Nathan & The Zydeco Cha Chas hanno regalato al blues una dimensione nuova! (2008)

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Luogo: Jamski Dvorec, Postumia
Data del concerto: 27.03.2008
Numero di spettatori: 350
Prezzo del biglietto: 13,00€

La quarta stagione del blues festival di Postumia scivola piano piano verso la fase finale, e così, com’è più che comprensibile, sale lentamente verso il punto di ebollizione anche la temperatura delle sempre esaltanti serate live di questa simpatica cittadina. I motivi di questi improvvisi sbalzi termici, nonostante la primavera in arrivo, però non vanno cercati solo nelle metamorfosi atmosferiche. Almeno se parliamo dell’esibizione di giovedì del grande Nathan Williams e dei suoi Zydeco Cha Chas. Il carismatico Nathan, infatti, è tra i più grandi innovatori di una particolare variante del blues che risponde al nome di zydeco. Questo miscuglio di generi, tutto espressività, qui da noi, a sud delle Caravanche, fino a giovedì restava più o meno una sconosciuta. L’enigma musicale creolo è uno specchio fantastico e al tempo stesso sconvolgente della varietà culturale del sud degli USA, che nel suo modo di esprimersi mescola senza vergogna il meglio e il peggio dell’essere umano. Con un unico obiettivo – annunciare il bene.

Nathan & The Zydeco Cha Chas devono semplicemente rientrare nella categoria di quei collettivi musicali la cui appassionata semina di gioia e allegria ogni appassionato di musica dovrebbe assaggiare almeno una volta nella vita, per quanto “conservatore” possa essere nei suoi gusti. Il sistema che i ragazzi di Nathan usano senza timori per fare il solletico, in modo piuttosto insistente, alle zone del corpo più delicate dal punto di vista igienico è una ricetta relativamente semplice: una combinazione di influenze musicali in apparenza inconciliabili, stese in un unico strato in un collage variopinto di prediche dell’anima accese da emozioni impulsive. Insomma, zydeco! E come ho avuto l’onore di farmi spiegare dal mio vecchio amico Peter Pock, questo intruglio musicale sconosciuto alla maggior parte degli sloveni non è affatto innocente come sembra a prima vista. Si tratta infatti di un sottogenere del blues estremamente dinamico, con chiare influenze caraibiche, su cui, in compagnia di un curioso assortimento di tradizionali attrezzi per il bucato, si fa sentire instancabile e spavaldo il buon vecchio accordeon. Ed è proprio lui a dare allo zydeco il suo marchio più forte, una specie di atmosfera da festa che invita di continuo l’ascoltatore a muovere gli arti in modo coordinato.

La compagnia di vecchi gatti di Nathan conosce benissimo i potenziali nascosti del proprio linguaggio musicale. Tranquillissimi, con una bella dose di retorica sicura di sé, e se vogliamo essere un po’ maligni armati di un calcolo piuttosto ingenuo sulla leggerezza emotiva
del consumatore medio di musica sloveno, hanno portato a casa un concerto da voto massimo. Niente inutili cavolate da palco (di quelle, purtroppo, siamo anche troppo abituati con i bluesman moderni): l’unica cosa che conta per Nathan è il buonumore, con cui, grazie all’aiuto determinante dei dribbling burloni della fisarmonica, per due ore piene ha riversato con entusiasmo sulle file serrate del pubblico del castello di Predjama, stracolmo, un’energia insuperabile di sincero entusiasmo per le gioie della vita. Poco bluesy, vero? Se vi frullano in testa dubbi del genere, vi sbagliate di grosso. Il blues resta il cuore del messaggio di Nathan, solo che nel lungo ed emozionante cammino dell’evoluzione del genere, accompagnato da vari esotismi ritmici, dal jazz alla musica tradizionale nera fino, a tratti, perfino al valzer, è mutato in qualcosa di completamente nuovo, unico e fresco. Se a questo aggiungete il fascino di una coreografia non proprio rifinita, che il Nathan di buon umore accennava quasi come un bambino in duetto con Marko, la serata erutta all’istante, senza appello, fino allo status di perfezione.

La serata è passata quindi fin troppo in fretta, e la truppa di Nathan è arrivata, ha visto e ha vinto su tutta la linea. A suo modo, al successo del concerto ha contribuito anche l’eccezionale risposta del pubblico, che a favore di queste prelibatezze live ha evidentemente deciso, finalmente, di mettersi in marcia in massa verso la mecca del blues sloveno. Possiamo solo sperare che sia per sempre. Una prelibatezza musicale unica per gli amanti della musica emozionante e ballabile, anzi, per tutti, anche per chi, pur nutrendo un profondo rispetto per la tradizione, non ha nulla contro la scoperta di cose nuove. Di concerti così, in futuro, non possiamo che augurarcene altri.

Testo e foto: Daniel Pavlica

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