911

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Artista: Lady's First
Uscita: 2006
Voto: 3/5

“911”, la data d’inizio del tramonto della civiltà occidentale – fine del dominio degli USA, fine della tirannia degli USA sul pianeta Terra? Un concetto che agita da anni gli abitanti della Terra ed è stato usato in parecchie creazioni musicali.

I rocker heavy metal Lady’s First! Il disco d’esordio. Devo subito fare i complimenti per il libretto, bellissimo e dal profumo di nuovo, con contrasti di colore stupendi e motivi coerenti, come se arrivasse dall’etichetta EMI e non dal sudore e dal sangue della band stessa. I Lady’s First sono una di quelle band che con la loro sola presenza dimostrano come il metal stia diventando sempre più popolare sul suolo sloveno. Speriamo solo di essere alla vigilia di un boom sostenuto anche dalle etichette di casa nostra, anche se questi “smanettoni” ventenni delle garage band slovene, tanto talentuosi quanto ignorati uno dopo l’altro, e che per padronanza tecnica raggiungono la maturità dei trentenni della mia generazione, meritano di essere messi a confronto col resto del mondo e non con il pollaio di casa! Spero che sia questo il loro obiettivo.

I Lady’s First si appoggiano all’eredità degli anni Ottanta. I riff sono aperti, l’espressione si piega al senso della costruzione melodica, che è il cuore della band. I ragazzi infilano riff interessanti, intrisi di una splendida combinazione di armonie a terzine, di cui i Thin Lizzy hanno fissato gli standard e gli Iron Maiden hanno alzato l’asticella; nei pezzi non mancano i classici assoli da anni Ottanta – e anche qui si torna agli Iron Maiden. Eppure il tutto non ricorda la band citata. È indicata come influenza in questo caso, e non ci vuole certo molto a capirlo. La ballad d’impatto Way Of The Old, con il tempo nel pre-ritornello (linea di basso/batteria), tira dalle parti di Nothing Else Matters (Metallica). I ragazzi sono tecnicamente preparatissimi e nell’esecuzione sono dannatamente convincenti. I brani scorrono bene, i riff sono espressivi, i passaggi levigati, e i ragazzi mantengono un filo rosso lungo tutto il disco. Le idee sono mature. L’inserimento delle tastiere è di buon gusto e si dà un gran da fare per alzare l’atmosfera dei pezzi e la dinamica del suono. I picchi del disco sono innanzitutto i pezzi più veloci, e il primo è la rabbiosa Lf, come se raccogliesse l’eredità di gruppi come Liege Lord, CJSS, perfino i primi Testament o Fates Warning, insomma la risposta americana al boom della NWOBHM. Il pezzo è una delle composizioni più forti del disco e un vero inno metal, che ha tutte le carte in regola per un posto fisso nelle scaletta dei concerti! Nelle tre ballad d’impatto i ragazzi si avvicinano nei ritornelli agli elementi dell’hard rock melodico, soprattutto grazie alle tastiere. Come composizioni non hanno proprio nulla che non vada. Poi arriva l’ottimo shock/hair rocker High Machine, con il “drive” del galoppare alla W.A.S.P. Nelle armonie vocali del ritornello hanno perfino sfiorato la tradizione AOR. E non è tutto! Riff sleazy e una sparata rock infernale in chiusura d’album con The Game. Dopo di lei c’è la riproposta del brano Nisi ti in versione “unplugged”, che stranamente spacca molto più dell’originale, mentre i “numeri” solistici flamenco rilanciano il pezzo con arguzia.

Il punto debole del disco è una produzione a tratti molto superficiale. Non è il primo album del genere, di giovani band di questo tipo, in Slovenia. Bisogna semplicemente capire che le band hanno forti limiti economici: di solito riescono a malapena a mettere insieme i soldi per un mixer economico, figurarsi pagare uno studio di registrazione e un produttore. Questa è la Slovenia, purtroppo! Così, per esempio, i riff di chitarra stanno impostati troppo indietro, invece di allargare l’immagine spettrale del quadro sonoro e di far agganciare più in profondità la linea di basso e la batteria! La voce, che è perfettamente adatta e giustifica il suo ruolo nella band, ha però un suono oscuro da garage, che starebbe bene nell’old school o nella NWOBHM, ma i Lady’s First l’hanno ormai superato. Porta semplicemente così tanta melodia e pompa che si merita più di un suono da garage! Quindi con una produzione di questo tipo, anche se non ottimale, una band come Metal Steel se la caverebbe molto meglio. Anche le armonie vocali non brillano affatto nei pezzi. Ecco perché proprio Lf spicca in modo particolare: una produzione così si adatta al suo volto più aggressivo meglio che a ogni altro.

I Lady’s First sono metallari melodici a cui piace fare l’occhiolino agli elementi dell’hard rock melodico. Con il giusto approccio nella produzione del suono, le loro melodie potrebbero prendere vita eccome in fatto di bombasticità e atmosfera. Dato che i pezzi sono vari e in questo album ognuno può trovare qualcosa di interessante e accattivante, non sarebbe stato stupido appoggiarsi, nelle ballad d’impatto e in brani come l’iniziale 911, a una produzione da arena alla Def Leppard. Ma per una cosa del genere servono esperienza e soprattutto soldi! Tra l’altro, l’hard rock melodico oggi è in piena espansione. Sempre più giovani band scandinave ne approfittano a dovere, come per esempio Brother Firetribe, Leverage, Platitude. Ci vale la pena pensare, ragazzi. Per il resto, si tratta di un album che è un inizio estremamente promettente per i Lady’s First e merita tutta l’attenzione, soprattutto sul piano della composizione e dell’esecuzione, e i ragazzi dimostrano di poter occupare con successo una nicchia tutta loro sull’orizzonte sloveno. La band ha del potenziale, ha degli assi nella manica: speriamo che sappia incassarli e farli fruttare con successo e crescere.

Formazione

Domen Guzelj – voce
Tomaž Frelih -chitarra, voce di accompagnamento
Miha Oman – chitarra, voce di accompagnamento
Simon Carman – basso
Miha Plesničar – batteria

Produzione

Lady’s First

Tracklist

1. 911
2. Criminal
3. Way of the Old
4. Lady
5. Nisi ti
6. Lf
7. Prazna cesta
8. High Machine
9. The Game
10. Nisi ti (unplugged)

Durata dell’album: 43.40

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