Vesna e Negura Bunget
Luogo: Orto Bar/Lubiana/Slovenia
Data del concerto: 12.10.2008
Spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 13/16 €
Lunedì 13 ottobre una nera marea di metallari dai capelli lunghi si è di nuovo radunata davanti all’Orto Bar di Lubiana, onorando con la propria presenza l’arrivo di due band senza dio, Vesna e Negura Bunget. Entrambe rientrano nel cosiddetto Pagan metal, che attinge la sua forza dalla natura e dall’eredità degli antenati, quindi non ci stupisce vedere sul palco strumenti particolari come un violino o un corno di 4 metri che sembra uscito dalla pubblicità di una caramella.
Ad aprire sono stati i cechi Vesna, che molti conoscono dai tempi in cui suonavano come Adultery. Col cambio di nome si sentono anche piccoli spostamenti nella loro musica, perché hanno deciso di dedicarsi di più al folklore e alle sue melodie, rinforzate solo dallo stile di suonare metal. In un set di una buona mezz’ora i Vesna sono riusciti a scaldare a dovere i tenebrosi infreddoliti sotto il palco. Nonostante qualche piccola grana, come il cambio di batterista poco prima del tour, si sono beccati un bell’applauso e hanno dimostrato di saper scegliere melodie che ti entrano subito in testa. Lo stesso non si può dire dell’esecuzione tecnica, che non è stata precisa al 100%, ma se pensi alle condizioni in cui il batterista è partito per il tour, i Vesna hanno suonato più che alla grande. La loro esibizione è stata segnata da un lontano legame slavo e dalla mistica dei primi canti slavi. Va detto che tutti i testi sono scritti nell’antico dialetto moravo, che almeno a livello linguistico ci è più vicino dell’inglese. Se a una lingua antica aggiungi violino e percussioni insolite, l’effetto è un applauso fragoroso e il pubblico che incita la band. Da prima band in scaletta, i Vesna hanno spinto a dovere il pubblico a partecipare e ad aspettare le star della serata, proprio i Negura Bunget.
Se già durante il set dei Vesna si sentiva qualcosa di antico nella loro musica, con i Negura Bunget di quei suoni ce n’era incomparabilmente di più. Già dalle prime note i ragazzi hanno dimostrato di essere veri maestri degli strumenti e della tecnica. La loro esibizione coerente e carica di energia è stata segnata da un’atmosfera cupa, che può ispirare davvero solo la storia oscura e di culto della Romania, da cui pescano le idee per la loro musica. Il livello d’atmosfera era intenso come in certe formazioni Post Rock, note per i lunghi inserti malinconici. Dei rumeni si potrebbe quindi dire facilmente che suonano Post metal, anche se molti li infilano nella scena Progressive Black metal, cosa che alla fine si meritano più che a pieno titolo. Dal punto di vista strumentale hanno suonato quasi senza errori; l’unica cosa che a tratti ha reso loro la vita difficile è stato il palco troppo piccolo, tanto che per il loro enorme corno hanno avuto bisogno dell’aiuto del pubblico, che lo teneva sollevato in aria. Incredibile come siano riusciti a tenere il pubblico incollato per tutto il concerto nonostante la loro musica sia un po’ più ostica da ascoltare, perché non ha inserti melodici che ti accarezzano le orecchie. Anzi, la musica dei Negura Bunget è molto complicata e per goderne davvero richiede concentrazione costante e attenzione, perché nasconde un sacco di sfumature che si perdono facilmente. In chiusura posso solo ribadire l’incredibile fusione di atmosfera e freddezza del Black metal che i Negura Bunget sanno evocare dal vivo.
Se per caso stavolta ti sei perso il concerto, puoi solo rammaricartene, perché coi metallari non si sa mai quando una band si scioglie:)
foto: Rok Podgrajšek
testo: Matevž Ftičar
Galleria fotografica













