Lady’s First in versione quartetto a Postumia, senza freni ovviamente (2008)
Luogo: Klub glasbe Jazzy / Postojna / Slovenia
Data del concerto: 08.02.2008
Numero di spettatori: 160
Prezzo del biglietto: 0,00€
L’aiutante della “prima dama”. L’apribottiglie di Lady’s? Con un po’ di fantasia, due funzioni perfettamente compatibili. Ah, che chiacchierone! Basti “aiutante” e basta. Stasera meglio non entrare nei dettagli. Lady’s First a Postumia, con la diagnosi di “quartetto”, anche se suona poco carino nei confronti di Aaron, che è fuori gioco (rispetto), si sono guadagnati un ulteriore motivo per cui vanno assolutamente visti dal vivo. Beh, oltre a Lady’s First, di motivi ce n’è ancora parecchi. L’aria piacevole che si respira al Jazzy di Postumia, dove RockLine finora non aveva investito più di tanta energia, a parte l’intervista al leggendario ex “softich” degli Iron Maiden, Paluo Di’Anno l’estate scorsa, gli ha dato per la prima volta in assoluto in carriera l’occasione di coprire un evento musicale in questo club tanto simpatico. Un sacco di gente che saluti col massimo piacere e sei contento di conoscere.
Ho fatto ritardo di proposito e, ovviamente, ne ho fatto ancora troppo poco. Sono piombato dentro verso le 22.30. Nel “backstage” i ragazzi di Lady’s First sono carichissimi e sembrano senza nessuna preoccupazione per il fatto che stasera Buco dovrà vestire i panni di Aaron e passare dalla chitarra al basso. L’atmosfera è divertente, i ragazzi vanno a 100 all’ora. Flešo spiaccica una manciata di gel tra i capelli di Guzi, gli fa un vero copricapo da indiano, mentre i ragazzi si avviano verso il palco!
High Machine apre lo show, come da copione! La gente è tanta, molta più che a fine gennaio alla Kotlovnica di Kamnik, anche se se ne sta prudentemente a due metri di distanza e “sgambetta” diligentemente. Miško si occupa del suono. A un primo ascolto Buco ha studiato la faccenda come si deve: roba da soldatino ligio, non c’è che dire. Il galoppante e fantastico pezzo d’apertura, High Machine di Lady’s First, è stato seguito (scelta interessante!) da una versione metallizzata di I Want To Break Free (Queen), poi dal ferro dei Black Sabbath con Paranoid e più o meno in questo stile è girata la prima parte, come a Kamnik. The Trooper è saltata, ma nella seconda parte del concerto l’ha sostituita Fear Of The Dark, sul cui intro l’instancabile solista Youwda e Buco si sono piazzati l’uno di fronte all’altro, solo che stavolta non c’erano armonie di chitarra. Nonostante questo il suono era pieno e sostanzioso. Forse da qui il problema di Guzi, che a più riprese non si sentiva mentre cantava, visto che stasera la chitarra di Youwda ruggiva e ringhiava dal palco in modo particolarmente forte! Beh, stavolta di chitarra ce n’era una sola. Che almeno quella “suoni” come si deve, no?
I Lady’s First hanno sfornato ovviamente le ottime Criminal e LF (dal materiale originale) e hanno infiammato il pubblico con le cover di Speed (Billy Idol), Hallowed Be Thy Name (Iron Maiden) e Creeping Death (Metallica), con cui hanno chiuso la prima parte. La proposta speciale della prima parte? Il pezzo dei Partibrejkers Kreni prema meni, sul palco con l’ex cantante degli Outsider, Miško. Una bella dedica della band al ragazzo, per ringraziarlo di essersi occupato di ogni dettaglio, perché a Lady’s First quella sera a Postumia non venisse torto nemmeno un capello. I ragazzi sentivano che stavolta l’energia sprigionata dal pubblico di Postumia era incomparabilmente maggiore che, per dire, alla Kotlovnica di Kamnik. Quanto a atmosfera, il concerto è stato su un paio di gradini più in alto. In generale Guzi alla voce era in gran forma, Buco ogni tanto stringeva forte i denti e scuoteva la mano. Il basso resta comunque una bestia dura e spietata, anche se pare che i bassi Yamaha (la marca che il nostro Buco ha usato quella sera) abbiano una presa un po’ più morbida (almeno per le chitarre vale così) rispetto al resto della combriccola dei bassi “di marca”!
La lunga pausa è servita ovviamente a curare le escoriazioni che può provocare il corpo a corpo con l’acciaio pesante. La band riparte con la seconda parte con 911, aggiunge dei suoi The Game e la prima proposta della seconda parte! Dal pubblico salta su Aaron a dare una mano, per sostituire Buco al basso nel pezzo Prazna cesta. Una ballata per cui perfino il medico di Aaron chiuderebbe un occhio, mentre Buco era già sparito dietro le quinte, probabilmente a rinfrescarsi la mano. Ovviamente i ragazzi hanno approfittato del momento per fare un bello scherzo. Buco non c’era verso di tirarlo fuori dal pubblico per fargli riprendere il ruolo di bassista a fine pezzo. Alla fine, certo, ha dovuto farlo. Insomma, tanto di cappello ai ragazzi! Nel gesto di Aaron si nasconde la prova che il quintetto respira davvero l’uno per l’altro. Fear Of The Dark (Iron Maiden) ed Enter Sandman (Metallica) come portata più dura, e cosa è rimasto per i rocker? Sweet Child O’ Mine (Guns N’ Roses), Motori (Divlje Jagode), Walking By Myself (Gary Moore), Born To Be Wild (Steppenwolf),… a rallegrare fino a notte fonda un pubblico (curioso!) piuttosto trattenuto, nelle cui vene, vista la vicinanza del Litorale, avrei pensato scorresse un sangue scaldato di qualche grado in più rispetto, per dire, a quello della gente di Kamnik.
Nonostante l’indebolimento alla posizione del basso e la mancanza di una chitarra, i ragazzi hanno portato a casa il loro concerto a Postumia in tutta sicurezza. È l’esperienza, bellezza! Youwda, stavolta unico chitarrista, ha dribblato i suoi assoli con sicurezza, il basso si sentiva abbastanza da riempire efficacemente lo sfondo. Flešo ha di nuovo fatto girare a dovere il telaio della band con i suoi bombardamenti sulla batteria, Guzi, come detto, di ottimo umore alla voce per tutto il concerto. Non c’è altro da aggiungere. Il pubblico era soddisfatto, l’acciaio di Lady’s First si è di nuovo arroventato di luce sotto i toni nobilmente accordati della band.
La serata, che si è inclinata decisamente verso il mattino presto, l’ho passata ovviamente ancora a bermi una birra e a chiacchierare con i Lady’s First, teste ormai più rilassate, nel backstage. Ai ragazzi non finiscono mai le idee per sparare battute succose. Faccio una fatica boia a salutare, perché mi aspetta ancora una lunga notte di festa a Notranje Gorice. Insomma. Grazie a Lady’s First per una serata fantastica, grazie anche a Miško per l’invito e ovviamente ai capi del Jazzy, che si prendono cura con tanta dedizione di un club così bello a Postumia! Qui torneremo più di una volta. E ad Aaron facciamo gli auguri di una pronta guarigione!
testo e fotografie: Aleš Podbrežnik
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