Gli Alestorm gettano di nuovo l’ancora in Slovenia (2025)!

foto: ALEŠ PODBREŽNIK 2025
0 186

Alestorm (band di supporto: Roses Of Thieves, Lutharo)
domenica, 7. 12. 2025
Lubiana / Cvetličarna / Slovenia


Ne può rimanere che uno. Alestorm. La band ormai ha preso la cittadinanza slovena. A un anno e mezzo (e qualche giorno) dal loro show allo ŠTUK di Maribor, sono tornati in Slovenia con ben due date consecutive del nuovo tour. Prima Maribor, subito dopo Lubiana. Maribor era sold out già da un bel pezzo prima del concerto. Lubiana non del tutto, ma ci è andata molto, molto vicina.

Chi ascolta gli Alestorm è un pubblico a parte. Devoti di alcolici e di tutta la paccottiglia che accompagna usi e costumi piratéschi. E anche stavolta sono arrivati da ogni direzione. Un sacco di croati (prima del bis, soprattutto quelli ammassati sul balcone della Cvetličarna con un saluto pittoresco che trasuda il massimo grado di civiltà dell’umanità: “Svirajte pičke!”), perché con il “Thunderfisting Europe 2025” gli Alestorm saltano completamente la nostra vicina del sud, la Croazia.

Sono le sette e venti passate. Salgono sul palco i Roses of Thieves, folk metaller ungheresi, e il pubblico li accoglie con un bel boato. A quest’ora la Cvetličarna è già bella piena, e il quintetto sul nuovo tour sfodera una bella dose di sicurezza, frutto della gavetta e della dedizione di una strada che stanno percorrendo con tutta l’intensità possibile. Anche se il tutto suona un po’ ingenuo, già sentito e niente di speciale, la band convince proprio grazie a un’esibizione grintosa. La cantante Ivett Dudas porta energia nuova sul palco, e la fisarmonica aggiunge un fascino in più. La band ha scaldato il pubblico con la celebre cover del tormentone anni Ottanta Boys (Summertime Love), che appartiene a Sabrina Salerno. Di sample mescolati a frasi metal ce ne sono a volontà, e questo dà al gruppo una connotazione più ritmica. Una fusione divertente, di una band che in futuro potrebbe farsi notare ancora.

I Lutharo sono metaller canadesi moderni, che portano sul palco molta più cattiveria rispetto ai predecessori. Il gruppo è appena passato attraverso un tornado di cambi di formazione. Una band che fonde da un lato i tipici elementi del power metal, aggiungendoci momenti di melodic death metal, ha in tasca appena due album e, in una carriera breve, ha già fatto girare un sacco di membri. Al momento, dei vecchi sono rimasti in formazione solo il bassista Chris Pacey e il chitarrista Victor Bucur. Prima di questa prima visita in Slovenia la band ha pubblicato due album. “Hiraeth” nel 2021 e, l’anno scorso, “Chasing Euphoria”. Kyla Dixon, che ha preso il testimone come frontwoman proprio a ridosso del tour, sul palco è sicura, spietata e aggressiva! Con la sua azzeccata combinazione di ‘growl’ e voce ‘clean’, la ragazza a tratti fa quasi paura. A Lubiana i Lutharo hanno dimostrato di essere tutt’altro che finiti e che per la band si apre un nuovo capitolo, in cui entrano a testa alta.

Gli Alestorm, invece, restano incredibili. In un certo senso un fenomeno a sé. Quando ho visto questa band per la prima volta, nell’estate del 2009, nelle ore mattutine del Bang Your Head!!! festival in Germania, ho alzato le spalle dicendo: “Questi non si possono prendere sul serio!” E invece eccoli qui. Gli manca un soffio e cominceranno a riempire i palazzetti. I concerti dei tour più intensi sono regolarmente sold out. E la base di fan cresce a vista d’occhio. L’ultimo e, in totale, ottavo album in studio “The Thunderfist Chronicles” ha già fatto un’ottima presa sulla folla scatenata, e durante il concerto non hai mai avuto la sensazione che l’energia calasse, tra i pezzi di un repertorio d’acciaio e le canzoni nuove. Tutto un colpo perfetto. Al massimo livello. Senza un tentennamento. E si può dire senza esitazioni che il merito di tutto questo va al pubblico folle. Il popolo si è di nuovo agghindato con qualunque cosa. Basta che nessuno sembri ‘normale’. La ‘normalità’ qui non è gradita, perché sembri ‘anormale’.

La band alza il livello dello show. Non è una novità. I picchi sono arrivati nella seconda metà. Poco dopo che Bowes ha annunciato al pubblico che segue un pezzo sul bere urina! La band attacca Frozen Piss 2, sul palco compare una cantante vestita da pappagallo gigante, che resta lì anche dopo, quando la band suona Under Blackened Banners. Poi, di nuovo, l’immancabile visita dello squalo durante Hangover, e, come previsto, la voga collettiva su Nancy the Tavern Wench. Per il resto, scatenati all’estremo. Non solo non potevi sfuggire all’aria carica di vapori alcolici espirati, ma i mosh pit si susseguivano da ogni lato, e anche gli addetti alla sicurezza avevano un bel da fare con i crowd surfer. Quando guardi il tutto da osservatore esterno, attraverso il prisma di un ‘indifeso’ anziano, non puoi non stupirti di dove i giovani prendano così tanta energia. Che estasi. Ovviamente ti chiedi chi sia più fuori di testa. Tu, che ti sei presentato qui, o il pubblico, che sembrava allenare di continuo il suo devastante ‘salto mortale’.

In realtà, in una situazione così la band non deve nemmeno sforzarsi più di tanto, anche se il quintetto suona concentrato, affiatato e a tutta forza. Qui non si scherza. Stavolta Christopher ha sparato un filo meno ‘sconcezze’ di quante ne avessimo viste, per esempio, ai concerti della band di Lubiana e di Zagabria due anni fa, ma l’energia e la festa fino a perdere i sensi hanno coperto del tutto questa ‘mancanza’.

Insomma, riassumendo. Un’ora e mezza di festa sfrenata! Un ‘fischiare’ inesauribile di un corteo piratesco-metallaro attraverso teste bollenti, diligentemente riempite da una marea di derivati dell’alcol. Un modo migliore per staccare la spina di un concerto degli Alestorm, con tutti i rituali del caso, non si trova. Lo ha confermato questo nuovo incontro con la band. Il conto alla rovescia verso la prossima visita del valoroso quintetto scozzese, nel frattempo, è già partito. E fidatevi, torneranno da noi molto presto.

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Roses Of Thieves – scaletta:
1. Fend off the Dark
2. Be The Captain
3. Synonym for Blasphemy
4. White Wolf
5. Keep the Night Inside
6. Boys (Summertime Love)
7. Once Upon A Time
8. Taste of Freedom
9. Not Your Fate
10. Hymn of Hell

Lutharo – scaletta:
1. Ruthless Bloodline
2. Creating A King
3. Reaper’s Call
4. Wings Of Agony
5. Time To Rise
6. Born To Ride
7. Lost In A Soul

Alestorm – scaletta:
1. Keelhauled
2. Killed to Death by Piracy
3. The Sunk’n Norwegian
4. Uzbekistan
5. Mexico
6. Frozen Piss 2
7. Under Blackened Banners
8. Banana
9. Zombies Ate My Pirate Ship
10. Bar ünd Imbiss
11. Hangover (orig. Taio Cruz)
12. Magnetic North
13. Nancy the Tavern Wench
14. Alestorm
15. The Storm
16. P.A.R.T.Y.
17. Shit Boat (No Fans)
—bis—
18. Drink Play
19. Wooden Leg!
20. Fucked With an Anchor


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie