Rocks
Artista: Aerosmith
Etichetta: Columbia Records
Uscita: 1976
Rocks è senza dubbio la “distillazione” più pura del vero hard rock, quella che consacra definitivamente gli Aerosmith come la più grande band rock americana degli anni Settanta. Un’energia grezza e brutale, che si appoggia pesantemente sulle vecchie frasi blues, in questa nuova veste “volante” ti spinge ad afferrare una birra e a pomiciare con la tua dolce metà fino a perdere i sensi. Insomma, musica che ti trasforma in un’altra persona. Magari di un tipo più marcio, d’accordo; ma cavolo, questo è rock & roll! Tyler e soci lo sanno bene: dall’eruzione iniziale di Back In The Saddle non ti lasciano mai scappare dalle loro losche intenzioni. Almeno finché non crolli, spremuto fino all’ultima goccia, in un angolo della tua cameretta, grato ai ragazzi per ogni attimo di estasi rock, come una timida studentessa che, appena persa l’innocenza, grida bramosa: “ancora”!!
L’album si apre con il pesantissimo capolavoro rock Back In The Saddle, il cui malvagio artefice è il duo Tyler – Perry. I due ragazzi innescano una vera esplosione di ritmi blues rock selvaggi mescolati a una perversa retorica chitarristica che, in stretta sintonia con la sezione ritmica compatta, risulta micidiale. A buttare benzina sul fuoco di tutto questo circo ci pensa di continuo Steven, con i suoi strilli inconfondibili, senza compromessi e graffianti, alzando la temperatura già dalle prime battute. Segue il fluido pezzo funk Last Child, con un subdolo riff di Brad Whitford, senza dubbio una delle migliori canzoni degli Aerosmith, in cui gli elementi funk molto in evidenza vengono salvati da un eccesso di scatenamento dall’assolo boogie rock “bad ass” di Brad. In generale il suo contributo a Rocks pesa di più, il suo modo di suonare suona sicuro e senza problemi regge il confronto con la “segata” solitamente dominante di Perry. Quest’ultimo “restituisce il colpo” con Rats In The Cellar, il cui titolo è anche una specie di risposta buffa a Toys In The Attic, solo che nel pezzo non c’è proprio niente di buffo: è roba velenosa e per questo ancora più pericolosa, condita alla perfezione con l’armonica a bocca di Steven Tyler. Come suona il tutto senza la sua influenza ve lo mostra bene Combination, creatura a solo di Perry, il cui ritmo semplice e tremendamente contagioso continua a rimbombare a lungo nelle tue orecchie, sporche di tutta questa “porcheria”. Certo, è proprio questa sporcizia in un rock & roll così che attira, qualcosa che è difficilissimo descrivere a parole. È la musica a parlare. Il presupposto perché questa “lezione” funzioni sta in un alto livello di energia e in un’esecuzione di qualità, che con l’approccio professionale di Tyler, considerato uno dei migliori del mestiere, sembra quasi scontata.
Con Sick As A Dog si prende il suo momento sull’album, più che meritato, anche Tom Hamilton, che insieme a Bill Wyman è probabilmente uno dei bassisti meno appariscenti, ma proprio per questo, per quanto riguarda la musica “aero”, tanto più indispensabili. La sua linea di basso semplice e leggermente melodica ti invita di continuo a seguire con attenzione lo sviluppo dei fatti e, nella sua modestia, ricorda di continuo quanto sia importante il suo contributo. Una bella dimostrazione dell’efficacia di un’idea semplice e usata con giudizio, che spazza via con facilità ogni “abbellimento” musicale fin troppo presente. Quando Nobody’s Fault mette fine alla melodia, con questa creatura di Whitford arriva il momento “più cupo” dell’album. Un pezzo atipico per gli Aerosmith, ma proprio per questo ancora più interessante, che in tutta la sua “negatività” mostra un nuovo lato musicale e ricorda ancora una volta quanto sia importante per l’immagine del gruppo il sodalizio Tyler – Perry! Il duo con Get The Lead Out riporta tutto alla vecchia forma, che raggiunge il suo apice con Lick And A Promise. L’unico punto debole di questo ottimo album è la del tutto inutile Home Tonight, con cui Tyler (come tenterà ancora molte volte in seguito) cerca senza successo una nuova formula alla Dream On. Spazio sprecato, che però non riesce in alcun modo a rovinare l’impressione più che ottima, per cui oggi Rocks è considerato uno dei migliori album rock di tutti i tempi!
Formazione
Steven Tyler: voce
Joe Perry: chitarra
Brad Whitford: chitarra
Tom Hamilton: basso
Joey Kramer: batteria
Produzione
Jack Douglas
Tracklist
1.Back In The Saddle
2.Last Child
3.Rats In The Cellar
4.Combination
5.Sick As A Dog
6.Nobody’s Fault
7.Get The Lead Out
8.Lick And A Promise
9.Home Tonight
Durata dell’album: 34.31