Dream Theater : Scenes From A Memory: Metropolis Part II
Etichetta: Elektra Records
Data di uscita: 26.10.1999
Produzione: Mike Portnoy & John Petrucci
Durata dell’album: 77.06 min
Genere: Progressive Metal
Fin dagli accordi iniziali di Regression, il quinto album in studio Scenes From A Memory del quintetto americano Dream Theater ti trascina in un mondo sorprendente, che solo i campioni del rock progressivo moderno, i veri artefici dei suoi standard, sanno creare.
Scenes from a memory è una vera leccornia per chi ama la musica impegnativa come quella dei Dream Theater, visto che la title track è la tipica sinfonia che nel rock moderno possono scrivere e suonare solo loro. Scenes From A Memory è stato prodotto dal batterista Mike Portnoy e dal chitarrista John Petrucci, che nel 1998, su invito del rappresentante delle chitarre Ibanez, è già stato in Slovenia e con la sua esibizione ha richiamato un bel po’ di fan. “Abbiamo sempre voluto scrivere un concept album,” dice Mike. “Tutti i miei dischi preferiti sono concept: The Wall dei Pink Floyd, Tommy degli Who, Operation Mindcrime dei Queensrÿche; per noi sono tutte influenze fondamentali.” John Petrucci prosegue: “La sfida più grossa è stata scegliere un tema abbastanza interessante da reggere un intero album. Abbiamo seguito il filo di una storia di reincarnazione, che ci permette anche di soddisfare la nostra curiosità, perché è un fenomeno che affascina tutti.”
Il protagonista della storia è Nicholas, tormentato da incubi sulle sue vite passate: una psicoterapia approfondita rivela che è la reincarnazione dell’anima di una giovane, Victoria Page, vissuta all’inizio del XX secolo. Nicholas continua a indagare e scopre la tragica storia del triangolo amoroso di Victoria con due fratelli (i personaggi della canzone “Metropolis Part 1), finita con la morte violenta della ragazza. John spiega che durante la creazione li ha ispirati esplorare tante idee e concetti legati alla reincarnazione, dato che tutte le religioni si interrogano sulla vita dopo la morte. “Una delle mie canzoni preferite del disco è ‘The Spirit Carries On’, con la domanda di fondo: da dove veniamo e dove andiamo. Questo dà al pezzo un vero sapore gospel. Abbiamo usato un coro. È un momento drammatico di svolta per il protagonista, quando scopre che tutti noi andiamo avanti… Beyond This Life è un altro picco, che racconta l’omicidio di Victoria come un servizio di cronaca del 1920.”
Scenes From A Memory è stato scritto e registrato per intero nel collaudato studio Bear Tracks, nello stato di New York, e senza demo, il che dà alla musica e alla creazione una freschezza e una spontaneità nuove. Una ventata d’aria fresca nella band è arrivata anche con il tastierista Jordan Rudess, che Mike e John, dopo le buone esperienze nei due dischi del progetto Liquid Tension Experiment, hanno invitato a entrare stabilmente nei Dream Theater, e che su questo disco ha un ruolo di primo piano. Le tastiere aggiungono una dimensione importante a quella ricchezza dinamica di colori che da più di dieci anni caratterizza il suono unico dei Dream Theater. Il fonico Kevin Shirley, noto per il lavoro con Aerosmith, Billy Squier, Joe Satriani, Journey e The Black Crowes, ha aiutato a caricare l’album di vera potenza rock, impatto e mordente. Spiccano gli arrangiamenti quasi scientificamente precisi dei singoli brani e la maestria fuori dal comune di tutti i membri della band. Il cantante James La Brie dice che la dura vita da rocker dell’ultimo decennio ha avuto un’influenza enorme sulla registrazione e sulla creazione di Scenes From A Memory. In certi pezzi si sentono tantissimo dolore, rabbia, consapevolezza e paura. Nella seconda metà dei brani, però, i ragazzi si curano di questi loro problemi con uno sguardo positivo e allegro sulle difficoltà della gente intorno a loro. Il disco è un unicum nella loro carriera, perché per la prima volta si sono buttati su un impianto concettuale, e contiene brani che oscillano da cose parecchio melodiche a quasi thrash metal. I riff di Petrucci e gli amplificatori spinti fino al fischio, le cortine sismiche di batteria di Mike Portnoy, i suoni scintillanti delle tastiere di Jordan Rudess, il basso virtuoso dell’americano-giapponese John Myung e la voce versatile del cantante James La Brie sono una combinazione unica nel mondo del rock.
Gli stili musicali che ondeggiano lungo Scenes From A Memory, i Dream Theater li hanno inseriti con grande cura nel loro sound. Anche se prevalgono rock e metal duri e affilati, non è un’orgia di chitarre: si mescola nella dose giusta con spruzzate di jazz, di progressive, di musica quasi classica e, in alcuni brani, di lirismo acustico. Il vertice emotivo di Scenes From A Memory è la title track di ventitré minuti. Con le parole del cantante James La Brie possiamo chiudere piano piano questa passeggiata a parole nel disco: “Nel nuovo disco parliamo della consapevolezza della nostra esistenza. Noi esseri umani dobbiamo avvicinarci a noi stessi, capire che cosa è meglio per noi e poi usare queste scoperte nella vita di tutti i giorni.”
autore: Jernej Vene
voto: 9.5 / 10
Tracklist:
Atto 1:
Scene One: Regression (2:06)
Scene Two: Part I. Overture 1928 (3:37)
Scene Two: Part II. Strange Deja Vu (5:12)
Scene Three: Part I. Through My Words (1:02)
Scene Three: Part II. Fatal Tragedy (6:49)
Scene Four: Beyond This Life (11:22)
Scene Five: Through Her Eyes (5:29)
Atto 2:
Scene Six: Home (12:53)
Scene Seven: Part I. The Dance of Eternity (6:13)
“Scene Seven: Part II. One Last Time (3:46)
“Scene Eight: The Spirit Carries On (6:38)
“Scene Nine: Finally Free (11:59)
Formazione:
James LaBrie – voce
John Petrucci – chitarre, cori
Jordan Rudess – tastiere
John Myung – basso
Mike Portnoy – batteria, cori