È nata una nuova “Saga” (2009)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Kino Šiška / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 21.11.2009
Numero di spettatori: 800
Prezzo del biglietto: 25,00€

Ed eccolo, è arrivato anche questo giorno. Il giorno della piccola festa slovena nella capitale, con la band rock numero uno del paese. Forse esagero, ma diciamo che parliamo di un gruppo che di fatto fissa l’asticella della cultura rock slovena ed è attrezzato per il mondo. Strano che il mondo non l’abbia ancora scoperto del tutto. Il giorno del banco di prova per la scuola rock slovena, insomma. Dedicato a “Saga”. Non alla leggendaria band art rock canadese e nemmeno a un genere di cavallette che portano questo nome, ma a una storia nuova, quella dei nostri vecchi fan del maestro della parola Hermann Hesse.

Nuovo album, nuovo grido, nuova nascita! Azione! Il Kino Šiška è pieno. Fan. Attesa. Alle 21.30 salgono sul palco. Il nuovo album “Saga” è qui davanti a noi. Pettinature tip top, con i rasoi elettrici che spesso e volentieri lasciano il segno sulle calotte craniche, un’uniforme da massa tutta nera e…? Il potere del carisma, della sicurezza, della consapevolezza di vincere! Le ragazze urlano, i Siddharta si avvicinano a Narava. Verrebbe da dire il pezzo ideale per aprire la scaletta di qualsiasi album dei Siddharta, non solo del nuovo. Ma questa non è ancora la recensione dell’album. Solo l’impronta del suo primo eco dal vivo su suolo sloveno e (assolutamente incredibile!) mondiale.

Il gruppo non nasconde l’entusiasmo. Una combinazione di velo leggero viola-arancio di luci dei fari che si fondono  sfiora appena i volti dei membri della band. Narava è il tipo di pezzo che al primo colpo mette insieme tutti i tasselli del puzzle nella parola Siddharta. Nell’artismo della band un forte sostegno alla costruzione di un’atmosfera altissima, in cui è fuso alla perfezione il vocione unico e sensualmente appassionato di Tomi. Il lento “avvitarsi” del gruppo ha rimesso subito al loro posto questi mattoni. Poi si passa al sentiero della tentazione con Angel Diabolo, il quarto singolo fresco di nuovo disco, con cui la band galoppa rumorosamente dentro un’esperienza carica di tagliente rock n’ roll, che continua a tenere incollati a sé, come una calamita, i consumatori in sala.

L’energia di “Saga” è una sorpresa. È Siddharta, nessuna paura. Ma il cerchio si è chiuso e “Saga” è l’inizio di una storia davvero nuova. Il gruppo è noto per aver sempre dominato magistralmente il concetto di “atmosfera”. È uno dei pilastri più importanti della loro musica. Se un tempo la raggiungevano con arrangiamenti orchestrali, stavolta si sono voltati davvero verso la natura. Verso il suono organico. A deliziare non è stato solo il suono di Jani H., Tomi M. e Primož B., davanti a una panoramica dell’arsenale “vintage” dei loro “giocattoli” tra le mani, ma stavolta forse più che mai, nell’artismo del gruppo, se vogliamo nel suo linguaggio da palco, nell’espressione dell’essenza della band come insieme, passa in primo piano il lavoro delle tastiere di Tomaž O.R. I Siddharta costruiscono il loro nuovo suono su spinte retrò che li riportano alla natura. I Siddharta restano cupi, ma in questa penombra si trova un sacco di passione, amore e un pizzico di sguardi rovesciati di sfida e di perseveranza!

La vera forza di questa band la senti sul palco. Come sempre, entusiasma la sua straordinaria sicurezza e il senso di invincibilità. Naturalmente era importante la giusta messa a punto per lo spazio della sala del Kino Šiška, ed è stata ottima. Ho seguito una parte del concerto più o meno a metà sala, con l’amico Veno, mentre il nostro fotografo Robi sfrecciava come un matto col suo “fotocannone” per tutti i “bordi” e i “centri” della sala. Più tardi mi sono spostato proprio sotto il palco, a sinistra. Ovviamente con la birra. Insomma, quello che volevo dire è che il suono era entusiasmante, anche nel “buco d’angolo” della sala, da cui più tardi ho puntato lo sguardo sul palco. Entusiasmante è l’strumentale Od zore do mraka, che Tomi M. ha annunciato come un momento ripreso dal rilassamento in studio dei giorni di registrazione a Los Angeles e di cui non avrà mai lo spartito in tasca, perché è un pezzo di tipo “jam”, dove alla band è concessa tanta libertà da poterlo suonare ogni volta in modo diverso. Dei Siddharta così probabilmente non li conosciamo ancora. Era sempre stato nel gruppo, e oggi non lo esprime solo questo pezzo, ma tutta “Saga”. Più che mai. Tomaž O.R. qui in particolare ha mostrato sfumature di sound anni Ottanta, proprio dell’inizio degli anni Ottanta, quando i suoni “primitivi” dei primi sintetizzatori venivano sempre più in primo piano, e oggi, che non ci sono più, ci rendiamo sempre più conto del fascino che il loro uso può creare. Particolarmente intenso il finale, che Jani H. (“avvitando” il pedale del volume) e Tomaž O.R. hanno trasformato in una solenne navigazione di dialogo reciproco. L’atmosfera ipnotica durante il pezzo, fatta di motivi che si ripetono, offre molto spazio anche a Boštjan M. per aprirsi più concretamente alla batteria e, con passaggi rapidi inseriti in una ritmica trasognata, aggiungere la componente di dinamismo che dà movimento al brano.

La sala si risveglia di nuovo con l’ottima Vojna idej, dall’atmosfera intensamente cupa, dove a prendere la sala è un riff di chitarra incendiario e lo straordinario carisma vocale di Tomi M., che emerge in tutto il suo splendore soprattutto nella strofa. Col verso “dall’intonazione autoritaria da padre” dell’era robotizzata dei nostri giorni, “Dovolj je vina!”, che porta l’ascoltatore dentro la matrice di una vita fasulla, su un altro pianeta dell'”edonismo” si identificherebbero perfino dei rocker come i “The Drinkers”, nel desiderio di tornare sobri. Questo pezzo, come Baroko e Napalm 3, ha già fatto bella presa sui fan, che su questi brani hanno fatto più casino e hanno confermato di conoscere le canzoni cantando anche i versi. Con lo spazio carico di emozioni e solennità, a portarci verso la conclusione della serata è la positiva Madam, dove questa energia fa l’occhiolino a Stampedo, suonata a metà esibizione. Un finale insolito lo viviamo però con l’ultimo pezzo, Tom Waits For Me, dove sul palco restano solo Tomaž O.R. e Tomi M. Interessante che i versi in inglese (solo in questa canzone!) in certi punti avvicinino leggermente (in una certa sfumatura) la voce di Tomi all’inafferrabile Eddie Vedder (Pearl Jam).

Fine. L’incanto dei cinque ingranaggi ben oliati della storia è finito. L’ora è volata ancora prima che il pubblico si rendesse davvero conto che le luci in sala erano accese, e la gente proprio non voleva lasciare la sala. “Saga” è salpata felicemente. Sarà interessante vedere dove approderanno stavolta i Siddharta con la loro imbarcazione “Saga”.

Un’ultima cosa. Magari a qualcuno sono venuti i sudori freddi per aver vissuto un’ora di musica al prezzo di un biglietto da 25,00€, ma vale la pena ricordare che si è trattato di un evento unico e irripetibile, che può succedere una volta sola. A ogni nuova nascita. Di ogni nuovo album. E la band il proprio prezzo se l’è fissato già da un pezzo. Per questo è apprezzata tra gli sloveni. E l’ha dimostrato anche la serata al Kino Šiška, con il tutto esaurito e una grande aspettativa, irradiata dalla vibrazione rilassata della missione del nuovo album.

foto: Robi Lipej 

Scaletta

1. Narava 2. Angel Diabolo 3. Alarm 4. Nevarno mesto 5. Napalm 3 6. Baroko 7. Stampedo 8. Od mraka do zore 9. Vojna idej 10. Madam 11. Tom Waits for me

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