Febbre thrash di marzo: Almost Rage, Crossbreed, Hiram e Inmate al Channel Zero

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Channel Zero (Metelkova) / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 26.03.2008
Presenze: 90
Prezzo del biglietto: 7,00€

È passato un mese dall’ultima serata metal del giovedì al Channel Zero, ed era davvero ora che i suoi muri tornassero a tremare sotto riff di chitarra e ondate d’urto delle sezioni ritmiche. Stavolta Nataša e Matevž hanno fatto felici tutti i thrasher, portando al Channel Zero un poker di ottime band di casa nostra – il thrash metal restituisce il colpo! Dalla costa alla Stiria! I colori del Litorale li hanno portati gli Almost Rage, rinnovati, e la tempesta thrash/death degli Hiram, la bandiera di Velenje l’hanno fatta sventolare con orgoglio gli Inmate, mentre un fantastico thrash tecnico è arrivato da tutti i venti con i Crossbreed.

La tempesta si è scatenata alle nove, quando sul palco sono saliti per primi gli Almost Rage, ovvero gli ex The Fifth Season, cambiati solo nel nome e nel logo. Nome o non nome, gli Almost Rage restano una vera forza thrash devastante della costa. Anche se sono sempre un trio, il numero ridotto di membri non si sente per niente nella qualità della musica. Anzi: Iztok Bajc alla chitarra riesce senza problemi a coprire lo spazio di due chitarre, che nel thrash sono quasi un obbligo, mentre la vera forza degli Almost Rage sta in una sezione ritmica schiacciasassi, formata dalle linee di basso dinamiche e “groovy” di Edi Udovič e dalla batteria scatenata di Igor Marasovič. Oltre a dare il suo contributo efficace al basso, Edi si occupa anche di un’ottima voce thrash, che nelle parti più pulite ricorda il James Hetfield dei tempi giovanili, mentre nei passaggi più ruvidi, in stile “semi-growl”, richiama un po’ un Chuck Billy più brutale. Il thrash metal ispirato da band come Testament, Metallica o Pantera dal vivo funziona particolarmente bene grazie all’ottimo intreccio tra riff di chitarra e linee di basso, e non stupisce che lo spazio sotto il palco si sia riempito in fretta: gli Almost Rage hanno ricevuto in pieno il supporto che si meritano. In una buona mezz’ora il trio del Litorale ha sciorinato qualche pezzo dell’era The Fifth Season, alcuni brani freschissimi targati Almost Rage e, per giunta, una classica dei Pantera suonata alla grande, Drag the Waters. L’indimenticabile debutto degli Almost Rage nella capitale è stato un ottimo riscaldamento per la serata e i primi esercizi di stretching per il collo. E speriamo di poter ascoltare presto le prime registrazioni in studio!

ALMOST RAGE:
1. A Denied Dream
2. Circle Of Life
3. Total Madness
4. Immortal Thoughts
5. Drag The Waters
6. Scars
7. Desert

Il tempo per una pausa è stato giusto quello di rifornirsi di birra, perché sul palco c’erano già i Crossbreed rinnovati. Il gruppo è finalmente riuscito a trovare un cantante tanto meritato e atteso, con cui sta già macinando chilometri di concerti. Sulla parte strumentale dei Crossbreed è quasi inutile sprecare parole: la loro perfezione tecnica è ormai proverbiale, con in primo piano i riff assassini e gli assoli da lasciare senza fiato del duo Gregor Kamenšek/Nejc Zupan, e la sezione ritmica non è certo da meno, con il basso pieno di groove di Simon Kampuš e la batteria di Boštjan. Lo ripeto ancora una volta: Grega è un pazzo della chitarra e l’autore, probabilmente, delle linee di chitarra più virtuose e folli che abbiamo da noi! Una squadra sempre più affiatata fa sì che ogni nuovo concerto sia meglio del precedente, e il progresso più grande dall’ultima volta che ho visto i Crossbreed l’ha fatto senza dubbio l’ultimo arrivato in casa Crossbreed, Klemen Kalin – Buco. Vocalmente ha trovato lo stile giusto, che ai Crossbreed calza a pennello; la tensione di un tempo non c’è più e ormai canta in quasi tutti i pezzi. I brani prima strumentali, con la voce thrash cruda di Buco e i suoi scream acuti, acquistano un volto completamente nuovo, e suona fantastica anche la fresca Images. Naturalmente nemmeno stavolta è mancato l’immancabile tris di cover – Painkiller, Alison Hell e Curse the Gods, dove il ruolo di cantante lo prende alla grande Simon. Anche se tutte e tre le cover suonano ogni volta fantastiche e fanno sempre scatenare il pubblico, forse sarebbe già ora di una nuova sorpresa, di cui i Crossbreed sono più che capaci, e non mi opporrei affatto a una sostituzione graduale delle cover con pezzi originali devastanti. Dopo la conclusiva Manipulated, che per me è uno dei momenti più luminosi del metal sloveno, è arrivato naturalmente anche il bis chiesto a gran voce dal pubblico. Ave Crossbreed!

CROSSBREED:
1. Gra Gra 2
2. Removed
3. Painkiller
4. The 5 of Life
5. Images
6. Alison Hell
7. Demon’s Seed
8. Curse the Gods
9. Manipulated

Giovedì però non sono stati solo gli Almost Rage a dimostrare che sulla costa si sta risvegliando una scena metal potente: al terzo posto sono saliti sul palco gli Hiram di Capodistria. Gli Hiram hanno portato suoni un po’ più brutali, con un sound intrappolato nel thrash con spruzzate di death metal. Di queste ultime si occupano soprattutto i growl aggressivi e ruvidi di Jan, che insieme alle parti cantate in modo più pulito si fondono in un insieme dinamico e vario. Dal vivo li hanno completati in modo eccellente le linee del duo di chitarre Damir/Savo, a cui non mancano mai idee buone e fresche: gli Hiram sono pieni di passaggi dinamici, ottimi riff death/thrash e assoli melodici che ogni tanto richiamano le influenze della scuola death metal svedese. Per giunta, ogni tanto spuntano anche delle terze, come ad esempio nella killer Prvi brat. A sostenere gli Hiram sono arrivate parecchie persone dal Litorale, che sotto il palco headbangavano con fervore, e agli Hiram è riuscito alla grande di infiammare un Channel Zero bello pieno. Dal vivo i ragazzi del Litorale sono maledettamente scatenati, tanto che il collo parte da solo a muoversi sui colpi della doppia cassa. Merita un plauso il fatto che i testi siano in sloveno: gli Hiram sono la prova vivente che anche la nostra cara lingua madre può funzionare nel metal in modo intenso e melodioso. Hiram, aspettiamo il disco.

HIRAM:
1. V.D.K.
2. Prvi brat
3. Davidova prisega
4. Anon
5. Vdihni zver
6. Crni
7. Potnik
8. Generacija V.
9. Hidra II.
10. 23

Ultimi a salire sul palco sono stati gli Inmate di Velenje. I ragazzi hanno avuto con la ricerca di un cantante quasi tanti problemi quanto i Crossbreed, ma a febbraio 2006 li hanno risolti con l’arrivo di Miha Oblišar nella band. La scorsa estate al suo posto dietro il microfono è subentrato Matjaž Parfant e gli Inmate hanno iniziato un’inarrestabile marcia sui palchi sloveni, che li ha portati anche al Channel Zero. Gli Inmate hanno sparato un set lungo un’ora buona di thrash metal eccezionale, innestato con influenze della scuola svedese. Matjaž si è inserito nella band alla grande e con lui gli Inmate suonano meglio che mai, perché possono vantare un cantante potente, con una voce articolata e versatile, che nelle parti pulite ricorda James Hetfield, ma anche i growl gli vengono altrettanto bene. La comunicazione con il pubblico è mancata un po’, ma al suo posto ha parlato la sezione ritmica devastante e un altro spettacolare duo di chitarre della serata. Andrej Bezjak e Aleš Kroflič, che si è unito ai ragazzi solo l’anno scorso, si completano in modo straordinario e si passano per gioco assoli e parti melodiche. Non vale la pena citare i singoli pezzi, perché uno è meglio dell’altro, ma comunque mi è rimasta particolarmente in testa l’ottima Fire, Walk With Me (titolo preso in prestito dal film di Twin Peaks?). Gli Inmate sono stati una chiusura fantastica per una serata incredibile e abbiamo davanti a noi sicuramente una delle band più energiche e migliori del paese. I ragazzi stanno registrando il primo album e spero che lo finiscano in fretta, perché le mie orecchie aspettano già con impazienza gli Inmate catturati su disco, anche solo per ascoltarli nella cameretta di casa.

INMATE:
1. Lost in Words
2. Inexorable Path
3. Stength&Honor
4. Inner Fear
5. Just For Today
6. Burn Down Blaze
7. Fire, Walk With Me
8. WithoutWarning

Lo scorso giovedì è stata probabilmente, sia dal lato delle band che da quello del pubblico, una delle migliori serate metal al Channel Zero (e di sicuro la migliore tra quelle a cui ho assistito io). Gli organizzatori hanno messo insieme un cast fantastico di gruppi che fanno parte del meglio di una scena metal slovena già di per sé ottima. Tutte e quattro le band hanno fatto un lavoro eccellente, e un po’ più di pubblico del solito ha creato la vera atmosfera thrash. Che serate così al Channel si ripetano il più spesso possibile!

Foto: Aleš Podbrežnik
Testo: Rok Klemše

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