Estribo

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Artista: Cartoon
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2008
Durata: 65:05
Voto: 4.2/5

“Estribo” è il seguito dello splendido viaggio dei brasiliani Cartoon, che con le loro melodie progressive eclettiche battono i sentieri di un bizzarro mondo fantastico, popolato da cavalieri, spiriti, gnomi, elfi e altre creature uscite dai mondi fantasy. Con questo disco portano a termine anche l’obiettivo che si erano dati e che avevano annunciato nel 1999 con l’esordio “Martelo” (recensione), visto che “Estribo” è l’ultimo capitolo della trilogia “dell’orecchio” (estribo, infatti, vuol dire staffa). Finora il maggior successo l’ha avuto il loro secondo lavoro, “Bigorna” (recensione).

I Cartoon restano fedeli alle linee guida seguite nei primi due album. Il giocare senza troppa serietà con temi banali tra melodie da cabaret piene di spirito, canto sbarazzino, passaggi in maggiore comici e altre trovate umoristiche suona di nuovo alla grande nelle mani di maestri del mestiere. Purtroppo, però, “Estribo” non porta nessuna novità: invece di far crescere le idee già usate, i Cartoon si rifugiano nel riciclo di quelle vecchie, che non è certo sbagliato, ma fa sì che il risultato finale sia un filo più debole del suo “originale”. Alla fine, comunque, ci aspetta una gran sorpresa.

L’ultimo capitolo della trilogia è impostato un po’ diversamente dal punto di vista narrativo. Si continua, tra le altre cose, a parlare del martello di Thor, ma i testi sono molto più filosofici di prima. Questioni gnoseologiche e ontologiche: cos’è l’uomo e qual è il suo posto, come si riflette nell’universo e che ruolo avrà in futuro, ma anche domande sull’universo intero. Nonostante la profondità di queste domande, i musicisti rispondono con ironia e follia, ben sapendo che a quesiti del genere (ancora) non si può rispondere. Certo, non ci accorgeremmo nemmeno di quanto sia tutto così comico se i temi non fossero sostenuti a dovere da una parte strumentale all’altezza. Eppure la somiglianza con “Bigorna” è eccessiva: le melodie sono un riflesso un po’ più sbiadito di quelle del secondo album, anche se il loro lavoro lo fanno più che dignitosamente. Quando ormai pensiamo che, per gli standard dei Cartoon, sia un album nella media, ci spiazzano con le ultime due canzoni. “Velut Luna” e “God Speed!” sono finalmente al loro livello. La linea di basso passa in primo piano, i musicisti si liberano dei paletti dell’idea di partenza e il risultato sono probabilmente addirittura i due pezzi migliori della band.

I prog-maniaci Cartoon chiudono così il loro viaggio lungo nove anni attraverso il mondo della magia, paesaggi pieni di creature incantate, un viaggio attraverso l’intero universo e il planetario, con un ottimo album, un album che si merita il titolo di capitolo finale della trilogia. Va consigliato, ovviamente, sia a voi che seguite i Cartoon dall’inizio, sia a chi con “Estribo” farà il suo battesimo del fuoco. È un po’ più accessibile di “Bigorna”, anche se alla fine non è né così innovativo né così clamoroso come “Bigorna”. Con la trilogia ormai completa, i brasiliani si radicano ancora di più nel gruppo di testa delle band di rock progressivo del Sud America.


“Estribo” è il seguito dello splendido viaggio dei brasiliani Cartoon, che con le loro melodie progressive eclettiche battono i sentieri di un bizzarro mondo fantastico, popolato da cavalieri, fantasmi, nani, elfi e altre creature uscite dal fantasy. Questo album porta a termine l’obiettivo della band, partito nel 1999 con l’esordio “Martelo” (recensione). Per ora, a raccogliere più elogi è stato il secondo capitolo della trilogia, “Bigorna (recensione).

I Cartoon restano attaccati al loro solito approccio, quello applicato ai primi due album. Il giocare senza troppa serietà con temi banali tra melodie spiritose da cabaret, canto sciocchino, passaggi comici e spensierati in maggiore e altre trovate umoristiche suona di nuovo alla grande nelle mani di maestri dell’industria musicale. Purtroppo, però, “Estribo” non offre la stessa innovazione di “Bigorna”: invece di far crescere i concetti precedenti, la band per lo più ricicla le vecchie idee, che non è proprio un problema, ma di sicuro pesa sul risultato finale. Verso la fine dell’album, comunque, ci aspetta una bella sorpresa.

L’ultimo capitolo della trilogia è, a livello di storia, un po’ diverso dai due predecessori. Si occupa ancora del martello di Thor, ma i testi sono più filosofici che mai. Domande e risposte epistemologiche e ontologiche: cosa siamo, che posto abbiamo nell’universo, quale sarà il nostro ruolo in futuro e così via. Ma nonostante la profondità di quelle domande, i musicisti rispondono con comicità e umorismo, sapendo che a quei quesiti non ci sono risposte (ancora). Gli ascoltatori non se ne accorgerebbero nemmeno, se la musica stessa non fosse così divertente e assurda, nel miglior senso possibile, ovviamente. Però ci sono troppe somiglianze con “Bigorna”: le melodie sono per lo più riflessi un po’ più pallidi di quelle del secondo album, anche se il loro ruolo lo svolgono. E proprio quando pensiamo che “Estribo” sia un album nella media per i Cartoon, ci cadiamo dalla sedia con le ultime due tracce. “Velut Luna” e “God Speed!” stanno su un livello tutto diverso. Le linee di basso vengono in primo piano, i musicisti si liberano dei vincoli delle loro stesse idee e il risultato è meraviglioso.

E così, i prog-maniaci Cartoon chiudono il loro viaggio lungo nove anni attraverso il mondo della stregoneria, pieno di creature magiche, il loro viaggio attraverso l’intero universo e il planetario, con un album molto buono, un album che si merita il titolo di ultimo capitolo della trilogia. Lo consigliamo, ancora una volta, sia a chi è con i Cartoon dall’inizio, sia a chi non ha mai ascoltato niente della band. “Estribo” è un po’ più accessibile di “Bigorna”, anche se non così innovativo e, tutto sommato, grandioso come “Bigorna”. Con la trilogia “dell’orecchio” completata, la reputazione dei brasiliani cresce ancora di più tra le migliori band della scena progressive rock sudamericana.

Formazione

Khadhu – basso, voce, sitar, armonica a bocca, chitarra acustica
Bhydhu – batteria, percussioni, voce
Khykho – chitarra elettrica e acustica, voce
Boxexa – tastiere, voce

Produzione

Khadhu

Tracklist

1. Thor’s Hammer (5:09)
2. The Storm Before The Silence (6:53)
3. Father (4:27)
4. Crossings And Crosses (6:29)
5. The Car Crash (3:50)
6. Heaven’s My Home (6:37)
7. Treatment With Mercury (5:58)
8. Remember (7:17)
9. Velut Luna (7:24)
10. God Speed! (11:01)

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