Chiusura in grande stile per il Rock Stik tour in Alta Carniola (2009)

0 14

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Kulturni dom / Križe (Tržič) / Slovenia
Data del concerto: 26.12.2009
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 2,00€

Fa piacere leggere e vedere con i propri occhi che le band si danno una mano a vicenda per raggiungere più facilmente i propri obiettivi. Soprattutto quando tra i gruppi è tutto limpido e a legarli c’è solo la voglia reciproca di farcela, con un sostegno costante dell’uno verso l’altro. Senza un briciolo di invidia e senza nemmeno l’ombra di una pugnalata alle spalle.

Una di queste alleanze del rock sloveno ha camminato, sotto il nome di RockStick tour, anche per tutto dicembre: Mit e Rock Shock hanno unito le forze e, sotto l’ombrello di un tour in comune, hanno suonato sei concerti prima della fine del 2009, per promuovere i rispettivi album di debutto “Rock Shock” (2009, recensione su RockLine QUI) e “Stik” (2009, recensione su RockLine QUI).

Nel giro di un anno, per entrambe le band le cose hanno finalmente preso il verso giusto. Hanno pubblicato i loro primi album in studio e trovato una vera coesione nelle formazioni, che respirano per la stessa causa e hanno una visione e degli obiettivi chiarissimi! Se l’anno scorso Matevž e Uroš dei Mit se ne andavano ancora in giro per i bar con il cappellino in mano e il fagotto in spalla, a suonare versioni acustiche di vecchi evergreen popolari per riempirsi il borsellino (leggi il reportage di RockLine da Kranj, del 25.12.2008 QUI), quest’anno i Mit sono cresciuti al punto da potersi vantare, in Alta Carniola e nella Slovenia centrale, di una base fedele di sostenitori. E nemmeno i Rock Shock sono più degli sconosciuti sul palco, né nella Carniola Interna né nella parte centrale del paese.

Per salutare l’anno che se ne va, le due band si sono piazzate nel paesino di Križe, vicino a Tržič, dove hanno suonato il concerto finale del RockStick tour. Solo il giorno prima avevano suonato a Postojna, al Božični Rock Festival, davanti a un pubblico molto più grande e su un palco molto più spazioso. La sala del Kulturni dom di Križe è in realtà pensata per spettacoli teatrali e di burattini, e probabilmente sotto la bacchetta di suoni rock o metal le sue pareti tremano di rado, il che non vuol dire che il posto non vada bene per questo tipo di bagordi. Non è poi così diverso da un centro culturale come quello di Muggia (Italia), dove ad esempio abbiamo visto il concerto dei famigerati hard rocker White Lion, il 19.11.2006 (reportage di RockLine QUI). Acustica come si deve, sensazione di intimità garantita, con la band a un palmo dal naso, così la loro musica dal vivo te la godi ancora un filo più intensamente.

Siccome i Mit sono noti per la loro grande solidarietà verso le band che si stanno ancora facendo strada, hanno dato spazio a due gruppi per scaldare il pubblico prima dei set di Rock Shock e Mit. Per primi sono saliti sul palco, alle otto e un quarto (di sera, che non ci siano fraintendimenti), i Profeel. I ragazzi hanno dimostrato di non avere certo carenza di tecnica e di voglia. Oltre al materiale proprio, si sono cimentati in due classici, di Motorhead e Megadeth. Ed è proprio con queste due band che si può in qualche modo inquadrare il nome Profeel, che ha bisogno di una bella dose di “profilazione” nel prossimo futuro. Negli assoli di chitarra, come nel carattere stesso dei riff, si sente che i due chitarristi sono metallari, mentre nel sound dei Profeel c’è una sporcizia rock n’ roll cruda, e le due cose non vanno proprio d’accordo. Insomma, un pizzico di taratura “a destra e a sinistra” per mettere a fuoco obiettivi chiari e ci siamo. La band ha talento, ha buoni musicisti.

Dopo di loro mi hanno letteralmente cacciato fuori dalla sala i Parazit p.13. Mi sono morso il labbro e ho preferito congelare fuori piuttosto che rovinarmi le orecchie con un approccio letteralmente ridicolo e immaturo, che mette insieme vaghe influenze ska e punk, con tanta stonatura, stonatura voluta. In realtà una dose eccessiva di cazzeggio malsano e di cattivo gusto, su se stessi, sul pubblico o su chiunque altro, ha dato vita a una band locale a cui non frega un fico secco di salire più in alto, o di restare nel suo piccolo pozzetto privato, dove continuerà a fare onanismo al sicuro in una cavità di vuoto impalpabile, in cerca della propria identità e di un senso all’esistenza.

Dopo il circo dei Parazit p.13 siamo finalmente arrivati al dunque, noi amanti della buona musica. I Rock Shock stavolta hanno ceduto il ruolo di protagonisti della serata ai Mit, che in questo angolo di Alta Carniola sono il nome più forte. A Postojna, il 05.12.2009 (reportage di RockLine QUI), i ruoli erano invertiti, perché lì i Rock Shock sono la band più conosciuta. I ragazzi hanno accorciato un po’ il repertorio rispetto all’esperienza di Postojna e in un’ora e 15 minuti hanno presentato praticamente per intero il loro debutto in studio “Rock Shock”. Come sempre, a far scintille sono soprattutto i pezzi originali, perché alcuni hanno ritornelli davvero intensi e perfettamente strutturati sul piano melodico. Brani come Glej me v oči, Čakam te, Heroj, Zdaj letim o Ne poznam te attingono all’hard rock melodico degli anni Ottanta, che oggi quasi tutti hanno più o meno dimenticato. Da questo punto di vista i Rock Shock sono dei grandi coraggiosi. Il concerto è stato condito anche dai pezzi originali Vračam spomine e Igra, mentre sotto il palco i ragazzi hanno (purtroppo) attirato solo con le cover di Bon Jovi, Whitesnake, Metallica, Van Halen quelli che prima si accalcavano al bancone. Ma soprattutto, tra le cover in scaletta, spacca il pezzo di Joe Cocker, che vocalmente calza a pennello al cantante Matej. La band ha confermato ancora una volta un’intesa eccezionale, frutto di una ricca esperienza e di un bel chilometraggio live, e soprattutto si è sciolta parecchio sul palco durante il set, caricando così i successori, i colleghi dei Mit. Ha salvato egregiamente la situazione il legionario Martin Rozman, che in tour sostituiva il bassista infortunato della band, Marko Turk. A tratti le tastiere si sentivano un po’ peggio nel mix al mixer, ma questo non ha minimamente rovinato l’ottima impressione che la band ha lasciato ancora una volta sul palco. Andrej Rovan e Janko Tomšič respirano alla grande in sintonia nel rapporto tastiera – chitarra. I ragazzi si conoscono quindi al millimetro, e questa è l’essenza per ottenere credibilità ed efficacia sul palco!

I Mit, a differenza di quanto visto a Postojna il 05.12.2009, quando si avvertiva una leggera reticenza e un po’ di incertezza davanti a un Rock Cafe molto meno pieno e meno coinvolto, stavolta hanno spinto a tutta, senza freni. L’energia nella sala era quella giusta, e a caricare i ragazzi è stato soprattutto il sostegno del pubblico, che contava una bella schiera di veri alleati. Questi ondeggiavano diligenti durante l’esecuzione del repertorio dei Mit. A “scioccare” è stata soprattutto l’enorme sicurezza della band, “di qualche spanna” superiore rispetto all’esperienza di Postojna. Il gruppo ha offerto un suono ottimo, con le cortine di riff piene di entrambe le chitarre; dietro, alla batteria, Miha Plesničar – Flesho ha di nuovo avuto un ruolo importante, tenendo insieme l’ossatura della presenza scenica dei Mit. Soprattutto il palco spazioso ha permesso alla formazione di muoversi parecchio durante il set. Il nuovo arrivato Matej Žibert al basso è cresciuto di un altro gradino insieme alla band ed è sicuramente il fattore che, con il suo arrivo, ha dato ulteriore coraggio ai Mit e alzato ancora la loro sicurezza sul palco. La maggior parte dell’attenzione è andata alla voce carismatica e particolare di Uroš. Intonata più in basso, virile, con sfumature malinconicamente cupe, che in combinazione con la massiccia cortina di riff delle due chitarre porta un peso importante all’unicità dell’espressione della band e dell’atmosfera stessa sul palco. Il gruppo è stato bello oliato per tutto il concerto e i brani Pošasti, Črni dež, Neskončen dan, Odisej, Stik, Senca, Mit, Imolo Vesperi e la finale Maršal hanno funzionato in una resa ottimale.

La band ha mostrato il suo grande gesto invitando sul palco due rapper di Tržič, che al momento cercano candidati per una formazione al completo. I Five Masters Duo hanno messo insieme con i Mit un brano originale in comune, che si chiama Save Your Life, in cui i recitati spettano alla parte rap della squadra e la melodia del ritornello, ovviamente, a Uroš. Una cosa interessante e fuori dal comune, che forse all’inizio ha infastidito i puristi del rock e in fondo non rientra nemmeno nel repertorio regolare dei Mit, ma qui va apprezzato soprattutto il gesto di solidarietà della band. L’altra chicca dell’esibizione dei Mit è stata la maglia rossa della defunta Unione Sovietica, che il chitarrista Buco ha indossato apposta per questa sera, in segno di ringraziamento a un amico e sostenitore dei Mit, tornato pochi giorni prima dalla parte russa d’Europa. Il gruppo ha insaporito il repertorio con cover stagionate di U2, Depeche Mode, Billy Idol, Ramones, suonate ovviamente nella scia della propria identità musicale. Rispetto all’esibizione delle due band a Postojna il 05.12.2009, i Mit stavolta a Križe hanno pareggiato i conti sull’1 a 1.

Così si è chiuso, con grande successo, l’ultimo giorno del RockStick tour. Che di per sé può essere un grande esempio per le altre band slovene che, ai margini sul piano mediatico e di conseguenza per lo scarso interesse del pubblico, soffrono la mancanza di concerti: meglio pensare anche a alleanze simili. Come ha dimostrato il RockStick tour, possono portare tantissimo e, da questo punto di vista, non c’è proprio nulla da perdere. L’enorme sintonia tra Mit e Rock Shock l’ha dimostrata anche la vendita congiunta dei due album di debutto a un prezzo super accessibile. Entrambi i CD potevi infatti portarteli a casa per la miseria di 10.00€!

foto: Aleš Podbrežnik 

* l’intervista a Rock Shock e Mit, dopo il concerto a Križe vicino a Tržič, il 26.12.2009, la puoi leggere QUI.

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie