Samo da prođe demokratija
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Zaklonišče prepeva
Etichetta: Lip Art Events
Uscita: year
Durata: 47:27
Voto: 4/5
Gli Zaklonišče prepeva tornano con un nuovo album. Il primo dopo cinque anni. I rocker di Nova Gorica, che si avvicinano senza pietà a due decadi tonde di attività, ci hanno messo insieme parecchio tempo per sfornare il nuovo disco in studio. Il settimo in tutto! Si sa quanto giova un periodo di gestazione più lungo: di norma i contenuti risultano artisticamente più definiti del solito. Certo, non è una regola assoluta, ma molto spesso funziona così.
A prima botta, »Samo da prođe demokratija« è il disco più maturo della carriera della band. La filosofia di fondo resta più o meno la stessa. Anche stavolta gli Zaklonišče prepeva rimangono ancorati stilisticamente agli anni Ottanta. Pezzettini composti e arrangiati senza troppi fronzoli, con l’amarezza delle chitarre rock bella in evidenza di default. La voce macho di Vanja Alič resta ancora votata ai versi in serbo-croato. Semplicemente, gli sta a pennello. Nel contesto degli arrangiamenti dei loro pezzi, quella lingua è sempre stata la più adatta, perché non si limita a tenere la melodia: nei brani la porta addirittura a un livello superiore. Il tutto, ovviamente, è legato alla fedeltà musicale di Alič al verbo di alcune formazioni rock dell’ex paese comune, con in testa Riblja Čorba, naturalmente.
Si può dire che stavolta gli Zaklonišče prepeva abbiano dedicato molta più attenzione agli arrangiamenti che nei lavori passati. Gli anni passano e i musicisti, con le nuove creazioni, confermano la loro graduale maturazione artistica. Nonostante gli elementi riconoscibili che costruiscono il loro dossier musicale, con »Samo da prođe demokratija« la band ha raggiunto, in senso artistico, un magnifico livellamento della maturità tra la guasconeria rock e un ammorbidimento sensibile e delicato degli arrangiamenti (inserti di tastiere e fiati a dare carattere al paesaggio sonoro). In questo modo il gruppo mantiene la già nota predisposizione dei suoi pezzi al passaggio in radio. Però, quando metti i nuovi brani accanto ai lavori più vecchi, la differenza si sente. Quanto sono più succosi nei contenuti! Con »Samo da prođe demokracija« la band ha insomma compiuto un salto di maturità evidente a livello artistico, e quella ingenua banalità occasionale delle soluzioni melodiche da girotondo, nei pezzettini che gli Zaklonišče prepeva hanno sempre mascherato con successo grazie al messaggio arguto ma concreto dei versi, resta a bocca asciutta (Haile Selassje).
Il salto di maturità, anzi diciamo pure la »sobrietà« artistica che ha colto in modo onorevole i veterani rock ‘n’ roll di Nova Gorica col passare degli anni, si fa notare subito con l’opener Volim te. Stavolta gli Zaklonišče prepeva funzionano come una mini orchestra. I mattoni del loro suono sono distribuiti in modo uniforme. Anche se lo sfondo (l’accompagnamento strumentale) è tipicamente condito di rock, viene continuamente fecondato dal suono caldo e di gran gusto delle tastiere, persino di un organo Hammond e di un piano elettrico. Le melodie sono sostenute con decisione da armonie a più voci, che la band piazza con gusto nei punti esatti dei brani. Lo fa con sensibilità e con un’attenzione quasi da filigrana, perché sa benissimo che in questo modo il pezzo avrà una crescita graduale dell’atmosfera, con un crescendo emotivo nel ritornello. La formazione dedica più cura alla fine meccanica della definizione degli arrangiamenti, e lo si vede soprattutto nei passaggi »mid-eight«, dove condensa in modo efficace lo spazio d’arrangiamento disponibile anche con inserti di fiati. Il suono è dinamico, caldo, estremamente organico. I contrasti tra i mattoni sonori sono colorati in modo ottimale. In questa tinta sonora naturale, o paesaggio sonoro organico, la voce inconfondibile di Vanja Alič rende al meglio. Proprio grazie a questa maggiore attenzione ai dettagli nell’arricchire gli arrangiamenti, la voce di Alič trasmette passione ed emozioni in modo ancora più convincente. I testi sono ancora una volta costruiti con astuzia e piazzati con arguzia. La scintilla della fantasia resta, anzi è ancora più intensa.
Gli Zaklonišče prepeva sono una band popolare. Quello che provano e quello che sentono, lo dicono. Senza giri di parole, senza fingere. Se la realtà fa male, la condiranno con brio con il ricco arsenale del serbo-croato, che brilla soprattutto nelle rime ingegnose con cui Alič tiene sempre salda la linea rossa dei messaggi. La title track, insieme all’opener Volim te, è uno dei punti più forti del disco in fatto di arrangiamenti. Mi azzardo a dire che sia il pezzo più forte dell’album, ed è forse proprio per questo che la band l’ha scelto anche come title track. Lì gli Zaklonišče prepeva ci svelano di colpo tutta la nostra realtà. In effetti abbiamo capito tutti che la democrazia fa male ai più, mentre a prosperarci è un pugno di quasi-moralisti gerontocratici che hanno la democrazia sempre in bocca per poter depredare il pianeta Terra. Per quelle poche decadi delle loro piccole vite distruggono tutto ciò che è sacro. Tanto moriranno. In un modo o nell’altro. Presto. Una vecchia storia, insomma. Una storia assurda. D’altro canto, gli Zaklonišče prepeva sono sempre passati per i rocker ‘n’ roll damerini e farfalloni, quelli che piacciono alle ragazze. Anche stavolta i »chiacchieroni artistici« descrivono in modo vivido alcuni dolci ricordi di recenti incontri notturni uomo-donna (particolarmente divertenti Široka Milena, Niki je opet tu, Ljubav na poslednji pogled, Rudy Boy).
Ecco qua. Un album compatto, denso nella produzione, dal suono organico e caldo, che è anche il disco meglio definito negli arrangiamenti di tutta la carriera della band. Ed è al tempo stesso la prova di una sana evoluzione del gruppo. Per l’orecchio è un prodotto invasivo il giusto, che mantiene una chiara dominante melodica e in cui, allo stesso tempo, si sente la maturità artistica della band. In futuro c’è da aspettarsi un approfondimento dell’elemento artistico della sensibilità negli arrangiamenti. Visto che gli Zaklonišče prepeva non sono certo una band che negli anni punti a una transizione stilistica della propria carta d’identità musicale, dato che raramente usa “il sesto accordo” nel comporre un brano, quella è una direzione futura più che benvenuta. Verso la sofisticazione e un arrangiamento sonoro stratificato, cosa che »Samo da prođe demokratija« annuncia con successo più che convincente.
Formazione
Vanja Alič – voce
Miha Jerovec – chitarra, cori
Peter Baroš “Irie” – tastiere, sassofono, cori
Mitja Marussig – basso, cori
Uroš Buh – batteria, cori
MUSICISTI OSPITI:
Davor Skočič “Mafia” – batteria nei brani n. 4, 11 e 12
Tomaž Rožanec – fisarmonica nel brano n. 3
Andreja Čamernik – cori nei brani n. 1, 6 e 10
Borja Bolčina – chitarra nel brano n. 3
Damjan Mašera – tromba nei brani n. 5, 11 e 4
Vid Žgajner – trombone nei brani n. 5 e 11
Paul Kempf “DJ Pavo” – organo Hammond nel brano n. 11
Produzione
Rok Podbevšek & Vanja Alič
Tracklist
1. Volim te
2. Niki je opet tu
3. Samo da prođe demokratija (i da opet zaživimo kao ljudi)
4. Još uvek pomislim na tebe
5. Široka Milena
6. Ostani tu, pored mene
7. Ljubav na poslednji pogled
8. Hoču da živim
9. Rudy Boy
10. Hajde, budi se
11. Haile Selassje
12. Kapital-anal d.o.o. (ne grem več na volitve)*
*…traccia extra del disco