Val 202 presenta dal vivo la compilation Val 09 – imamo dobro glasbo! (2009)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Kino Šiška / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 04.11.2009
Pubblico: 150 persone
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)
Con una diretta dal Kino Šiška di Lubiana, Val 202, il secondo canale di Radio Slovenija, ha presentato la compilation dal vivo “VAL 09 – Imamo dobro glasbo”, che porta avanti la tradizione della prima uscita del genere, quella dell’anno scorso. Lo scopo di questa raccolta di 15 brani, pescati da un cesto in cui hanno buttato le proprie canzoni ben 140 artisti diversi, è ricordare che in Slovenia abbiamo buona musica! Il fatto che a tenere le fila di tutto sia proprio Val 202 conta ancora di più, perché in Slovenia resta la frequenza radiofonica più ascoltata. Qui vale la pena sottolineare una cosa che non sfugge nemmeno all’ascoltatore più sordo: dietro i contenuti di questa radio ci sono ottimi conoscitori di musica, analisti e recensori. In questi tempi di iperplasia delle radio indipendenti, che con la loro “pappa di tutto” per lo più superficiale e indefinita (leggi: palinsesto) allontanano l’ascoltatore dall’idea di “offerta musicale sana, di centro”, loro, giornalisti musicali e esperti professionisti, sono ormai l’ultima “radice sana, non segata” nello spazio delle onde radio slovene.
Dopo la conferenza stampa, condotta dai giurati, cioè i responsabili che hanno dato forma ai contenuti del nuovo CD compilation — Andrej Karoli, Jernej Vene, Igor Bašin e Jure Longyka — per una presentazione asciutta e a beneficio del disco, siamo stati tutti invitati ai piani alti del Kino Šiška, dove abbiamo potuto verificare dal vivo come se la cavano anche sul palco alcuni promettenti artisti sloveni che firmano il contenuto del nuovo disco “Val 09”.
Il presentatore Jure Longyka, alias Paolo Maldini (ex-FC Milan) – guarda il taglio di capelli – ci ha guidati, smaniosi, con mano esperta da una band all’altra, man mano che salivano sul palco. A svegliare per primi il pubblico in sala sono stati gli MC Laren. Per il CD “Val 09” hanno messo a disposizione il brano Delfina, che tra le altre cose hanno proposto anche dal vivo. Una formazione numerosa che coltiva un rock civettuolo e pieno di temperamento, con un forte accento su spinte ritmico-danzanti e, tra l’altro, anche su basi funk: una bella ventata di freschezza sulla scena slovena, senza dubbio. Arrangiamenti ricchi e strutturati, scritti per un classico quartetto rock a cui gli MC Laren aggiungono anche i fiati (tromba, sax) e voci a più strati con un duello di voci guida maschile e femminile, hanno attirato parecchia attenzione. La band è molto ben affiatata e sul palco si muove con totale sicurezza. Certo, i protagonisti sono ancora giovani e… Il carattere musicale è cucito addosso all’evoluzione che potrà portare il gruppo in futuro, magari arricchendo la presenza scenica soprattutto nei punti che richiedono più malizia, birbonaggine, perfino sfrontatezza e arroganza, flirt sessuale. Tutto questo arriverà ovviamente con la maturazione. Insomma, un po’ più di lavoro di lima su un look di scena più provocante e appariscente, e anche su più movimento, dinamica e vivacità, frutto della cura delle esibizioni stesse, potrebbe “spingere” il gruppo ancora più avanti!
Secondo sul palco è arrivato il trio formato da Katarina Juvančič, Dejan Lapanja e dall’ospite speciale Andraž Mazi alla chitarra acustica “slide”. Katarina Juvančič e Dejan Lapanja hanno portato a “Val 09” probabilmente la deviazione musicale più grossa tra i 15 brani del disco, intitolata Uej Uej (Magdalenca). L’hanno resa in versione “unplugged”, e il tocco country speciale l’ha messo soprattutto Andraž con il banjo. Un pezzo completamente stravolto e ristrutturato di brutto, insomma, che indica tre musicisti sul palco capaci di assorbire un ampio spettro musicale senza limiti, e che saggiamente (con modestia e senza dare nell’occhio – ed è proprio questo il bello!) seguono il principio di base: “Faccio quello che mi gira!” Nel momento dato. Perché la versione originale sul disco funziona come un mix di canti delle merlettaie di Idrija, in cui si è infilato “Pero Gnus” con la sua chitarra scordata e un “falconeggiare” sbarazzino, ed è proprio questo a darle quel marchio di riconoscibilità speciale sul disco. Andraž Mazi, che a vederlo ricorda il compare di Captain Beefhart e l’indipendente autodidatta della musica Bonnie “Prince” Billy, ha portato un carattere interessantissimo nei pezzi con il suo “slide”. Particolarmente suggestiva, e provocante nel suo sapore quasi blues, è stata la popolare slovena “Je pa davi slan’ca pala”, con tutti e tre i protagonisti in forma.
Ci siamo appoggiati a un rimbalzo rock-punk quando sul palco sono saliti i tre ragazzi degli “Adijo kultura”. Un’esibizione all’inizio piuttosto statica: hanno aperto con il brano Sneg, che non può mancare sul disco “Val 09”, e poi si sono lanciati sul palco sul serio, come se avessero sentito i miei desideri. In realtà Sneg è un pezzo che non rende la vera faccia della band, che per tutto il resto dello show è stata molto meno gentile con le orecchie che in Sneg, con un convincente scavare alle fondamenta della “cultura urbana” del Kino Šiška, che dovrebbe essere il senso del nome stesso (e da qui deduco anche la motivazione di base) del gruppo. I ragazzi, che vengono da Hotedrščica vicino a Logatec, hanno chiuso l’esibizione con un pezzo dal titolo “probabile” (non ho fatto in tempo a decifrare il dato esatto), Ovce, che riprende con arguzia il modo di dire “da stancar” delle teste vuote, di cui fa parte la “massa esaltata” dei più, che sguazza nell’abbondanza del benessere sacrificando la propria identità individuale, e lo “decapita” in linguaggio punk: una provocazione convincente! Corretto!
I Feedback, da Tolmin, rientrano nella gamma delle band slovene che coltivano la propria espressione sulla base della fusion jazz-rock. Proprio il pezzo Zbogom, con cui sono entrati nel disco “Val 09”, è in questo senso il più “defilato”, o per dirla altrimenti definisce “meno tipicamente” la natura musicale più ampia della band. Da quello che ho sentito – ho ascoltato la band per la prima volta in vita mia – posso concludere che i Feedback sono una formazione più accessibile per le orecchie, che poggia sull’unione di contenuti jazz da una parte e rock dall’altra. Questo dà loro il giusto spunto per ottenere una riconoscibilità più ampia sulla scena musicale slovena. La band è attiva e vitalissima! Due giorni fa ha pubblicato infatti un nuovo lavoro in studio bollente, intitolato “Pro mehanika” (2009). Per orecchie nella media i Feedback sono proprio il punto giusto tra dolce docilità e giocosità musicale esplorativa!
La serata variopinta l’hanno chiusa, come “ospiti segreti” speciali, gli Stranci, che sul primo disco, quello dell’anno scorso, “Val 08”, erano apparsi con il brano Rdeča raketa. Purtroppo gli strascichi dei bagordi con i Porcupine Tree nello stesso posto il giorno prima hanno lasciato all’autore di questo articolo seri danni al processore cerebrale, e così a questo punto ha salutato ed è schizzato nella notte nera verso un letto caldo e sicuro. In ogni caso nessuno ha dubitato nemmeno per un attimo che fare festa con gli Stranci valesse eccome la serata, e che il loro show dissoluto fosse da godersi.
Un’ultima osservazione. Non importa nemmeno se la giuria ci ha messo lo zampino anche qui oppure no, ma le band che si sono esibite stanno sulla compilation nelle posizioni 1 (MC Laren), 2 (Katarina Juvančič & Dejan Lapanja), 14 (Adijo kultura) e 15 (Feedback). Cioè i primi due e gli ultimi due brani del disco. Questi quattro hanno infatti riassunto alla grande l’essenza dell’istantanea dell’attuale varietà di generi che può vantare la scena musicale slovena, che speriamo possa un domani occupare e plasmare il mainstream sano e di centro del rock popolare sloveno, e non soltanto il carattere sano del programma radiofonico di Val 202!
foto: Aleš Podbrežnik
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