30 Years – Live From the Sunset Strip

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Great White
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2013
Durata: 76:33
Voto: 4/5

I Great White questo album ce l’avevano proprio nel destino. Conosci la storia dei Queensryche? Quella dei Great White è simile. Ci ritroviamo infatti con due Great White. Una la guida Jack Russell, oggi ex voce della band, che si è staccato dalla casa madre in mezzo a rapporti tutt’altro che sani; l’altra ha accolto tra le sue fila il cantante degli XYZ Terry Ilous, con cui l’anno scorso  ha pubblicato l’album »Elation« dimostrando che l’addio di Jack Russell non l’ha mandata fuori strada nemmeno un po’.

L’anno scorso i Great White hanno festeggiato trent’anni di attività: con il primo EP  »Out in the Night« nel 1983 avevano scosso l’opinione pubblica (dietro la console dell’EP c’era il tandem Don Dokken / Michael Wagener), e a fine 1983 sono arrivati il contratto con la EMI Records e, l’anno dopo, l’esordio in studio »Great White«. Anche se gli inizi della band risalgono al 1977, il 1982 è considerato l’anno di nascita, perché è allora che da Dante Fox sono diventati Great White.  

Non c’è niente di più bello, per una band della California del sud che ha sempre coltivato un suo linguaggio fortemente intriso di blues, dentro cui ha inciso senza vergogna l’abito erotico dell’amplesso musicale con la musica dei Led Zeppelin, che festeggiare i suoi (primi) trent’anni nel famigerato club »Sunset Strip« di Los Angeles e cullare nell’ebbrezza rock di una calda notte di sabato le teste surriscaldate che riempiono la sala fino all’ultimo angolino. Ovviamente con il suo repertorio d’acciaio dei più grandi successi. Faccio un rapido riavvolgimento per chi non conosce bene la band. I Great White sono tra le formazioni di maggior successo degli anni Ottanta che l’hard rock americano abbia sfornato.  L’album »…Twice Shy« ha portato loro il doppio disco di platino, e la band ha vinto anche un Grammy nella categoria »miglior performance hard rock« con il brano »Once Bitten, Twice shy«. Insomma, con lo »Squalo Bianco« non è proprio salutare mettersi a sgranocchiare pesciolini insieme.

Ilous è un cantante fantastico. Lo dimostra, in un modo o nell’altro, l’eccellenza sempreverde dei dischi classici della sua band madre, gli XYZ, e al linguaggio dei Great White timbro e approccio gli calzano a pennello. È convincentissimo su tutte le tonalità, soprattutto nei vertiginosi acuti da »strillo« – quel noto approccio frenetico e urlato alla Plant – il che significa che porta con sicurezza le scarpe di Jack Russell.

E i Great White suonano sempre meglio. Maturano come il buon vino d’una volta. Offrono un suono caldo, spogliato, crudo fino all’osso, senza la minima traccia della magniloquenza di produzione dei loro album d’oro. È un vero prurito hard rock organico, che con la sua autenticità fa venire la pelle d’oca dal primo all’ultimo secondo di questo prodotto dal vivo. Naturalmente con in prima fila l’eccezionale carica emotiva della marcata prova vocale di Terry Ilous. Se non prima, la straordinaria versione della ballad »Save Your Love« ti farà cadere definitivamente in ginocchio! Parlando di questa ballad fantastica, è chiaro che sul disco non mancano nemmeno »Face The Day« e »Rock Me« – tre brani, insomma, che negli anni Ottanta hanno portato il nome dei Great White oltre l’Atlantico regalando loro fama internazionale, mentre a chiudere l’album, come da copione, c’è la celebre cover del classico di Ian Hunter del 1975 »Once Bitten, Twice Shy«. Colpisce in particolare la dilatata »Can’t Shaeke It«, che dal vivo funziona come una lontana sorella del classico dei Led Zeeppelin Whole Lotta Love.

Le radici del blues non potrebbero essere messe in mostra meglio che nell’introduzione improvvisata dell’impudente miccia »Mista Bone«. La band sfodera un assalto hard rock straordinario, compatto, ben a fuoco, a piedi uniti: il fondale della sezione ritmica, con la grancassa ben in evidenza, è un muro di cemento armato a prova di proiettile, le chitarre brillano nella flessibilità del rituale dei riff, mentre Ilous capitalizza a pieno sangue le sue brillanti caratteristiche vocali, che molto tempo fa hanno stretto un patto di sangue con il paradigma del blues.

Se sei un fan dei Great White, questo è decisamente il disco per te. Con Jack Russell o senza. Niente paura. Ilous è la soluzione dei nuovi tempi per la band. In questo live non c’è posto per i brani del nuovo album »Elation«, né per il predecessore »Rising«, mentre l’unico brano più recente in scaletta,  »Back To The Rhythm« del 2007, si sposa alla grande sul palco con i classici della band. »30 Years – Live From the Sunset Strip« è il disco che i ragazzi dovevano pubblicare per coprire la voce alla versione dei Great White di Russell. I 30 anni di attività sono un ottimo alibi. E con questo lo »Squalo Bianco« dimostra di essere ben lontano dall’aver consumato il suo smalto.

 

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Formazione

Terry Ilous – voce
Mark Kendall – chitarra
Michael Lardie – chitarra, tastiere
Scott Snyder – basso
Audie Desbrow – batteria

Tracklist

1. Desert Moon
2. Lady Red Light
3. Face The Day
4. House Of Broken Love
5. Save Your Love
6. Mista Bone
7. The Big Goodbye
8. Back To The Rhythm
9. Rock Me
10. Can’t Shake It
11. Once Bitten Twice Shy

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