Pelhan – festa per l’uscita del nuovo album Zgrabi me (aprile 2024)
Sul palco: Pelhan
Data: sabato 20.4.2024
Luogo: Aidussina, bar Hiša mladih
Dopo l’esordio V neznano, uscito il 13 marzo 2014, Aleš Pelhan ha avuto bisogno di ben 10 anni tondi per far uscire il secondo album, Zgrabi me. La band ha organizzato la festa per l’uscita nel bar Hiša mladih (purtroppo inattivo ultimamente) a Pale, ad Aidussina. Il posto è perfetto per i concerti più piccoli: la capienza massima è di circa 400 persone, se ci si stipa tutti fino al bancone.
Stavolta eravamo in circa 150, e la cosa ha sorpreso in modo evidente (e positivo) il capo della band, Aleš, che durante il concerto ci ha ringraziato più volte per essere venuti in così tanti. Il tutto era organizzato alla grande, la squadra dietro al bancone era attiva e carica a pallettoni per servire tutti gli assetati, e vicino al bancone c’era un po’ di roba promo (il doppio vinile del nuovo album, i CD di entrambi gli album, qualche maglietta e una shopper) per i fan più scatenati.
Il concerto doveva iniziare alle nove, ma la band ha aspettato che si radunasse più gente e ha attaccato verso le dieci. A dare man forte al gruppo è arrivato il nuovo-vecchio tastierista Peter Smrdel, della band di Postumia Divine Illusion, che ha arricchito parecchio il sound dal vivo e ha aggiunto anche cori di accompagnamento di gran gusto e ben calzanti. La musica dei Pelhan le tastiere le richiede eccome, quindi pollice su per questa mossa.
I Pelhan hanno sparato l’intero album Zgrabi me dall’inizio alla fine, con i pezzi nello stesso ordine del disco. I ragazzi erano belli carichi e il primo trio di brani, il più energico, Zgrabi me, Somrak e la pseudo mezza ballad Za naju dva (il mio preferito personale dell’album, insieme a Narava kaže zobe), ha messo il pubblico in movimento, a cantare e persino a fare headbanging, almeno quelli in prima fila. Poi si sono susseguiti i pezzi del disco: ballad, mazzate rock e roba a metà tempo, come si conviene a un vero album rock. La mia modesta opinione è che i Pelhan suonino al meglio nei brani in cui si immergono un po’ di più nelle acque di un sound più pesante (la già citata Narava kaže zobe, impreziosita da un riff alla Criss Oliva, compianto chitarrista dei bistrattati Savatage) oppure nei toni più da ballad (Ukradem te z neba, Pesem zate dall’esordio).
Per il bis hanno suonato altri tre pezzi dell’esordio (Nov človek, un vero banger, V neznano e, se non sbaglio, V zavest).
La band era in splendida forma: durante Prvega plesa (il nuovo singolo e video) è salita sul palco anche Ana, compagna di vita di Aleš, e i due hanno cantato in perfetta armonia la storia del momento in cui hanno capito di essere destinati l’uno all’altra.
Matej al basso e Simon alla batteria (entrambi vecchie conoscenze della scena HC di Aidussina) formano una sezione ritmica solida e dinamica che non molla di un millimetro, e Matej mette anche cori «screamo» nei punti giusti. Aleš brilla come leader e frontman, con una voce eccellente, riff di chitarra di gran gusto e assoli suonati alla perfezione.
Una band che potrebbe portare una bella ventata di freschezza sui palchi dei festival sloveni: tengo le dita ben incrociate perché presto ci riesca.
Dopo il concerto c’è stata una bella rimpatriata con i membri della band e con i vecchi amici tra il pubblico. Parecchia gente ha comprato il vinile e il resto del merch, quindi i Pelhan una base di fan fedeli ce l’hanno di sicuro.
Un evento decisamente riuscito. All’album Zgrabi me auguro un bel decollo e di trovare posto nelle orecchie degli ascoltatori di tutta la Slovenia, perché se lo merita alla grande.
Ecco i Pelhan:
Aleš Pelhan: voce principale, chitarra
Peter Smrdel: tastiere, cori
Matej Likar: basso, cori
Simon Mislej: batteria
Igorac





















