I legionari del blues rock texano conquistano la fortezza del Tivoli (2009)
Luogo: Hala Tivoli / Lubiana
Data del concerto: 16.10.2009
Presenze: 5000
Prezzo del biglietto: 44 €
L’attesa per il live delle leggende del blues rock texano ZZ Top alla Hala Tivoli di Lubiana è stata lunga, e di certo non priva di una bella dose di incertezza. Con una promozione piuttosto tiepida per un evento così grosso e il pensiero fisso all’ennesima cancellazione di concerto, all’inizio era comprensibile pensare che da quella farina non sarebbe uscito pane. ZZ Top a Lubiana, per di più sul palco grande del più grande palazzetto dell’hockey sloveno: missione impossibile, ovvio! Proprio per questo la sorpresa più grossa della serata è stata, scendendo con cautela lungo la tribuna ovest, la vista rincuorante di un parterre della sala grande della Hala Tivoli più che decentemente pieno. Stavolta, contro ogni aspettativa, la gente si trascinava verso il palco praticamente da ogni pertugio dell’impianto sportivo “ormai un po’ malandato”, cosa che a me personalmente ha ridato la speranza che la comunità slovena abbia ancora abbastanza gusto musicale sano. In questa direzione sembrano essersi finalmente mossi anche gli ingranaggi delle menti eccelse degli organizzatori sloveni, che in passato, ai concerti delle eminenze del rock, ci hanno sorpreso a ciclo continuo con la scelta di qualche band spalla particolarmente “adatta”, capace ogni volta di “entusiasmare” con un fracasso senz’anima, buono solo per la popolazione di cuccioli prepuberi, prima della dose indispensabile di rock & roll autentico.
TIME:
La compagnia di Dado Topić, da questo punto di vista, è stata una vera boccata d’aria fresca, una scelta azzeccata sia come esecuzione sia come contenuti. La leggenda della scena rock jugoslava, con i suoi Time (la formazione ora conta cinque musicisti), ha fatto salire la temperatura quanto bastava. Dado resta un’anima buona che, quando suona sul lato succoso delle Alpi, si sforza sempre di rivolgersi al pubblico in uno sloveno più fluido possibile. Offre così un’immagine sincera da palco, da prendere a modello per una pletora di sedicenti star. Topić, stavolta con una chitarra al collo al posto del basso, ha dato una lezione di hard rock d’altri tempi, portato fin qui dal temperamento e dalla vivacità del sud-est. I Time hanno attaccato con decisione, energia, senza esitazioni, con una bella intesa reciproca che a tratti è emersa negli ispirati assoli di tastiere e chitarra. Purtroppo, oltre alla comprensibile limitazione di tempo, a fargli danno è stato il suono che, secondo la vecchia tradizione del Tivoli, non era nemmeno lontanamente all’altezza, a differenza della carica emotiva tremenda di brani come “Za koji život treba da se rodim”, “Istina mašina” e, naturalmente, della sempreverde “Makedonija”, che dopo tutti questi anni resta la favorita del pubblico.
ZZ TOP:
Gli ZZ Top hanno scritto una pagina importante nel grosso sillabario del rock. Gli stalloni texani, considerata l’età non proprio verde, si tengono ancora bene. Certo, gli anni hanno comprensibilmente tolto un po’ di energia e di slancio giovanile ai signori, ma ancora ben lontano dal punto di poter liquidare il loro show come pura routine. A farne le spese è stata soprattutto la voce di Gibbons. Nel corso della serata Billy ha tirato fuori solo di rado, e con evidente fatica, un cantato davvero rappresentativo, la cui intensità è calata vistosamente man mano che la serata avanzava. La resa vocale di Billy non è stata affatto pessima, ma a tratti faticava a raggiungere gli standard del suo inconfondibile grugnito e borbottio che, con il supporto di liriche perversamente smembrate e di slide dal giro istintivo, negli ultimi quarant’anni porta efficacemente acqua al mulino della sporca macchina del blues rock. Vocalmente suonava decisamente più fresco il suo barbuto collega Dusty Hill che, con il contributo musicale ormai tradizionalmente appena percettibile del batterista Frank Beard e una sicura base ritmica un po’ dispettosa, ha “avvelenato” senza sosta l’aria della Hala Tivoli stracolma.
Il concept degli ZZ Top non è cambiato granché negli anni e anche oggi resta pieno di minimalismi che illustrano alla perfezione l’unicità di una filosofia blues rock con un pizzico di aromi sudisti. In altre parole, i signori da tempo immemore inseminano sempre sulla stessa frequenza. Anche nel periodo dello zenit commerciale, quando gli album venivano inondati di “sample” e di aggiustamenti elettronici di ogni tipo, gli ZZ Top sono rimasti fedeli al messaggio originale. Insomma, nella musica non hanno mai fatto rivoluzioni. Al contrario, il concerto di Lubiana ha confermato, com’era prevedibile, che gran parte di ciò di cui si occupano gli ZZ Top, quando con gli spassosi inserti coreografici di questi barbuti e i loro accessori pelosi e imbottiti da gatto ci spingono sfacciatamente tra le braccia dei pensieri impuri, rientra piuttosto nella categoria dei picchi di showmanship raffinata, tipici della cultura dell’intrattenimento d’oltreoceano. A questi espedienti da intrattenitore Gibbons stavolta ha aggiunto una manciata di frasi brevi pronunciate in uno sloveno decente, con cui ovviamente ha acceso un po’ di scintille emotive in più nel pubblico.
Il grosso del peso dell’attrattiva della ditta ZZ Top lo porta ovviamente il duo Billy Gibbons e Dusty Hill. I due signori, in delicate oscillazioni sincrone, hanno presentato un variopinto assortimento di brani pescati da tutti i periodi creativi della band, e scambiandosi il ruolo di voce principale hanno completato di continuo il quadro sonoro compatto. Gli ZZ Top non cambiano il repertorio in questo tour, cosa comprensibile, visto che con quello hanno fatto centro. I pezzi più vecchi, e di conseguenza più oscuri, rendono benissimo dal vivo accanto a motivi ormai quasi mitologici come “Gimme All Your Lovin'”, “Sharp Dressed Man” o “Legs”! Era bello sentire la vecchia “Just Got Paid”, ha sorpreso la “Foxy Lady” di Hendrix, e sull’impatto dei ferrosi “La Grande” e “Tush” non c’è nemmeno bisogno di sprecare parole! Vale la pena sottolineare anche l’ottima esecuzione di “I Need You Tonight”, tra l’altro una delle perle ingiustamente trascurate del famoso album Eliminator!
Gli ZZ Top hanno tirato la loro visita a Lubiana, bis compresi, fino a quasi due ore di strizzatina delle forme base del blues rock, con cui, si può dire, hanno soddisfatto in pieno le aspettative. In chiusura va ribadita ancora una cosa: gli ZZ Top coltivano evidentemente uno spaccato demografico tutto loro della base di fan, che li separa nettamente dai colleghi ben “fossilizzati” del calibro di Deep Purple o, peggio ancora, AC/DC! Chi va ai concerti degli ZZ Top è innanzitutto gente ben temprata, uomini e donne di una certa età, che sanno senza dubbio come si servono certe cose.
Scaletta
1. Got Me Under Pressure 2. Waiting For The Bus 3. Jesus Just Left Chicago 4. Pincushion 5. I’m Bad, I’m Nationwide 6. I Can’t Tell My Faith 7. Cheap Sunglasses 8. Mexican Blackbird 9. I Need You Tonight 10. Foxy Lady 11. Party on the Patio 12. Just Got Paid 13. Gimme All Your Lovin’ 14. Sharp Dressed Man 15. Legs —bis— 16. La Grange 17. Tush —bis— 18. Tube Snake Boogie
Galleria fotografica
