Funky rocker
Artista: Zuljan, Bor
Uscita: 2009
Durata: 38:33
Voto: 4.5/5
Bor Zuljan, un nome che al pubblico di casa nostra non serve certo presentare, torna con un nuovo album a dieci anni dall’uscita del suo esordio solista. È vero che gli album strumentali di chitarra, per suono, tecnica e metodo, da più di vent’anni non hanno più niente di nuovo da offrire, ma Zuljan è comunque riuscito a mettere insieme un disco interessante e davvero godibile. Anche se il suono e l’immagine complessiva dell’album sono segnati da cima a fondo dalla chitarra, a cui il musicista deve gran parte della sua riconoscibilità, difficilmente si può dire che stavolta lo strumento sia fine a sé stesso. La prima cosa che ci cattura dell’album, infatti, è la musica. Qua e là, è vero, si piega a schemi imparati a memoria e a soluzioni ormai anacronistiche, tipiche di un passato non troppo lontano, ma questo piegarsi non dà fastidio ed è più l’eccezione che la regola. Quegli elementi sono solo un efficace rinforzo della poetica che, nell’ultimo decennio di attività del chitarrista, è stata plasmata da tratti più raffinati e spirituali, e che con questo album ha raggiunto la maturità.
Come chitarrista, Bor ha anche superato con successo la maledizione della sindrome di Satriani, denominatore comune del novanta per cento dell’odierno rock strumentale, aggiungendo a questa musica la propria impronta. Se la title track Funky rocker ricorda un po’ le idee degli ultimi due album del maestro americano, brani come Soul driven e Hey you sono creazioni tutte personali, forse più vicine al fusion rilassato di Jeff Beck che all’intensità dei velocisti anni Ottanta. Il culmine del disco sono gli ultimi tre pezzi: I’m coming home, You smear my innocent name, che nonostante il tema prevedibile contiene una parafrasi interessantissima del classico Il volo del calabrone, e la ballad I still love you. Il disco vanta anche un senso affinato della frase chitarristica e della sua dinamica, una qualità di cui possono vantarsi in pochi tra i chitarristi il cui marchio di fabbrica è una tecnica rigorosa e precisa. Lo dimostrano Pick it up e The reason is you.
Funky rocker è un album rilassato, pensato sia per gli intenditori sia per il grande pubblico. Il suo pregio maggiore è senza dubbio l’ascoltabilità: tra gli ampi paesaggi sonori dipinti dalla chitarra di Bor ci dimentichiamo del tutto che ci siamo già passeggiati un tempo, almeno noi più grandicelli. Siamo anche grati che non si sia buttato sulla strada dell’esperimento, come ha fatto di recente Steve Vai, che con uno strano miscuglio di strumenti diversi ha creato un disco piuttosto bizzarro, con cui si faranno compagnia solo i fanatici più irriducibili. Da questo punto di vista Zuljan è senza dubbio più vicino a Satriani che a Vai. Da entrambi si distingue soprattutto perché ha registrato tutti gli strumenti da solo, batteria compresa: non è suonata dal vivo, ma questo quasi non ne danneggia il suono. Da autore, arrangiatore e produttore affermato, come c’era da aspettarsi, si è occupato di tutti questi ambiti, mentre la fantasiosa veste grafica del dischetto è opera del suo collega Zvone Kukec.
I titoli dei brani in inglese e gli altri testi all’interno del libretto fanno capire che l’album è pensato anche per il mercato oltre i nostri confini, spesso difficile da raggiungere per i musicisti sloveni. Se per i nostri standard Funky rocker è un lavoro sopra la media sotto ogni aspetto, e se ne parlerà di sicuro ancora, all’estero ci sono i loro criteri e le loro esigenze. L’album ha comunque un grande potenziale espressivo, musicale e, non ultimo, tecnico quindi lasciamoci sorprendere. Ma a tutto questo il virtuoso goriziano probabilmente non pensa nemmeno. Il suo scopo principale, come ha scritto nella dedica, era condividere di nuovo la sua musica con gli ascoltatori dopo tanto tempo e, in loro presenza, aprire un nuovo capitolo più maturo del suo percorso creativo.
Insomma, con il suo ultimo album Zuljan non voleva esplorare nuovi orizzonti musicali, ma ha tirato fuori un lavoro leggero e piacevole per le orecchie, che non uscirà dal tuo player tanto presto. E se sul suo CD ci fossero anche le istruzioni per l’uso, ci troveremmo probabilmente scritto: “Perfetto per lunghe guidate estive in auto con la capote abbassata, che ti portano in un posto dove non sei mai stato, ma dove hai sempre voluto andare.”
Formazione
Tutti gli strumenti – Bor Zuljan
Produzione
Bor Zuljan
Tracklist
1. Soul driven
2. Funky rocker
3. Rainy monday
4. Pick it up
5. The reason is you
6. Hey you!
7. I’m coming home
8. You smear my innocent name
9. I still love you