svinjsko drage 0,33 l pločevinke običajnega Uniona, upam da na kakem prizorišču z več izbire piv 😀
Poklon bendu, poklon organizatorju (praviloma organizatorjev ne izpostavljam – a tokrat se mu samo klanjam do tal).
Dr. Music in Tattoo Vampire – da bom to dvoje kdaj v živo slišal … hehe. Tainted Blood noro dober komad iz zadnje plate – progresivno začinjen in Castellano v središču. Všeč mi je da so ga spustili tako v ospredje (parkrat je osupnil s huronskimi solažami), ker je izjemno izpopolnjen glasbenik in kot kaže nosi tudi izvrstne komponistične talente. Pa odlična Harvest Moon. Nor komad iz “Heaven Forbid” plate, še ena želja, ki se mi je uresničila… sicer pa super komadi iz klasičnega obdobja sedemdesetih. Sam sem, podobno kot avtor (se vidi da nosiva soroden DNK), prav tako pogrešal samo še kakšen komad iz osemdesetih več (kakšno Shooting Shark, Dancin’ in the Ruins, Astronomy, da ne govorim o kakšni Take Me Away,….) – to je edina minorna pripomba, ki je povsem ‘neobvezni klic razvajenosti privrženca skupine’ 😀
S Petrom sva se nekoč davno tega kot velika fena Uriah Heep odpravila v München. Pisal se je 11. 12. 2003. Bila je Muffathalle. Pred Uriah Heep so nastopili stoner rockerji Fireball Ministry in kot posebni gostje evropskega dela takratne UH turneje potem še Blue Öyster Cult (z Rondinellijem na bobnih in takrat še živim Alanom Lanierjem).
Set lista je bila takrat takšna:
1.Buck’s Boogie
2.E.T.I. (Extra Terrestrial Intelligence)
3.Dance On Stilts
4.Burning For You
5.See You In Black
6.Divine Winds
7.Cities On Flame With Rock And Roll
8.Godzilla (solo bas, solo bobni)
9.Don’t Fear The Reaper
—dodatek—
10.Dominance And Submission
V bistvu sva šla tja prvenstveno zarad Heep, ampak kasneje se je izkazalo, kako je bila to ekstremno modra odločitev.
Bend sem sicer prestregel še na Rock Of Ages festivalu mislim da leta 2017, od tam je izšel tudi uradni koncertni album, ampak tale koncert v Ljubljani, ga pa zmaga na polno.
Že samo zaradi dejstva da so bili glavni na odru. Ne vrinjeni v festivalski line up, ali posebni gostje drugega headlinerja , ampak so imeli polnokrvni špil dolg skoraj uro in 40 minut se mi zdi (ali je bilo več?)
Krasen zvok, krasna forma. Bloom je še zmerej taprav ‘bad ass’ na odru 😀 Kolk top!
Navdušen in ne znam prehvalit vsega skupaj.
Kot si napisal. (Vsaj) koncert desetletja!
Kdor si tega koncerta ni privoščil tokrat v Ljubljani, pa stavi nekaj na metal in rock, je isto, kot da bi uletel v Ljubljano Black Sabbath (v line-up-u z Ozzyjem), pa da na bi šel na koncert. Enako velik greh! 😀
Glede parkirišč pa bodo tole morali drugače reševati. Brezmejna JAnkovičeva pogoltnost mora imeti nekje meje. Kar se je v zvezi s tem dogajalo po koncertu je absurd vseh absurdov. NE vem, naj plačajo par redarjev v takšnih primerih, da kasirajo po 5 evrov na avto, preden zapelješ na parkirišče, tisto zapornico pa v času koncerta odšraufajo dol. Takšnega kaosa res ne pomnim. Kot da je to (znova in znova) možno samo v Sloveniji.
Fantasticen koncert. Res je bilo super. Setlista je bila bolj ali manj pricakovana glede na zadnje koncerte, z izjemo par deep cutov – Tattoo Vampire, Dr. Music, Harvester of Eyes.
Osebno sem potihem upal na kako vecjo eksotiko, npr. Joan Crawford, ali pa vsaj I Love the Night. Mogoce tudi kak bolj pop komad kasnejsih albumov – Dancing in the Ruins, Shooting Shark, Perfect Water.
Edini resen manjko v setlisti, ki ga je tezko obrazloziti, je Astronomy. Res ne razumem, zakaj ga ne igrajo vec tako pogosto, saj je nekako jedrni del Imaginos mita in reprezentativen za zelo pomembno zgodnje obdobje banda.
Akustika je bila odlicna. Bil sem na balkonu v centru, takoj za tonsko ekpio in tam je bil zvok res fenomenalen, prav tako pa dober pogled na celotno dogajanje na odru. Na zalost ni bilo na voljo prav veliko mercha, sam bi z veseljem kupil kako vinilko ali dve, ali pa vsaj majico, ampak je bilo takoj vse razprodano!
Na parkiriscu je bil pa totalen kaos, ki ga raje ne bi komentiral…
Tudi mi smo pričakovali da se bo dalo kakšno ploščo kupit na mizi z uradnimi spominki. Ampak nič. Sem old school in ne maram naročanja po netu. Najraje zgrabim vinilko kar v trgovini. Navada še iz osemdesetih 😀
Glede majic smo imeli pa očitno srečo, da smo bili v pravem času na pravem mestu. Precejšna vrsta se je naredila v trenutku. Zlasti pa so jo ustvarili obiskovalci iz območja nekdanje skupne države. Dva, ki sta prišla iz Bosne na koncert, in sta stala poleg v vrsti za majice, sta zavijala z očmi, ko sta ugledala ceno 35,00€. Potem je en od njiju v šali dejal: “Mogoče za obe” (eksponata sta bila namreč dva na mizi, da se je videl front in back print). Je pa po koncertu ‘naš stari dobri prijatu s Hrvaške’, ki skrbi na koncertnih okoliših naše regije že vrsto let za tiste z low budget varianto, reševal situacijo s svojo B.Ö.C. (non-aprooved) verzijo majic 😀
Cena majice pa huh… dost diskutabilna. Ni 50,00€ in ni 45,00€, kot je to recimo na Kiss pa Iron Maiden koncertih. No, ni pa tudi 25,00€, kot je to bilo na Jethro Tull koncertu letos v Hali Tivoliju…. 😀