Mr. Big, nel tour d’addio a Lubiana, mostrano una forma smagliante (2024)
Artisti: Mr. Big / Jared James Nichols (opener)
Data: giovedì 4/4/2024
Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Mr. Big, la band che negli anni Ottanta ha messo insieme due tendenze musicali apparentemente inconciliabili – hard rock melodico con ritornelli che ti si appiccicano addosso e una preparazione tecnica invidiabile di tutti gli strumentisti – è tornata al Kino Šiška, dove aveva suonato l’ultima volta il 1° agosto 2018. Per i tanti fan dell’hard rock di qualità con quell’invidiabile condimento tecnico, quel concerto dei cult-hardrocker è rimasto un bel ricordo. Ai fedelissimi dei Mr. Big, però, è arrivata anche la brutta notizia: si tratta del tour d’addio di una band partita ormai nel lontano 1988, quindi l’interesse per il concerto era ancora più alto del solito. Di conseguenza, per quest’ultima data a Lubiana è venuta ancora più gente di quasi sei anni fa. Sold out totale, e parecchi sono rimasti senza biglietto.
La serata promettava benissimo, non solo per gli amanti dell’hard rock melodico ma anche per tutti gli altri gourmet della musica, perché in compagnia dei Mr. Big, tra acrobazie tecniche, assoli, cover interessanti e ovviamente materiale originale con in testa qualche hit amatissima, non ci si annoia mai.
Stavolta a scaldarci ci ha pensato, come opener, Jared James Nichols, chitarrista e cantante di talento che ha venduto l’anima al blues (come direbbe il suo ex “mentore” Glenn Hughes). Nichols era già salito sul palco del Kino Šiška il 6 giugno 2016, quando aprì per la band stellare Black Label Society. Molti, a vederlo entrare sul palco con basso e batteria, in un primo momento non l’hanno nemmeno riconosciuto, vista la trasformazione fisica.
“Leslie West sotto steroidi” sarebbe la descrizione migliore del suo nuovo look “pompato”. I muscoli, però, non li mostrava solo Nichols di persona, ma anche nel suo approccio musicale: il tipo suona un classico blues rock del delta del Mississippi, ogni tanto condito con ricami solistici virtuosistici. Anche chi col blues o il blues rock non va particolarmente d’accordo ed era venuto soprattutto per godersi gli inni hard rock e le doti strumentali dei singoli membri dei Mr. Big ha dovuto ammettere che Nichols si muove benissimo in un genere che, a causa di una legione di giovani rampanti moderni, revivalisti ambiziosi e imitatori abili, spesso soffre di sovrasaturazione.
Per chiudere il set Nichols ha suonato, e che scelta azzeccata visto il paragone con Leslie West di prima, “ Mississippi Queen”, cover della leggendaria band Mountain. Ce la siamo cavata alla grande, perché altrove Nichols chiude con la cover del classico dei Black Sabbath “War Pigs”, che nei decenni ha subito così tante riletture di ogni genere da aver stufato parecchia gente, che di un’ennesima versione blues di questo standard metal non ne vuole proprio sapere.
Nell’attesa dei Mr. Big non ci ha ammazzato nemmeno l’assolutamente superfluo “Blitzkrieg Bop” sparato negli altoparlanti, brano dei Ramones, sui quali ovviamente non si può dire nulla di male. Chissà di chi sia stato il desiderio musicale, visto che non si riesce a immaginare nessun membro dei Mr. Big come grande fan dei Ramones.
Le star della serata sono salite sul palco in formazione un po’ cambiata: al carismatico cantante Eric Martin, al guru della chitarra Paul Gilbert e al mago del basso Billy Sheehan si è affiancato il nuovo batterista Nick D’Virgilio. Proprio lui è stato il motivo principale per cui, quella sera, a vedere e sentire i Mr. Big è venuto anche più di un fan del rock progressivo. Nick, da ex e attuale membro dei titani prog Spock’s Beard e Big Big Train, è noto da tempo non solo come batterista di prim’ordine, ma anche come ottimo cantante. Come batterista di passaggio in passato ha dato una mano a nomi come Genesis, Tears For Fears, Fates Warning, Roland Orzabal (Tears For Fears), Neal Morse e Steve Hackett, e merita attenzione anche la sua carriera solista (come per gli altri membri dei Mr. Big). Con Nick, per cui suonare hard rock è una vera vacanza rispetto a quello che di solito fa come membro dei Big Big Train, i Mr. Big sono diventati davvero un collettivo di superstar (con tutto il rispetto per il compianto batterista fondatore Pat Torpey e per il suo successore Matt Starr), e il suo contributo quella sera non si è sentito solo nel batteria fenomenale, ma anche nelle armonie vocali di accompagnamento, decisamente migliorate.
I Mr. Big hanno aperto il concerto con “Addicted to that Rush”, il pezzo più famoso del loro omonimo album d’esordio, e hanno scaldato per bene il pubblico, che nelle prime file impazziva come se fosse arrivata la seconda venuta, con la differenza che al posto degli arcangeli annunciatori c’erano i due giganti virtuosi Gilbert e Sheehan. I Mr. Big, che quella sera hanno suonato per intero “Lean Into It”, il loro secondo album in studio del 1991 con cui hanno avuto il grande exploit, erano di un umore eccellente dall’inizio alla fine. Gli inni hard rock si sono susseguiti uno dopo l’altro. Il primo picco della serata è stato l’esecuzione della hit “Just Take My Heart”, durante la quale in sala si è respirata una bella atmosfera nostalgica.
Naturalmente non sono mancati nemmeno gli assoli dei due giganti virtuosi, cioè Gilbert, che da chitarrista virtuoso fuori dagli schemi è la vera incarnazione del sottile confine tra genio e pazzia, e Sheehan, che secondo molti critici musicali è il miglior bassista (rock) del mondo. Gilbert ha infilato nel suo assolo tre pezzi: “Gonna Fly Now” (il tema musicale del film Rocky, scritto da Bill Conti), “The Whole World’s Gonna Know” (dal terzo album dei Mr. Big, “Bump Ahead”, del 1993) e “Nothing But Love” (dal terzo album dei Mr. Big, “Bump Ahead”, del 1993). Per le anime romantiche, soprattutto per la parte femminile del pubblico, che quella sera era ben rappresentata, il momento clou è stato senza dubbio l’esecuzione della più grande hit dei Mr. Big, la ballad d’amore “To Be With You”. Tra le tante cover sentite durante il concerto dei Mr. Big al Kino Šiška, ha ricevuto un’ottima accoglienza “Wild World”, originariamente di Cat Stevens.
Va detto che le interpretazioni vocali di Martin dei pezzi dei Mr. Big sono risultate un po’ più convincenti rispetto al nostro precedente incontro con i Mr. Big al Kino Šiška: erano tutte quantomeno solide, se non proprio ottime. Allo stesso tempo è vero che il tipo è furbissimo e sa bene quando è il momento giusto per risparmiare le corde vocali e farsi aiutare dai coristi e dal pubblico. Gilbert come cantante è sempre stato debole e nemmeno stavolta le cose sono cambiate, ma in compenso Sheehan e soprattutto D’Virgilio sono ottimi cantanti, che hanno coperto Eric alla grande con le loro armonie vocali di accompagnamento.
Un divertente diversivo è stato “Shy Boy”, cover della band “d’origine” di Sheehan, i Talas, che ancora oggi riattiva ogni tanto. Il momento più divertente in assoluto, però, è stato la cover di “Good Lovin”, originariamente di The Olympics, perché prima di eseguirla la band si è scambiata gli strumenti. Paul si è ritrovato alla batteria, Eric ha preso in mano il basso, Nick la chitarra, mentre il 71enne ma splendidamente conservato Billy ha impugnato il microfono ritrovandosi nel ruolo di cantante. Lo scambio di ruoli è venuto molto bene, il che, viste le doti multistrumentali dei singoli membri, non è nemmeno così sorprendente. Come dolce finale i Mr. Big hanno rimesso in piedi il pubblico con una cover eccezionale del classico di The Who “Baba O’Riley”, che includeva anche il caratteristico motivo dal sapore orientale.
I Mr. Big nella loro ultima incarnazione, con D’Virgilio alla batteria, valeva assolutamente la pena rivederli in mezzo a una sala del Kino Šiška sold out e stracolma. Il loro concerto, che si può dichiarare un grande successo, è riuscito a riunire sotto lo stesso tetto un pubblico coloratissimo: nostalgici dell’età d’oro dello “shredding” chitarristico, amanti dell’hard rock melodico, fan delle ballad d’amore e “dottori” della musica ossessionati dalle virtù tecniche. Ironia della sorte, proprio ora che si congedano sono diventati, più che mai, degni del titolo di supergruppo. Se davvero questo è il loro tour d’addio e non solo una trovata di marketing, possono salutare a testa alta, mentre tutti i membri hanno così tante altre band e progetti collaterali che di cose musicali da fare non ne resteranno certo a corto.
Testo: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta di Jared James Nichols:
1. Easy Come, Easy Go
2. Down the Drain
3. Hard Wired
4. Threw Me to the Wolves
5. Skin ‘n Bone
6. Good Time Girl
7. Mississippi Queen (orig. Mountain)
Scaletta dei Mr. Big:
1. Blitzkrieg Bop (orig. Ramones – intro registrata)
2. Addicted to That Rush
3. Take Cover
4. Price You Gotta Pay
5. Daddy, Brother, Lover, Little Boy (The Electric Drill Song)
6. Alive and Kickin’
7. Green-Tinted Sixties Mind
8. CDFF-Lucky This Time (orig. Jeff Paris)
9. Voodoo Kiss
10. Never Say Never
11. Just Take My Heart
12. My Kinda Woman
13. A Little Too Loose
14. Road to Ruin
15. To Be With You
16. Wild World (orig. Cat Stevens)
17. Guitar Solo
18. Colorado Bulldog
19. Bass Solo
19. Shy Boy (orig. Talas)
20. 30 Days in the Hole (orig. Humble Pie)
21. Good Lovin’ (orig. The Olympics)
22. Baba O’Riley (orig. The Who)



































