Il mago John Lawton incanta il Jazzy di Postojna! (2008)
Luogo: Klub Jazzy, Postojna
Data del concerto: 19.04.2008
Spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 10 €
Guardare i Mary Rose completamente staccati dal mondo, nel loro elemento, resta quel piacere assoluto per cui in passato valeva sempre la pena mandare giù anche il lato negativo della scaletta poco flessibile. Quando c’è di mezzo John Lawton, questa ruota ormai proverbialmente attorno al noto ordine dei classici degli Uriah Heep, adattati a dovere alla sensibilità e al modo di esprimersi della band di Postojna. Il viaggio di un’ora buona attraverso il repertorio imparato a memoria è quindi volato via in un lampo, sicuro e senza grosse sorprese. Non è difficile immaginare, allora, l’entusiasmo che oltre ai motivi arcinoti hanno raccolto la fresca I’m Alive e soprattutto una Tush! eseguita in modo vocalmente brillante. Ai vecchi classici degli ZZ Top, poi, John si è buttato con un entusiasmo tutto particolare. A rispettabilissimi sessantatré anni, nonostante i sintomi sempre più evidenti di “emoismo”, la sua voce irradia ancora quella tipica grinta bluesy che regala a brani come Hanging Tree e Reach Out una ruvidezza insuperabile. E quando per John era davvero troppo, è accorso subito in aiuto il fantastico Žak. Free’n’ Easy ed Easy Livin’ sono così finite più o meno nelle mani del fantastico fiumano, la cui estensione vocale sovrumana ha portato a nuove vette due pezzi già carichi di energia di loro.
Per quanto Stealin’ e Wizard siano sempre ben accolte, come in tutti gli incontri finora con John Lawton sono Lady In Black e Free Me a restare l’elemento essenziale del fascino delle visite di John a sud delle Alpi: oltre al “singalong” obbligato, gettano sempre un ponte di gioia e di intesa generale sulla folla in delirio. E ovviamente c’è anche l’immancabile Gypsy, con Davor Kastelec nel ruolo di protagonista. La leggerezza con cui il maestro si tuffa nei tasti bianchi e neri resta un piacere per gli occhi e un balsamo per le orecchie. Il poliedrico Davor ha entusiasmato ancora una volta, soprattutto con l’interpretazione solista fuori di testa del “sempreverde zingaresco”, dove a farla da padroni sono tornati i motivi di Beethoven, Dvořák e stavolta, per cambiare, perfino di Rachmaninov. L’occasione unica di vedere il maestro all’opera è stata purtroppo probabilmente anche l’ultima, almeno nell’ambito dei Mary Rose. Senza dubbio si tratta di una tappa importante nel percorso musicale della band, per la quale immortalare l’esibizione di sabato diventa praticamente una necessità.
John Lawton è dunque riuscito ancora una volta a creare quell’atmosfera tipica della vecchia scuola rock, che sui nostri palchi, Mary Rose a parte, si incontra di rado. Direi quasi con la mano sinistra, in puro stile routine. Se ci aggiungiamo la contagiosa intimità del Jazzy, sabato sera siamo stati sicuramente testimoni di un altro incontro commovente con una delle poche icone del rock & roll ancora in attività e, cosa più dolce di tutte, con i piedi ben piantati per terra! Un’esibizione entusiasmante, piena di comunicazione vivace e di hard rock sparato dritto in faccia! E la montagna di dialoghi pieni di humor che abbiamo scambiato con i protagonisti della serata nel backstage, dopo il concerto, in totale relax e con un bicchiere del whisky preferito di “Johnny”, ha aggiunto alla serata il marchio dell’indimenticabile!
2.Take You High
3.Stealin’
4.Reach Out
5.Wizard
6.Lady In Black
7.Easy Livin’
8.Free Me
9.Free’n’ easy
10.Gypsy
11.I’m Alive
12.Tush
Testo: Daniel Pavlica
Foto: Špela Macuh
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