Sleepytime Gorilla Museum non hanno bisogno di dormire (2007)

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Luogo: Channel Zero (Metelkova) / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 22.04.2007
Numero di presenze: 100
Prezzo del biglietto: 10.00€

La banda di San Francisco ha dimostrato di non aver bisogno di dormire per sparare un concerto di altissimo livello e pieno di energia. Hanno tenuto in piedi il Channel Zero per più di due ore e hanno ancora avuto fiato per tornare sul palco per il bis. Si vede che si divertono un sacco dal vivo e che il pubblico gli ricarica le batterie.

La serata è iniziata con la band di supporto, i Coma Stereo di Maribor. Una formazione post-rock interessante, che pesca chiaramente da gente come Sigur Ros, Mogwai, Godspeed You Black Emperor e pure The Cure. Il loro primo pezzo era davvero promettente. Si parte piano, con tastiere ambient, poi pian piano entrano le chitarre e viene fuori una melodia ottima e scattante. Purtroppo i pezzi successivi non hanno saputo costruire su un inizio così valido, e sono arrivate canzoni che seguivano tutte un po’ troppo lo stesso schema. Però i ragazzi hanno un buon senso melodico, gli serve solo un po’ più di fantasia e meno ripetizioni.

Quando sono scoccate le undici, nel Channel Zero si è ammassata una bella fetta di gente. Ci è voluto ancora un po’ prima che i Sleepytime Gorilla Museum potessero cominciare, perché dovevano sistemare tutto il casino dei loro innumerevoli strumenti. Particolarmente curiose le varie percussioni e gli strumenti a corde pizzicate, che usano piuttosto spesso.

L’inizio non mi ha entusiasmato granché. Hanno attaccato con un pezzo un po’ troppo scialbo per i miei gusti. Poco dopo sono passati anche al metal, cosa che mi ha disturbato ancora di più. Ma evidentemente il pubblico aspettava proprio quello, perché si è acceso soprattutto nei momenti più selvaggi e metallici. E in fondo il senso è questo, e va bene così. Gli SGM non erano venuti per accontentare me, ma per far contenta la maggior parte della gente possibile. Però anche io ho avuto il mio pane. In mezzo ai passaggi più selvaggi c’erano anche momenti d’avanguardia più interessanti per me, con ritmi complessi e tempi strani. Questo mi è piaciuto molto di più. Mi ha preso soprattutto quando il ruolo da protagonista l’ha avuto la violinista, bravissima. Purtroppo di segmenti così ce n’erano un po’ pochini e c’era decisamente troppo urlo metal dalla gola del cantante e chitarrista. Ma la gente era contenta, e alla gente bisogna dare quello che vuole. Panem et circenses! A livello personale, lo stile vocale della violinista mi è andato più a genio. Anche il cantante comunque va elogiato, perché per tutto il tempo ha comunicato col pubblico in modo simpatico e divertente, e ha raccontato pure qualche aneddoto interessante.

Il concerto mi è sembrato un filo troppo lungo, perché avevo seri problemi di respiro a causa del locale pieno di fumo. Magari anche questo ha influito un po’ sul mio giudizio complessivo. Ma gli SGM vanno davvero lodati, perché per tutto il concerto sono stati energici e carichi di entusiasmo da non credere. Secondo me il pubblico se ne accorge e si contagia di questo buon umore. Sul piano stilistico non è proprio la mia musica, ma c’erano diversi momenti interessanti che hanno fatto valere la serata. Il suono mi è sembrato piuttosto scarso, soprattutto se lo confronto con quello pulitissimo del festival di Albi. Ma quello era un festival con un palco enorme, qui invece era un club con poco spazio, quindi il paragone un po’ non regge.

I Sleepytime Gorilla Museum si meritano senz’altro voti alti per innovazione e originalità della loro musica, mentre mi convincono meno per quanto riguarda le composizioni vere e proprie. Alcune cose si ripetono troppo, altre sembrano non rifinite, e solo di rado mi hanno convinto davvero. È chiaro però che i live a questa band calzano a pennello, perché sanno far alzare il pubblico in piedi e tenercelo.

In chiusura vorrei elogiare anche il posto e Metelkova in generale. Metelkova è l’unico posto dove suonano certe band estremamente interessanti che magari a livello mondiale non sono popolarissime, ma per maestria musicale non sono da meno. Tanto di cappello.

Testo: Rok Podgrajšek

Scaletta

1. The Companions
2. I
3. Helpless Corpses Enactment
4. Angle of Repose
5. FC: The Freedom Club
6. Ambugaton
7. Powerless
8. Phthisis
9. Ossuary
10. Ablutions
11. Sleep is wrong

FORMAZIONE:
– Nils Frykdahl / chitarra, voce
– Matthias Bossi / batteria, percussioni, voce
– Dan Rathbun / basso, cimbalom, voce
– Moe!Staiano /percussioni, chitarra, tromba, voce
– Carla Kihlstedt / violino, percussioni, voce

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