10 Days of Fire a Šentvid pri Stični: la seconda giornata (2009)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: ippodromo / Šentvid pri Stični / Slovenia
Data del concerto: 09.05.2009
Spettatori: 2000
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)

Ed ecco che è arrivata la seconda giornata dell’edizione del giubileo, la decima di fila del festival motociclistico all’ippodromo di Šentvid pri Stični (per chi è in lite con la geografia: è bella vicina a Ivančna Gorica), sotto la regia del moto club MK Fire Group. Anno dopo anno l’evento guadagna in peso e in grandezza. Se l’anno scorso a portare i colori del primo headliner del festival erano stati gli evergreen nostalgici dello yugo-rock Riblja Čorba, quest’anno il testimone è passato ai leggendari punk britannici Anti Nowhere League. Era la seconda giornata del festival. Per impegni vari siamo stati costretti a saltare gli Eksodus, leggendari punk di Zagabria che hanno scaldato il palco per primi, ma non ci siamo persi per niente al mondo il set dei Lene kosti, reduci che tornano sulla scena metal slovena e che si sono rivelati un riscaldamento più che azzeccato prima dei leggendari punk britannici.

Tra i concerti fatti dopo l’ottobre 2008 e la reunion della band, i Lene kosti un palco così grande come quello che li ha aspettati a questo festival non l’avevano ancora mai calpestato. Ma questo show era interessante anche per altri due motivi. È stato l’ultimo con un membro originale della formazione, il batterista Igor Kremenšek, e il primo con il nuovo bassista Gregor Brenk.

LENE KOSTI (testo: Aleš Podbrežnik):

I Lene kosti hanno iniziato la loro invasione del festival poco prima delle dieci di sera. Come ci si aspettava, hanno assaltato il palco con un pezzo dal riff semplice, ma quello giusto e con la scossa di terremoto che ci voleva, I Got The. Già all’attacco la band ha trovato un impianto audio davvero ottimo, e lo si è sentito soprattutto sull’effetto “echo” bello marcato che accompagnava la voce di Krušič.

Nonostante la maggior parte della gente continuasse a poltrire sotto il palco con le ragazze dello strip, o a rinfrescarsi le teste con corroboranti intrugli alcolici sotto il tendone, la prima fila si è riempita presto, mentre il resto dei curiosi all’inizio seguiva la band da una distanza un po’ più grande e prudente. I Lene kosti non se la sono presa comoda: dal primo istante sono partiti e si sono lanciati in un galoppo energetico da invidia, da cui in tre quarti d’ora i ragazzi non hanno mollato di un centimetro. Gli “eroi” biker, rocker, metallari e tutta l’altra “ribelle” teppaglia che eravamo sotto il palco a guardarli se li sono conquistati soprattutto con l’esecuzione del classico di Joan Baez Diamonds And Rust, che oggi i più probabilmente conoscono benissimo grazie alla prima cover ufficiale, quella che già nella prima metà dei Settanta hanno firmato gli autori della Bibbia del metal moderno, i Judas Priest. Nonostante un Re minore di troppo verso la metà del pezzo e qualche peripezia sonora iniziale, i Lene kosti hanno tirato fuori il classico in maniera magistrale, grazie al canto davvero appassionato di Milan Krušič, che col suo approccio ha messo nel pezzo quello che ogni band vorrebbe quando si butta su una cover: ci ha versato dentro un pezzo dei Lene kosti. Cantato ottimo, direi unico, che in questo ha dato al brano un vero vestito “Lazy bones”. Spero che i Lene kosti tengano il pezzo in scaletta anche nei prossimi live.

Seguono la rovinosa Iron Dragon e la scatenata Warrior, poi sotto il palco si alza di nuovo un po’ di casino quando la band annuncia Russian Girl. Alla mia sinistra si sente un commento: “Questa è la loro canzone più famosa!” di un tizio che si era fatto largo fino alla transenna. Purtroppo, dopo l’intro di chitarra di Marco, dietro il palco c’è stata una bella “scorreggiata” fortissima, perché a certi biker evidentemente non va giù che la musica possa rubare l’attenzione al loro “smanettare” con i motori: la conferma di quanto siano ottusi e di quanto manchino di rispetto a chi suona, e a tutti noi che il concerto lo volevamo davvero sentire. Così, per il rumore dei motori in sottofondo, i Lene kosti in Russian Girl all’inizio si sono un po’ persi, perché hanno attaccato il pezzo in contrattempo, ma l’impaccio è stato risolto in un attimo. Il quintetto ha ingranato un galoppo eccellente e una presa implacabile di succoso flusso energetico boogie metal, comandato dall’infervorato Krušič con una guida autorevole della band e un’ottima comunicazione col pubblico. La band ha portato il suo show fino in fondo con Do Or Die, dopo aver tirato il pezzo per le lunghe nel finale con un inserto parodistico di Johnny B. Goode di Chuck Berry, dettando il ritmo: “Bye, bye, bye…”.

Passare un po’ di tempo con la band tornata in vita, del cui show ci aspettiamo già il prossimo, il 18.05.2009 all’Orto Bar di Lubiana, dove presenterà anche il nuovo batterista, per ora ancora membro non ufficiale della formazione, Miha Nedoh (Forgotten Eden), valeva il “peccato” (la visita)! Ha mostrato una formazione di nuovo molto impegnata e carica. Manca loro solo del nuovo materiale proprio, con cui potrebbero allungare i concerti, e speriamo che arrivi presto. I ragazzi picchiano duro. Il riffing di chitarra è velenoso, Brenk ha superato con grande successo il suo battesimo del fuoco, e Krušič già con lo “scream” iniziale di I Got The ha fatto capire che il fiato non gli è mica finito, e che anche oggi sul palco sa e riesce a tirare fuori un urlo alto ed esplosivo, direttamente dal fondo delle sue palle.

ANTI NOWHERE LEAGUE (testo: Lea Lesar): 

Quando il 2 febbraio 1979, per un’overdose di eroina, finì la vita del famigerato bassista dei Sex Pistols Simon John Ritchie, meglio noto come Sid Vicious, sembrò che con lui se ne fosse andato uno dei membri più leggendari e chiacchierati delle band punk britanniche. Blitz, The Exploited, One Way System, Anti-Nowhere League, Abrasive Wheels, English Dogs, Peter & the Test Tube Babies, Chaos UK, Partisans, Outcasts, UK Subs, The Clash non hanno mai riempito i giornali, né prima né dopo, come all’epoca i Sex Pistols. Anche se avevano tutti più o meno la stessa lunga militanza, quelli che forse più di tutti gli si sono avvicinati sono stati il quartetto Anti Nowhere League di Royal Tunbridge Wells. Il primo singolo “Streets Of London” (in originale di Ralph McTell), che ha anticipato il loro album di debutto “We Are … The League” (1982), dalla sua uscita nel 1981 è schizzato in un attimo ai primi posti delle classifiche britanniche. Ma l’euforia non è durata a lungo, perché le autorità ne hanno presto vietato la diffusione per via del testo sconveniente. Dopo qualche cambio di formazione, registrazioni nell’ex Jugoslavia, tour con UK Subs, The Exploited, Chelsea e altri, e un secondo album in studio, “The Perfect Crime”, la band si è sciolta nel 1987. La voglia di suonare l’ha riaccesa di nuovo la Metallica, quando nel 1992 ha rifatto la loro “So What”. Animal, Johny, Nato e Shady, che avevano cominciato il loro cammino nel lontano 1980 e due anni dopo avevano pubblicato il primo disco, sono così tornati sui palchi, che ancora oggi infestano. Una festa punk di primissima qualità l’hanno preparata ai motociclisti e agli altri appassionati anche a Šentvid pri Stični.

Gli Anti Nowhere League sono stati senza dubbio la band più attesa della serata, perché, a partire da “We Are The League”, hanno richiamato sotto il palco un bel po’ di ascoltatori e di scatenati ballerini. Il pezzo, uscito sul loro omonimo debutto, non è stato l’unico suonato da quell’album. Anzi, gli ANWL a questo disco hanno dedicato più attenzione di tutti, perché, con l’eccezione di tre, hanno suonato tutti gli altri brani. Si sono così susseguiti, in quest’ordine, “I Hate … People”, “Snowman”, “Animal”, “Let`s Break The Law”, “Woman” (pezzo ulteriormente condito sul palco dalle ragazze dello strip), “Streets Of London”, “Can`t Stand Rock`n`Roll” e “(We Will Not) Remember You”. Gli altri album sono rimasti più o meno in secondo piano: l’occasione di risuonare dal vivo l’hanno avuta solo “Pig Iron”, “Fucked Up And Wasted” e “Burn `Em All” dal terzo album “Scum” (1997), “Dead Heroes” dal quinto “Kings And Queens” (1997) e “The End Of The Day”, “Medication” e “My God`s Bigger Than Your God” dall’ultimo, il settimo album pubblicato, “The Road To Rampton” (2007). Anche se due album sono rimasti senza attenzioni, “The Perfect Crime” (1987) e “Out Of Control” (2000), gli ANWL non potevano saltare uno dei loro pezzi più riconoscibili, “So What?”, comparso per la prima volta sul lato B del loro primo singolo “Streets Of London” (1981). Il pezzo è tanto più riconoscibile anche grazie ai Metallica, che hanno creato la loro versione all’inizio dei Novanta e poi l’hanno inclusa nell’album “Garage Inc.”.

Questa autentica festa punk rock di circa un’ora e mezza gli Anti Nowhere League l’hanno chiusa con ben due ritorni sul palco. Il primo rientro, oltre ai già citati “My God`s Bigger Than Your God” e “Burn `Em All”, è stato segnato anche da “Fuck Around The Clock”, uscita come singolo nel 1989. Nel secondo rientro la folla radunata ha assistito a due repliche, “We Are The League” come prima e “So What?” come seconda. Stando a Johnny Skullknuckles, il concerto di sabato è stato uno di quelli indimenticabili, proprio come il giorno prima a Fiume, in Croazia.

epilogo: Aleš Podbrežnik 

Dopo gli Anti Nowhere League il pubblico si è subito riversato sotto il palo delle ragazze dello strip, a sbavare durante la pausa, mentre i The Drinkers preparavano già il palco per il loro show. Loro sono entrati in azione all’ultimo minuto, perché i croati Asylum erano stati costretti, proprio sul filo di lana, a cancellare il loro concerto al festival. Purtroppo stavolta dobbiamo deludervi, perché per lo show dei The Drinkers anche a noi sono finite le forze e ce ne siamo tornati a casa, verso i caldi lettini, a chiudere i nostri occhietti stanchi e a cullarci in un sonno sudato col sangue. Senza dubbio i The Drinkers hanno messo in piedi un’altra festa indimenticabile, e noi ci faremo perdonare alla prima occasione con un vero report di concerto!

foto: Miha Mally

Scaletta

EKSODUS LENE KOSTI ANTI NOWHERE LEAGUE THE DRINKERS LENE KOSTI scaletta: 1. I Got The 2. Stones Of Death 3. Diamonds And Rust 4. Iron Dragon 5. Warrior 6. Russian Girl 7. Rock Power 8. Do Or Die ANTI NOWHERE LEAGUE scaletta: 1. We Are The League 2. The End Of The Day 3. We Will Survive 4. I Hate … People 5. Snowman 6. Animal 7. Skull And Bones 8. Let`s Break The Law 9. So What 10. Dead Heroes 11. Medication 12. Woman 13. For You 14. Streets Of London 15. Pig Iron 16. Can`t Stand Rock`n`Roll 17. (We Will Not) Remember You 18. Fucked Up And Wasted — bis — 19. My God`s Bigger Than Your God 20. Fuck Around The Clock 21. Burn `Em All — bis — 22. We Are The League 23. So What

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