Epica: un lampo infuocato di metal sinfonico per aprire il MusicFest di Opatija (2024)
Band: Epica (opening act: Celtica Pipes Rock)
Data: sabato, 13/7/2024
Location: Opatija / Ljetna pozornica / Croazia
Quest’anno la sovrapposizione di eventi live sta diventando sempre più folle. Uno dei sabati di luglio, per la precisione quello che sarebbe stato quasi un venerdì 13, il 13/7/2024, ci ha servito un’altra tentazione del genere. A Zagabria Bruce Dickinson (la recensione del concerto su RockLine la trovi QUI), a Opatija gli Epica. Lo stesso giorno. Si può fare peggio di così? Il cittadino di una certa età, che da casa sua al Quarnaro croato in macchina ci mette circa 40 minuti (di cui 30 se ne vanno sull’adrenalinica giostra della strada regionale di Ilirska Bistrica), tra i due sceglie quello energeticamente meno dispendioso, cioè la variante più facile da raggiungere. Succede con gli anni. Fidati.
Gli Epica a Opatija a metà luglio. Una delle rare apparizioni live di questa band di symphonic metal olandese, di qualità altissima e molto stimata, che nella prima metà dell’anno aveva fatto solo qualche data dall’altra parte dell’Atlantico e a maggio l’unico concerto europeo di quest’anno prima di arrivare a Opatija (nei Paesi Bassi). Questa visita si può quindi leggere anche come una specie di “mini esclusiva”, che però …
… i fan della band non si sono assolutamente lasciati scappare. Anche stavolta, in città e nel tardo pomeriggio, si notava un bel po’ di “nero” che lentamente “gravitava” verso la Ljetna pozornica. Eppure l’euforia pre-concerto era ben lontana da quella di due anni fa, quando gli amanti dei suoni caricati e distorti avevano letteralmente invaso, in stile “blitzkrieg”, questa cittadina di villeggiatura. Era prima dell’esibizione dei Sabaton (la recensione del concerto su RockLine la trovi QUI).
L’evento si è fatto ancora più interessante grazie alla scelta dell’opening act! Gli irlandesi Celtica Pipes Rock non sono certo dei novellini della scena. Hanno in tasca qualche album e suonano una versione tutta loro di folk metal, basata su un uso generoso delle cornamuse. Il loro suono viene intensificato in contrasto dal fraseggio chitarristico ardente ed energico e dalla marcia da cannonata della ritmica di batteria. Un mix di conquiste tradizionali della musica celtica, elementi sinfonici, un pizzico di gothic, sostenuto da solide fondamenta metal, ha portato sul posto una dose colma di sfogo ribollente e, con la sua musicalità invasiva e la compattezza ritmica, si è guadagnato il pubblico in un attimo. Il quartetto non ha bisogno del basso. Fino a oggi ha pubblicato cinque album in studio (l’ultimo, “Celtic Spirits”, nel 2021) e due album dal vivo. Oltre a un’esecuzione di altissimo livello e a un’intesa perfetta, i due suonatori di cornamusa hanno acceso il pubblico anche con una marea di passi di danza e giravolte, che fanno parte dell’esecuzione di musica cucita secondo le maniere celtiche tradizionali! Celtica Pipes Rock, in un concerto a tempo limitato, hanno convinto di essere una band dal vivo di primo livello, da andare assolutamente a vedere in futuro in qualche show in solitaria. È un gruppo che senza remore ascoltano da una parte i metallari e dall’altra le loro nonne.
Gli Epica sono saliti sul palco alle nove e mezza di sera! Ad aspettarli circa 1.500 spettatori, un bel numero considerando il periodo dell’anno e i tanti eventi che si accavallano in questi giorni. I fan più infuocati hanno dimostrato la loro passione già in apertura, quando il palco, con una struttura imponente dominata dalle statue gigantesche di due cobra dagli occhi luminosi, si è tinto di blu (sulle note di un’intro registrata).
In poco meno di due ore il sestetto ha messo in scena quello che ci si aspetta da loro e per cui sono famosi. Un’esibizione energica, ardente e potente, di intesa, precisione e resa sonora al top. Uno speciale mix di metal sinfonico, carico di musicalità, con bombast e superstizioni epiche da una parte, e momenti di eccessi più brutali e spruzzate di teatralità gotica dall’altra, che bilanciano il tutto in un unicum chiaroscurale. Il tutto attraverso una scaletta tracciata alla perfezione, che ha toccato proprio tutte le sfere del percorso fatto dalla band in oltre due decenni di attività.
Di teatro non ne mancano. Tutti gli occhi erano puntati soprattutto sulla fenomenale soprano Simone Simons, senza la quale gli Epica non si possono nemmeno immaginare. Ha coronato l’ottimo umore con una prestazione brillante, discorsi pittoreschi al pubblico tra un pezzo e l’altro e una grande agilità sul palco, occupandone le varie zone e “andando a trovare” di continuo gli altri membri della band. A dare ulteriore benzina al pubblico, in un’impresa che sembrava non finire mai, ci pensa anche il tastierista Coen Janssen. Quando non è dietro le sue tastiere, su un enorme pedana sullo sfondo (sono montate su rotelle e Coen ogni tanto si fa portare in giro con loro come un bimbo di sei anni sul carrello di un centro commerciale qualsiasi), prende in mano una tastiera da appendere alle spalle, con la famosa tastiera “curva”, e va anche lui in prima linea, dove attizza il teatro stesso dello spettacolo. La ciliegina sulla torta la mettono il gigantesco schermo di proiezione sullo sfondo e le salve pirotecniche, che non si fermano fino alla fine del concerto.
In un certo senso gli Epica sono riusciti, poco dopo la loro nascita, a conquistare e riempire quel pezzetto della loro nicchia di genere da cui i Nightwish, con gli album successivi e soprattutto dopo l’addio di Tarja, si sono allontanati. A differenza dei colleghi di genere di oggi, spesso dagli arrangiamenti complessi, gli Epica battono ancora note di espressività decisamente più dure, mantenendo più immediatezza e compattezza. A dare loro la base per questo non sono solo due chitarre, ma anche la continua combinazione della voce operistica (femminile) con il growl del chitarrista ritmico e leader della band Mark Jansen. Questo dà al gruppo un’aria cupa, anche se gli arrangiamenti dei suoi ritornelli da inno suonano per lo più pomposi ed epici!
Non hai nemmeno il tempo di girarti e la band si sta già concentrando sul crescendo finale di questo ottimo spettacolo dal vivo. Cry To The Moon dal debutto “The Phantom Agony” (2003)! Il pubblico torna a ribollire! Un bel gruppo di spettatori conosce i versi a memoria e respira insieme alla band. La sensazione è davvero bella e piena di emozioni! Poi c’è l’ottima Beyond The Matrix, nata nel periodo più recente della band, e dopo il grande finale con la title track, attesa sottovoce, del secondo album in studio “Consign To Oblivion” (2005), che manda il pubblico completamente fuori di testa e lo porta al massimo dei giri proprio in chiusura di questo show davvero bombastico, pieno di cinetismo scenico-esecutivo e di combustione ad alto numero di ottani. Dal primo all’ultimo secondo gli Epica si sono presentati (una volta di più) come una fortezza live impenetrabile, che dal vivo consegna sempre il meglio e che resta così una delle figure chiave del suo genere!
Autori: Edita Klemen & Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik & Edita Klemen
Scaletta degli Epica:
1. Alpha – Anteludium (taped intro)
2. Abyss of Time – Countdown to Singularity
3. The Essence of Silence
4. Sensorium
5. Unleashed
6. Victims of Contingency
7. The Final Lullaby
8. Storm the Sorrow
9. The Obsessive Devotion
10. The Skeleton Key
11. Code of Life
12. Unchain Utopia
13. Cry for the Moon
14. Beyond the Matrix
15. Consign to Oblivion



















































