La sesion cubana

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Autore: Jernej Vene

Artista: Zucchero
Etichetta: Universal Music Group
Uscita: 2012
Durata: 49:57
Voto: 3.6/5

L’articolo d’esportazione numero uno del pop italiano della generazione di mezzo è Zucchero Fornaciari. Vende tirature più grandi di Eros Ramazzotti o Vasco Rossi. Davanti a lui c’è la vecchia guardia, con Luciano Pavarrotti, Adriano Celentano, Toto Cutugno, Milva e Patty Pravo. Ovviamente anche loro vantano carriere più lunghe.

Come si usa tra i cantanti italiani “di peso”, i loro dischi esistono in più lingue. Zucchero ha iniziato la carriera nel 1970, a quindici anni appena. Gliene sono serviti quasi altri quindici per sfondare. Le ore passate a studiare gli strumenti e a suonare in osterie e bettole hanno dato i loro frutti quando ha fatto i bagagli ed è partito per Los Angeles. Lì ha conosciuto il bassista Randy Jackson (ha suonato con Santana, Jean-Luc Ponty, Bob Dylan, Aretha Franklin, i Journey e tanti altri), con cui ha registrato l’album della svolta Zucchero & Randy Jackson band. Posso dire che dal disco Blue’s (1987), con il brano Senza una donna, è conosciuto anche in Slovenia, non solo sul Litorale. Adelmo Fornaciari, questo il suo vero  nome, alla fine degli anni Ottanta si è lanciato alla conquista del mercato musicale mondiale. Tutti conoscete i suoi duetti con Paul Young, Sheryl Crow, Randy Crawford e tanti altri.

Il titolo dell’album La sesion Cubana dice già tutto. Zucchero si portava dentro da tempo il desiderio di un disco con un tocco latino. Ha realizzato quel desiderio di lunga data collaborando con una squadra di musicisti cubani. Nella scelta dei brani ha avuto carta bianca, e forse si può dire che abbia optato per la variante convincente, ovvero rapida. Ha vestito alcuni grandi successi di atmosfera cubana, ne ha cambiato il ritmo e li ha scaraventati nell’ambiente festaiolo di salsa e rumba. L’altra metà del materiale è fatta di brani finora inediti, rimasti nel cassetto perché non li sentiva come pezzi decisamente pop o rock. Però non li ha buttati: aspettavano un trattamento speciale.

La musica è, alla base, inconfondibilmente italiana, mentre la strumentazione le regala un respiro cosmopolita. Come sappiamo, la musica cubana è passionale, seducente e dolcemente sognante. I brani d’autore, che di solito vivono come canzoni, pop, blues e rock, li ha rivestiti con successo con l’aiuto di Don Was, suo produttore già negli ultimi due album. Come Zucchero si entusiasma per il blues e cita volentieri New Orleans come una delle fonti d’ispirazione principali, stavolta si è dato la sfida di registrare un disco dal sound cubano. Ci è riuscito: è un disco piacevole e estremamente ascoltabile. La rilassatezza godereccia della sua musica è una costante da sempre, ma stavolta ha assunto un volto ancora più marcato. Le grandi star perdono spesso il contatto con la realtà, e a volte questo si riflette anche nella musica. Soprattutto la mancanza di focus e un impegno insufficiente nel lavoro di solito affondano anche l’obiettivo più bello e attraente. Zucchero qui è astutamente abile: sa esattamente come portare l’idea fino al suo frutto maturo e succoso. Ha puntato molto soprattutto sulla strumentazione naturale, ottenendo una musica organica, estiva, ariosa. Ovviamente anche sul nuovo disco Zucchero ha invitato a collaborare musicisti già collaudati, che lo avevano aiutato nei progetti precedenti.

Interessante anche il mix di lingue su La sesion cubana. Italiano, inglese, spagnolo e portoghese sono i territori in cui Zucchero, con un fascino inconfondibile e una voce roca di malinconia al punto giusto, convince gli scettici.

La session cubana è perfetta per le feste di Capodanno, i picnic all’aria aperta o un giro senza pensieri attraverso il paesaggio (e il tempo). Zucchero ha dato una bella rinfrescata al materiale già noto, cambiandogli pelle, e a parecchia gente farà scoprire anche la collana di sonorità cubane piena di temperamento.

Formazione

Zucchero – voce, chitarra, pianoforte, organo
Pucho Lopez – pianoforte
Elmer Ferrer – tres, chitarre, mandolino
Blake Mills, Waddy Wachtel – chitarre
Michael Fernandez – basso
Horacio “El Negro” Hernandez – batteria
Jose Luis Quintana, Joaquin Nunez Hidalgo – percussioni
Peter John Vettese – tastiere
Coro Sexto Sentido, Bebe, Djavan, Chance – voci di accompagnamento

Produzione

Zucchero, Don Was

Tracklist

  1. Nena
  2. Baila (Sexy Thing)
  3. Un Kilo
  4. Never is a moment
  5. Guantanamera (Guajira)
  6. Cuba libre
  7. L’urlo
  8. Everybody’s got to learn sometime
  9. Love is all around (Still)
  10. Così celeste
  11. Pana (feat. Bebe)
  12. Ave maria no morro (feat. Djavan)
  13. Sabor a ti
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