Per una volta il Bakhus è occupato da rocker e bluesman (2007)
Luogo: Bakhus / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 18.04.2007
Numero di spettatori: 130
Prezzo del biglietto: 0.00€ (era obbligatorio mostrare l’invito)
Aspettando i Blackmore’s Night: una festa per promuovere il concerto che si terrà tre giorni dopo a Križanke. Una festa prima della festa (?), anzi la festa di noi rocker che viviamo ancora nell’illusione che Ritchie Blackmore, prima o poi, in questa vita, suoni ancora qualcosa con i Deep Purple o i Rainbow, e che metta via i suoi collant, il cappello e l’aspetto da vecchio gnomo del bosco, e getti nella stufa di casa i liuti e tutti gli altri attrezzi pastorali che proprio non siamo abituati a vedere tra le sue mani.
Ma lasciamo stare le chiacchiere. Ovviamente la cosa più importante, “oh e soprattutto”, era che ci fosse di nuovo uno di quei ritrovi liberatori tra generazioni: vecchi, giovani, allegri, un po’ meno allegri, e alla fine tutti contenti. Senza invito, però, non si entrava. Un sorso di champagne di benvenuto mi ha bagnato le labbra alla bell’e meglio, poi sono rimasto per lo più a secco, perché il Bakhus è famoso per i prezzi dei drink di origine “poco salutare”.
Ore 22.15! La compagnia punta gli occhi sul palco, dove sale il trio Oni, formato da Marijan Malikovič (chitarra, voce), Jadran Ogrin (basso, voce), entrambi ex Kameleoni, e Nelfi Depangher alla batteria. Un trio di blues rock tutto impatto! Lo show di tre quarti d’ora ha regalato belle sorprese, a cominciare da Eric Clapton, poi i Rolling Stones, e persino i Cream, dove Malikovič ha messo davvero il puntino sulla “i” ai suoi assoli, ottimi, poi c’era la cover ormai d’ordinanza degli ZZ Top (“Tush”), e Purple Rain (Prince, mica la marca di racchette da tennis!!!), dove a sudare parecchio al microfono è stato Jadran Ogrin; i ragazzi hanno chiuso quei tre quarti d’ora niente male con una versione elettrizzante dell’evergreen “Gimme Some Lovin'” di The Spencer Davis Group. Fine dell’esibizione alle 22.55.
Poco prima che gli Oni finissero, nel Bakhus è entrato il leggendario Dragan Bulič, un altro dei protagonisti della serata, di quelli che tengono su la compagnia. Perciò non ha perso tempo a farsi largo tra la folla del piano terra del Bakhus, peraltro bello pieno, ma è sgusciato su per le scale più in fretta che poteva verso la postazione da D.J. che gli era stata promessa. La serata era infatti dedicata al concerto dei Blackmore’s Night, sotto l’egida della promozione M Koncerti. Com’era logico aspettarsi, ne è venuto fuori che i biglietti si vendevano con un bel 10% di sconto sul normale prezzo pieno di botteghino. Ebbene, una delle volenterose venditrici ha potuto constatare che un look seducente e qualche occhiata non bastano a fare vendite, perché la poveretta ha confuso questioni rock elementarissime, che fanno parte della cultura generale di qualsiasi terrestre medio, e ha venduto per sbaglio biglietti per il concerto dell’ex chitarrista dei Dire Straits al posto di quello dell’ex chitarrista dei Deep Purple. La verità a volte fa un male cane, anche in silenzio, e anche se il grosso dell’incendio si è spento da un pezzo, il dolore può durare ancora parecchio!
Il Dr. Bulič (“Dr.” per via degli occhialetti) ha smosso la serata mettendo su classici dei Deep Purple e dei Rainbow! Le 22:25 sono scoccate in un lampo e sul palco è tornato il trio Oni, ma stavolta senza il ruolo di prime donne, perché per i 50 minuti successivi si è unito a loro il leggendario Janez Bončina – Benč. La compagnia ha ripercorso i classici di Benč, e per l’occasione sotto il palco si è raccolta ancora un po’ più di gente. Il terzetto Malikovič-Ogrin-Depangher ha accompagnato con mestiere e routine classici di Benč come Zlata Obala, Ob Šanku, Navali narod na gostilne, Gvendolina, Kadar ognji dogorijo, Mr. Soul, Kanela Blues e ovviamente l’indimenticabile Maji z biseri…. I ragazzi si divertivano, senza mai tirare troppo la corda, restando nei limiti della sana normalità, del fascino da gentiluomini e delle buone maniere. L’impianto, a gusto del capo del Bakhus, tarato su un volume gentile da salotto. Il pubblico seguiva con disciplina i musicisti e a ogni “ubogaj me” di Benč cantava in coro, senza “eccessi” di barcollamenti, appoggi ai muri, rotolamenti per terra,… che a dire il vero stavolta mi sono mancati un po’.
La serata è volata incredibilmente in fretta, anzi miracolosamente in fretta, perché quando i ragazzi hanno smesso di suonare alle 00.15, i presenti si sono dispersi di colpo e il Bakhus si è svuotato in un attimo, e a impedirlo non è bastato nemmeno il raffinato gusto di Bulič nella scelta musicale per il resto della serata.
E domenica 22.04.2007 tocca ai Blackmore’s Night. Vi state già rallegrando? Sarà una bomba! Noi rocker Blackmore l’abbiamo vissuto al Bakhus più che dignitosamente, con gli “occhi ben chiusi” davanti alla cruda verità, e i Blackmore’s Night non ci mancheranno poi così tanto. Però l’uomo in nero avrebbe anche potuto farsi vedere al Bakhus e, insieme a Benč e al resto del “sacro” trio, buttare dentro qualche classico “arpeggio” Purple/Rainbow. Ci saremmo divertiti da matti e non avrebbe fatto male a nessuno, men che meno a Blackmore.
Scaletta
ONI:
1. Laydown Sally
2. Talk To Your Daughter
3. Honkey Tonk Women
4. Badge
5. Tush
6. brano di Chuck Berry (?)
7. Purple Rain
8. Gimme Some Lovin’
JANEZ BONČINA – BENČ & ONI:
1. Mr. Soul
2. Kadar ognji dogorijo
3. Kanela blues
4. Zlata obala
5. Gvendolina
6. Maja z biseri
7. Navali narod na gostilne
8. Ob šanku
FORMAZIONE:
Janez Bončina Benč – voce, chitarra
Marijan Malikovič – chitarra, voce, cori
Jadran Ogrin – basso, voce, cori
Nelfi Depangher – batteria, voce, cori
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