Satriani sull’Adriatico a colpi di note!
Autore: Jernej Vene
Luogo: Ljetna pozornica (Palco estivo), Opatija, Croazia
Data del concerto: 12.07.2006
Pubblico: 1200 persone
Prezzo del biglietto: 220 kune = 7.425 SIT
Bella gita estiva, non c’è che dire! Il caldo afoso non mi ha fermato, e tra Pivka e Ilirska Bistrica ho pure evitato un pezzo di strada passando per Knežak. Niente camion, niente roulotte da vacanza e, a parte cinque tornanti alla fine, il percorso è davvero piacevole, senza contare il meraviglioso paesaggio della Carniola Interna (non mi dilungo). Ancora qualche minuto e, oltre confine, l’autostrada ti porta a un passo dal Quarnaro (costa 5 kune, una sciocchezza…). Con la stagione in piena, io e il mio amico Tomaž Domicelj ci abbiamo messo mezz’ora buona per trovare un posto libero dove parcheggiare. La passeggiata fino alla Ljetna pozornica (da noi sarebbe il Palco estivo) è stata piacevole. Abbiamo incrociato anche una leggenda del jazz e della musica leggera croata, il celebre trombonista Drago Diklić, seduto con il figlio sulla terrazza dell’hotel Kvarner. Ci ha detto che si sta preparando a un po’ di concerti con l’orchestra. Mmm, l’aria di mare ti prende così tanto che ti verrebbe voglia di sederti e fare due chiacchiere con il signore davanti a un succo o a un caffè (la birra è venuta dopo:-).
Il Palco estivo si trova su un promontorio in mezzo a Opatija ed è un anfiteatro un po’ più largo delle nostre Križanke. Peccato che la zona per il pubblico non sia coperta. Con il meteo siamo stati davvero fortunati.
Erano quasi le nove e io mi sono precipitato al lavoro per procurarvi qualche foto. Adrian Legg mi aveva già convinto a Milano nel 1997, e stavolta era in forma smagliante. Di parole ne ha spese poche, ma quelle che abbiamo sentito erano brillanti e simpatiche. Nella sua mezz’ora sul palco ha mescolato influenze interessanti di folk, country, blues e improvvisazione. Con qualche aiuto elettronico ha dato colore a diversi brani, dimostrando di essere un chitarrista acustico brillante e un innovatore fuori dal comune. Il primo pezzo l’ha suonato cambiando l’accordatura con le meccaniche mentre suonava, e per giunta con una precisione impressionante, che richiede una quantità di esercizio pazzesca.
Satriani l’ho visto questa volta per la quinta volta. Lo ammetto: ogni volta mi sorprende. A quanto pare è come il vino. Quest’anno compirà cinquant’anni, e le cinquantamila note che abbiamo sentito le ha suonate con una facilità che pochi hanno. Sul palco era rilassato, saltellava in giro, si chinava e agitava le braccia (quando aveva tempo, si capisce). Si è rivolto a noi solo dopo il terzo pezzo, in modo cortese e simpatico, perché è fatto così: semplice e senza pensieri. La scaletta l’ha costruita con molta cura: un sacco di vecchi brani e quattro dall’ultimo disco, Super Colossal. Il quartetto è molto affiatato, il suono era da buono a ottimo, forse a tratti disturba un po’ la chitarra ritmica di Galen Henson, un po’ troppo in secondo piano, ma davvero solo a tratti. Esecuzione perfetta, un controllo della chitarra incredibile e il fatto che non abbia cantato nemmeno una nota hanno messo i puntini sulle i all’eccellenza musicale della serata. Personalmente adoro soprattutto le sue code dei brani allungate, quando non sai mai cosa ti aspetta. Alla fine di una di queste sono sfociati nella parte strumentale di With a little help from my friends (originale dei The Beatles, resa celebre soprattutto da Joe Cocker). A me ha entusiasmato Circles, una delle migliori del suo disco della svolta, Surfing with the alien. Se non mi sbaglio, ho sentito solo due note non suonate in modo perfettamente pulito, o che ha suonato troppo piano. Nei pezzi nuovi, molto melodici, ha lasciato un po’ di spazio al batterista e al bassista, che devo elogiare in modo particolare. Dave La Rue è un accompagnatore di valore anche nella squadra di Satriani. La sua carriera comprende collaborazioni con giganti come i Dixie Dregs (la band di Steve Morse), John Petrucci, Vinnie Moore e Derek Sherinian (Planet X, ex Dream Theater, ora con Billy Idol). Prima di attaccare Super Colossal, Satriani si è messo a tracolla la chitarra con l’immagine della copertina di quel disco, l’ha sollevata e ha chiesto se qualcuno conosceva il tipo sulla chitarra. Risate a scroscio, che altro? Poi ha lanciato qualche plettro al pubblico e si è tuffato nel lavoro. Satriani ha un controllo totale della chitarra, a volte mi sembrava che fossero fusi in un unico corpo. Visto che non è alto, ha di conseguenza le dita piuttosto corte. Se guardi Steve Vai, che è come un ragno, verrebbe da dire che per Vai suonare sia parecchio più facile. Eppure Satriani non ha nessun problema: scorre fluido e a velocità vertiginosa sul manico, sommergendoci di raffiche delle più svariate forme sonore e idee. Il pubblico ha addirittura cantato con lui, a suon di aaa aaa aaa eccetera, alcuni dei pezzi più noti. In generale, Crowd chant, dall’ultimo disco, è pensata per interagire con la gente, perché in sostanza è un inno da stadio, perfetto per concerti o partite di calcio. Il locale non era pieno, ma per quasi due ore ci siamo goduti musica suonata con passione e rifinita alla perfezione. Una nota per gli organizzatori: non hanno pensato a un’offerta di ristorazione adeguata, e i rocker accaldati hanno dovuto aspettare troppo a lungo per le bevande rinfrescanti. Il giorno prima, sullo stesso palco, si era esibito il cantante di ballate cieco Jose Feliciano, e le mie fonti mi hanno raccontato che c’era perfino una degustazione gratuita di ottimi vini locali. Al concerto di Satriani, noi ce la siamo solo sognata. Satriani e compagni sul palco si divertivano visibilmente. E questo, insieme a un pubblico soddisfatto, è tutto ciò che serve per un voto altissimo. Se vuoi sentire dell’eccezionale rock chitarristico costruito sul blues, con influenze da tutto il mondo che si fondono magistralmente nel suo linguaggio musicale, devi assolutamente beccarlo a uno dei prossimi concerti. Grazie a tutti voi che avete letto fin qui e sostenete la musica suonata con onestà. Grazie anche agli organizzatori per la buona volontà con cui hanno agevolato il lavoro di noi giornalisti al concerto di Satriani.
Scaletta
1. Flying In A Blue Dream
2. The Extremist
3. Redshift Riders
4. Cool #9
5. A Cool New Way
6. Satch Boogie
7. Super Colossal
8. Just Like Lightnin’
9. Ice 9
10. One Robot’s Dream
11. Ten Words
12. The Mystical Potato Head Groove Thing
13. The Meaning Of Love
14. Made Of Tears
15. Circles
16. Always With Me, Always With You
17. Surfing With The Alien
—dodatek—
18. Crowd Chant
19. Summer Song
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