20 anni di Sognametal in un’ora e mezza! (2014)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Gustaf, Maribor
Data del concerto: 14.10.2014
Il 3 settembre 2013 Terje »Valfar« Bakken, mastermind dei mitici Windir, avrebbe festeggiato il suo 35° compleanno. Il destino ha voluto che nel gennaio 2004 si mettesse in marcia verso la baita di famiglia in montagna, dove è stato sorpreso da una tempesta di neve. Il suo corpo è stato ritrovato tre giorni dopo e Valfar, a soli 25 anni, si è lasciato alle spalle un’eredità che lo status di culto non deve solo alla sua morte, ma al brillante intreccio di black metal ed elementi folk, ispirato dalla cultura e dalla storia della zona della cittadina norvegese di Sogndal, da cui vengono i Windir. I membri sopravvissuti hanno sciolto i Windir e hanno proseguito il loro cammino nei Vreid, nei Cor Scorpii e nei Mistur. I Windir, insieme ai loro contemporanei Ulcus Molle (i cui membri si sarebbero poi uniti a Valfar, che aveva fondato i Windir come one-man project), hanno fatto nascere la scena Sognametal, che quest’anno compie vent’anni (il primo demo dei Windir, Sogneriket, è uscito nel 1994), mentre i Vreid festeggiano anche i dieci anni di attività. L’occasione perfetta perché la brigata di Sogndal unisse di nuovo le forze e partisse per un tour celebrativo europeo, che ha rappresentato un’occasione unica e probabilmente l’ultima per sentire dal vivo i pezzi dei Windir in una versione il più possibile fedele all’originale.
Come ospiti speciali i ragazzi di Sogndal sono accompagnati in tour dai connazionali Posthum, che in realtà non vengono dalla zona di Sogndal ma dal comune di Nannestad, che sta un po’ più a nord di Oslo. Geografia a parte, i Posthum si sono incastrati alla perfezione nel concept del tour: in tre quarti d’ora hanno sfornato un black metal corretto e solido. Il trio, con un bassista di sessione, ha presentato soprattutto l’album in studio appena uscito, The Black Northern Ritual, costruito sugli standard dei celebri predecessori norvegesi dei Posthum, a cui aggiungono, sulla base del black metal più tipico, elementi più moderni che si potrebbero etichettare in vari modi, tipo »post« o avanguardistici. Questi elementi a volte funzionano, a volte no: verso la fine del set si vedeva già piuttosto chiaramente che al gruppo mancavano varietà e dinamismo nel materiale, e anche le parti malinconiche, cupe e ambient che interrompevano i furiosi assalti black metal suonavano ripetitive e monotone. Si sente che per ora i Posthum restano solo allievi diligenti ma nella media dei maestri Enslaved, ma sono comunque stati un riscaldamento adeguato e per niente male per l’epicità che è seguita.
Sono passati vent’anni dal primo demo dei leggendari Windir, che ancora oggi, nonostante l’oscurità (rispetto ai gruppi black metal norvegesi »più grandi«), conservano una base di fan piccola ma fedele e ardente. Sono passati dieci anni dalla morte del genio dei Windir, Valfar, e dieci dalla nascita dei Vreid e dal loro esordio Kraft. Proprio per questo la »Sogndalbrigade«, guidata dai Vreid, è partita per uno speciale tour Sognametal in cui suona i propri pezzi, quelli della formazione Ulcus/Ulcus Molle, dove i membri di Vreid e Windir hanno militato all’inizio, e infine quelli dei Windir, che dopo la morte di Valfar non si potevano più sentire dal vivo. Gli epici riff dei Windir hanno tuonato per l’ultima volta al concerto d’addio del settembre 2004; da allora la visione del Sognametal nel mondo la portano avanti soprattutto i Vreid e, in misura minore, Cor Scorpii e Mistur. La pelle d’oca è arrivata già durante il soundcheck della band, che si è presentata in formazione Steingrim (batteria; ex-Windir, Vreid), Hvall (basso; ex-Windir, Vreid), Strom (chitarra; ex-Windir, ex-Ulcus, ex-Cor Scorpii, Vreid), Sture (chitarra, voce; ex-Windir, Vreid), Righ (tastiere; ex-Windir, Cor Scorpii) ed Ese (chitarra; ex-Vreid, Slegest), quando hanno macinato in modo superbo l’immortale Arntor, Ein Windir, con cui poi hanno salutato Maribor e fatto capire fin dalle prime note che ci aspettava una serata indimenticabile. Un tocco speciale durante l’esecuzione degli inni dei Windir l’ha dato Vegard Bakken, fratello del defunto Valfar, che si è occupato della furia vocale, anche se la voce gli veniva spesso meno e la band gli ha dato una bella mano. Anche se Vegard sul palco non è stato un fenomeno, la sua presenza ha fatto capire che il tour ha la benedizione del sangue di Valfar, e con il suo aiuto lo spirito di Valfar era presente ancora più forte. Ha brillato al massimo nella prima parte del concerto, quando la band ha tuonato ancora con la mazzata black metal On the Mountain of Goats (dal canto del cigno Likferd), con la ballata d’amore, come ha scherzato Hvall, Dance of Mortal Lust, e con la superba esecuzione dell’epopea The Spiritlord, che con i suoi numerosi intrecci, ascese e cadute, la struttura complessa, i riff indimenticabili e il magico ritornello di voci pulite, che ha fatto correre i brividi lungo tutto il corpo, porta il sigillo immortale della genialità di Valfar.
La seconda parte del concerto è stata all’insegna dei Vreid, che con una superba esecuzione strumentale ci hanno guidati attraverso la loro ormai corposa discografia, dall’assalto black metal purosangue di Helvete dall’esordio Kraft, fino al fantasticamente contagioso The Reap dall’ultimo disco Welcome Farewell. Dal palco sprizzavano di continuo il carisma di Sture, il drumming atomicamente preciso di Steingrim e l’energia di Hvall, e i ragazzi ci hanno poi sorpresi con un vecchio pezzo degli Ulcus Molle dal demo Roles (1996), As We Pass Away. Anche The Profound Power ha dimostrato che pure gli Ulcus erano rappresentanti importanti della scena Sognametal, anche se sono rimasti all’ombra della grandezza dei Windir e oggi dei Vreid. La vera sorpresa è arrivata con un colpo dal demo dei Windir Sogneriket, Krigaren si gravferd, e anche se è durato un’ora e mezza abbondante, volata in un attimo, il concerto è finito troppo presto con l’immortale esperimento di Valfar Journey to the End, che più di dieci anni fa agitava gli spiriti con il suo finale elettronico. Anche se all’inizio i ragazzi si sono concessi un orrendo scivolone, Journey to the End è stata una chiusura magnifica e un omaggio simbolico al »padre« della scena Sognametal. Valfar, Ein Windir!
Setlist
WINDIR/VREID/ULCUS:
1. Byrjing/Arntor, Ein Windir
2. On the Mountain of Goats
3. Dance of Mortal Lust
4. The Spiritlord
5. Helvete
6. The Reap
7. Eldast, utan å gro
8. Speak Goddamnit
9. Under Isen
10. As We Pass Away
11. The Profound Power
12. Krigaren Si Gravferd
13. Svartesmeden og lundamyrstrollet
14. Pitch Black
15. Journey to the End
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