Fiction

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Autore: Rok Klemše

Artista: Dark Tranquillity
Etichetta: Century Media
Uscita: 2007

Sono passati ben diciotto anni dalla nascita dei campioni del sound di Göteborg, eppure i Dark Tranquillity sono ancora in prima linea nel melodic death metal svedese e portano con orgoglio la loro bandiera immacolata che sventola. I Dark Tranquillity vengono citati nello stesso respiro di At The Gates e In Flames come fondatori del melodic death metal, o del metal di Göteborg, se preferite. Gli At The Gates purtroppo dormono ormai con i pesci, gli In Flames hanno abbandonato da un pezzo la strada del vero sound di Göteborg, cadendo nell’imitazione sfrenata delle mode, e i Dark Tranquillity si sono finalmente presi, senza ombra di dubbio, il posto che spetta loro sul trono: scettro in mano e, già che ci siamo, una corona più che meritata calata in testa!

Fiction è soltanto l’ottimo album in studio numero otto della band, che in una carriera lunga diciotto anni per qualcuno è un numero piuttosto esiguo, ma i Dark Tranquillity la qualità la mettono davvero davanti alla quantità. Dal debutto Skydancer (1993) fino al precedente Character (2005) hanno mantenuto un livello qualitativo costantemente alto. Character era il disco che rappresentava il vertice dell’evoluzione della band, ma Fiction conferma che l’evoluzione è praticamente infinita. È vero che Fiction non si allontana da Character tanto quanto facevano le differenze tra i dischi del passato, ma è un mix di tutti i picchi della band da Projector (1999) in poi, condito con un sound nuovo.

Fiction è un disco stracolmo di melodie eccellenti, frequenti parti di tastiera, riffing fulmineo, ritornelli contagiosi e parti elettroniche. È proprio qui che i Dark Tranquillity sono maturati rispetto a Character: Fiction è più pieno sia dal lato sintetico che da quello organico e offre quindi più varietà tra un pezzo e l’altro, che era il punto debole di Character. E sì, questo rende Fiction ancora più perfetto del suo predecessore.

Il disco è un’ambivalenza tra parti heavy/thrash aggressive che ricordano Character e una melodicità e un’orecchiabilità che sanno scrivere solo i Dark Tranquillity. Fiction è un album che ti rapisce con la melodia di chitarre e tastiere e allo stesso tempo ti spinge a fare headbanging su riff devastanti. Stavolta le chitarre sono più veloci e più taglienti, e lead e assoli si insinuano nei pezzi in modo davvero incredibile. Nemmeno batteria e basso restano troppo indietro, anche se il basso purtroppo si perde spesso nei pezzi. Con il forte intreccio tra due chitarre e tastiere non se ne sente poi tanto la mancanza, ma dopo l’ottima linea di basso che apre il disco in Nothing To No One, personalmente mi aspettavo un seguito simile.

Nothing To No One è dunque un opener nello stile di Character, e sulla stessa scia prosegue anche The Lesser Faith – ottimo growl di Stanne, batteria aggressiva con blast beat death metal, tastiere atmosferiche e chitarre thrash con ottimi lead melodici e fill. Terminus (Where Death is Most Alive) ricorda Monochromatic Stains da Damage Done (2002). Segue un’ottima bomba di energia, il pezzo Blind at Heart, con batteria dinamica, armonie alla Dark Tranquillity e di nuovo fantastici giri di chitarra, che Niklas Sundin condisce con un ottimo assolo in cui c’è perfino un pizzico di shredding, cosa non proprio tipica del sound di Göteborg. Il disco si calma con il pezzo mid-tempo malinconico e atmosferico Icipher, che ricorda Haven (2000). Inside the Particle Storm continua con l’atmosfera gotica impostata da Icipher. È proprio in pezzi come questi che emerge tutta la bellezza e l’emotività con cui si presentano i Dark Tranquillity. Il tastierista Martin Brändström stavolta entusiasma con parti più “pianistiche”, che trasformano la musica in un’esperienza ancora più magica. Anche le parti elettroniche new wave curate da Martin trasformano la ruvidezza chitarristica e death metal dei Dark Tranquillity in un’esperienza unica. Se solo gli In Flames avessero imparato qualcosa dai loro padrini. Empty Me inietta di nuovo un po’ di adrenalina e ricorda il sound thrash melodico dei dischi Character/Damage Done. Con Misery’s Crown i Dark Tranquillity tornano al periodo di Projector, soprattutto per il ritorno della voce pulita di Stanne, che non ha fatto altro che migliorare. Focus Shift è stato il primo brano pubblicato del nuovo disco, un ottimo pezzo di melodeath moderno e quindi anche una buona scelta come singolo. In chiusura, in The Mundane and the Magic ci aspetta ancora una sorpresa. Nel finale più lento a Stanne si affianca una cantante, cosa che non succedeva dai tempi di Projector, e crea un bel contrasto con il growl brutale e ruvido.

Con Fiction i Dark Tranquillity sono la prova empirica della teoria evoluzionistica di Darwin. Sopravvivenza del più forte! Dimenticate gli In Flames e i loro esperimenti con nu-metal e techno, dimenticate quel che resta degli At the Gates con i mediocri The Haunted. Qui ci sono i Dark Tranquillity!

Formazione

Mikael Stanne – voce
Martin Henriksson – chitarra
Niklas Sundin – chitarra
Michael Nicklasson – basso
Martin Brändström – elettronica
Anders Jivarp – batteria

Produzione

Tue Madsen e Dark Tranquillity

Tracklist

1. Nothing To No One 04:10
2. The Lesser Faith 04:37
3. Terminus (Where Death Is Most Alive) 04:24
4. Blind At Heart 04:21
5. Icipher 04:39
6. Inside The Particle Storm 05:29
7. Empty Me 04:59
8. Misery�s Crown 04:14
9. Focus Shift 03:36
10. The Mundane And The Magic 05:17

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