Gli Indexi ai Križanke a rivivere i ricordi con sve ove godine (2008)
Luogo: Križanke / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 08.05.2008
Numero di spettatori: 2000
Prezzo del biglietto: 17,00€
Le reunion di band leggendarie sono ormai all’ordine del giorno. Negli ultimi anni ci hanno “entusiasmato” The Police, Genesis e altri nomi del pop. Ora queste rimpatriate di famiglia sono sbarcate anche nell’ex Jugoslavia, dove dopo tanto tempo si sono rimessi insieme i Time, i Leb i Sol e ora anche gli Indexi. Gli Indexi li avevamo già visti a Lubiana dopo la reunion l’anno scorso, quando avevano suonato al Cankarjev dom. Stavolta hanno fatto tappa ai Križanke.
Per me il concerto degli Indexi era il secondo concerto ex-Jugo in due giorni. Dopo il gruppo bosniaco Zabranjeno Pušenje (report QUI) ci sono venuti a trovare altri sarajevesi.
Dei membri originali è rimasto solo Fadil Redžić, e nemmeno lui ha suonato in tutti gli album della band (manca in Kameni Cvijetovi). Sotto certi aspetti si potrebbe quindi dire che non fossero nemmeno gli Indexi, ma una tribute band. C’erano comunque ancora alcuni membri storici come Ranko Rihtman (che ha collaborato anche con Bijelo Dugme e con tanti altri artisti jugoslavi), Nenad Jurin, Miroslav Šaranovič e così via, ma anche loro erano più che altro comparse, visto che non hanno suonato granché. Non fraintendermi, i musicisti erano tutti eccezionali. Tecnicamente l’esecuzione è incredibile, solo che manca quella sensazione autentica dell’originale. Il chitarrista in particolare era fenomenale, ma per me Slobodan A. Kovačević era l’incarnazione della bellezza nel suonare la chitarra, e il collega più giovane non poteva replicare quella qualità. Come già al Cankarjev dom, anche stavolta si è presentato un gran numero di cantanti pop, uomini e donne.
Il concerto è partito con la splendida Plima, cantata da Željko Bebek. Subito un primo picco, in apertura. Poi lo show è scivolato in una “festa da schlager”, soprattutto quando Sašo Lošić, Đuro, Hari Mata Hari e Nuša Derenda hanno fatto la loro parte. Più tardi almeno Hari Mata Hari si è riscattato con un’ottima Bacila je sve niz rijeku. Durante la serata abbiamo assistito anche al recital di due autori di testi, che hanno messo il loro talento poetico al servizio degli Indexi. Dopo la lettura delle poesie di Maja Perfiljeva è salito sul palco, quasi rotolando, anche Benč, che a modo suo ha contribuito ad alzare l’atmosfera. Più tardi c’è stato un altro bel momento, quando sul palco Aki Rahimovski, Dado Topić e Tifa hanno cantato Pjesmu za Davora. Dopo un paio d’ore buone gli Indexi con gli amici hanno cominciato a salutare, ma gli era rimasta ancora tanta energia che sono tornati sul palco tutti insieme per due volte, suonando due pezzi già sentiti (Svijet u kojem živim e Ti si mi bila u svemu naj naj).
Dal punto di vista dell’esecuzione il concerto è stato eccezionale. Difficile trovare da ridire su qualche difetto tecnico, sia per quanto riguarda il suono sia per la tecnica strumentale. Tutto era a un livello altissimo – il chitarrista era meraviglioso, le tastiere di solito erano in due, al basso si alternavano padre e figlio Redžić (una volta anche Topić), e anche la batteria era di grande qualità. Ci hanno messo del loro anche le coriste e Benč, che durante la sua esibizione strimpellava pure la chitarra acustica.
Tra i cantanti metterei in risalto Željko Bebek e Massimo Savić, che mi sembrano i più adatti alla musica di una band come gli Indexi. Dado Topić ha una voce un po’ troppo rock per hit di questo tipo, ha bisogno di qualcosa di più selvaggio per esprimersi, però mi ha impressionato parecchio nell’esecuzione di Snijeg pade…, dove ha sostituito bene Halid Beršlić, che al Cankarjev dom aveva cantato la sevdalinka. Si è comportata bene anche la cantante macedone Kaliopi, che ha incantato il pubblico con Budi kao more. Gli altri cantanti sono tutti tecnicamente ottimi, ma per gli Indexi non sono il massimo. Il meno adatto di tutti è Sašo Lošić, che però chissà perché ci infilano sempre in mezzo. Anche Hari Mata Hari mi ha conquistato con la voce, ma, come ho già detto, non si fonde al meglio con la musica degli Indexi. Siccome si trattava di date in Slovenia, dovevamo avere anche noi i nostri rappresentanti. Predin ovviamente doveva cantare qualcosa, visto che conduceva la serata. Oltre a lui, gli Indexi hanno deciso di mettere tra gli ospiti anche Nuša Derenda, che, a essere sinceri, è davvero una delle nostre migliori cantanti pop. L’elenco completo di cantanti era questo: Željko Bebek, Zoran Predin, Sašo Lošić, Branko Đurić, Boris Novković, Hari Mata Hari, Kaliopi, Janez Bončina, Nuša Derenda, Tifa, Aki Rahimovski, Dado Topić e Massimo Savić. Per quanto si siano impegnati, sostituire l’unico Davorin Popović è impossibile. Era lui la voce degli Indexi, uno e uno solo, e secondo me sarebbe ora che gli altri membri ancora in vita lasciassero in pace la leggenda di Popović e Slobodan A. Kovačević, senza offuscarne il ricordo.
Se confronto il concerto con quello di Zabranjeno Pušenje del giorno prima, le differenze sono evidenti. Con Zabranjeno Pušenje l’atmosfera era molto più rilassata, era una vera festa. Con gli Indexi invece sembrava di assistere a un grande evento, che sul palco hanno cercato di rendere ancora più grande. Volevano fare uno spettacolo, che proprio per questa voglia è venuto fuori poco riuscito. Se si fossero concentrati solo sulla musica sarebbe andata molto meglio. Avrei preferito un solo cantante, piuttosto che vedere salire sul palco per quasi ogni pezzo un cantante o una cantante diversi, per di più tutte star.
Secondo me i Križanke sono una location più adatta a un concerto come quello organizzato dagli Indexi. Il tempo quasi estivo, con una leggera brezza a rinfrescarci, ha creato un’atmosfera davvero piacevole per vere avventure musicali estive.
Forse davvero non abbiamo visto gli Indexi di trent’anni fa e forse davvero non hanno suonato quello che avrei voluto sentire io, ma la serata è comunque riuscita. È stata organizzata in modo molto professionale, tutto è filato via con grande efficienza. Purtroppo la musica non era proprio in primo piano: era prima di tutto uno spettacolo, il cui scopo era attirare il maggior numero possibile di spettatori. Nonostante tutte le pecche, sono convinto che la maggior parte del pubblico abbia avuto quello che cercava e sia uscita soddisfatta dal concerto, con il cuore pieno di melodie nostalgiche.
Testo: Rok Podgrajšek
Foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta
1. Plima
2. Pozdravi Sonju
3. Žute dunje
4. U jednim plavim očima
5. Ispili smo zlatni pehar
6. Predaj se srce
7. Budi kao more
8. Recital
9. Jutro će promijeniti sve
10. Negdje na kraju u zatišju
11. Sve ove godine
12. Pjesma o Davoru
13. Snijeg pade, na behar na voće
14. Ti si mi bila u svemu naj naj…
15. Sanjam
16. Balada
17. Bacila je sve niz rijeku
18. Svijet u kojem živim
19. Da sam ja netko
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