Gli Uriah Heep varcano con vigore la soglia del quinto decennio di carriera (2010)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Helmut List Halle / Graz / Austria
Data del concerto: 23.04.2010
Numero di spettatori: 700
Prezzo del biglietto: 32,00€
Sono passati appena quattro mesi buoni dalla nostra ultima visita agli Uriah Heep a Salisburgo, il 20.12.2009 (il report di RockLine QUI), e i ragazzi sono già di nuovo in giro con un nuovo tour. Si chiama ancora “Celebration 40. Years Of Rock”, dedicato quindi ai quattro decenni di resistenza della band sulla scena rock. Era la terza data in Austria, con in programma la tappa di Graz. Sono passati quasi nove lunghi anni dall’ultima volta che gli Uriah Heep hanno messo piede a Graz. Era il 03.05.2001, con un concerto nell’ambito del tour di promozione dell’album “Sonic Origami” (1998). Gli anni volano, ma gli Uriah Heep, nonostante la scarsa crescita della loro discografia in studio nell’ultimo decennio, i palchi non li hanno mai abbandonati. Ogni anno girano almeno per l’Europa, e la mancanza di nuovi album in studio nell’ultimo decennio l’hanno compensata con varie uscite dal vivo e compilation. E la gente, ovviamente, non ha potuto dimenticarli.
A Graz tutta l’attività concertistica si sta spostando piano piano dal amato teatro Orpheum alla location dell’ex fabbrica di sapone (Seifenfabrik) e alla sala Helmut List Halle. Così per la prima volta ho avuto anch’io l’occasione di conoscere la Helmut List Halle. La sala, che a pieno carico accoglie 2000 teste, stavolta ha salutato una bella settecentina di curiosi e sostenitori della band, che alle otto e mezza di sera hanno aspettato il celebre orchestra delle orchidee. Senza gruppo di supporto. Che sollievo! A Lubiana, infatti, a quest’ora saremmo ancora lì fino all’una di notte!
Gli Uriah Heep, che l’anno scorso hanno registrato di nuovo in studio alcuni dei più grandi classici del gruppo e pubblicato l’album “Celebration 40. Years Of Rock” – recensione di RockLine QUI, con due pezzi del tutto nuovi, hanno costruito la scaletta più o meno sul modello del materiale presente in quella compilation. Ci hanno infilato altri tre brani dall’ultimo album “Wake The Sleeper” (2008), aggiungendo Love In Silence (“Sea Of Light”, 1995) e la sensibile ballata classica Rain (“Magician’s Birthday”, 1972).
La Helmut List Halle ha un palco ampio che, con la sua generosa superficie di base, offriva un ottimo spunto per far spaziare la band. E agli Uriah Heep questo piace parecchio, perché nonostante l’età matura i ragazzi sono noti per non stare fermi sul palco, ma per muoversi di continuo. L’enorme tendone scuro sullo sfondo faceva da eccellente cattura-suono, in modo che non si disperdesse e non andasse perso. Non riesco a dimenticare le nostre sale di Lubiana al Gospodarsko razstavišče e le terribili trappole acustiche che offrono. Il palco ampio e l’interno stesso della Helmut List Halle, infatti, ricordavano vagamente la sala dove (per fortuna solo ogni tanto) organizzano concerti al Gospodarsko razstavišče.
Stavolta, nel caso degli Uriah Heep, ha funzionato davvero tutto alla perfezione. Suono ottimamente bilanciato. Le armonie vocali a più voci dei coristi Lanzon, Bolder, Gilbrook e Box hanno funzionato in modo ottimale, facendo da sostegno a Bernie. Il cantante era in giornata di grazia. Le sue linee sono rimaste intatte per tutta l’ora e 40 minuti di durata dello show. L’esecuzione vocale l’ha incoronata con alcuni finali eseguiti magistralmente, cantati a piena potenza raggiungendo con convinzione l’altezza desiderata. Con questa qualità ha nobilitato soprattutto i finali di Love In Silence, Sunrise e, come sempre uno dei vertici di ogni concerto degli Uriah Heep, July Morning. Durante lo show la band ha incontrato pochissime peripezie sonore. In Love In Silence il synth di Lanzon era regolato un po’ troppo basso, in Free N’ Easy il celebre riff di Box un po’ si perdeva. Altri appunti praticamente non se ne trovano.
Alla band, come sempre, riesce meglio suonare i classici di culto. Wizard, Gypsy, Sunrise, July Morning, Bird Of Prey, Free Me e ovviamente Easy Livin’ sono i momenti in cui gli Uriah Heep dominano la scena con sicurezza. I brani più recenti sono, per impostazione, perfettamente inseriti nel materiale più vecchio, soprattutto grazie all’uso intenso delle tastiere Hammond che, in sintonia con la chitarra di Box, creano quella vera, inconfondibile sospensione energetica tipica degli Uriah Heep.
Il pubblico ha liberato per la prima volta più energia di ritorno con Bird Of Prey, poi tra Wizard e l’immancabile, attesissimo evergreen Free Me, il super successo, la rocciosa e cupa mostruosità di riff che è Gypsy e naturalmente la mini epica July Morning. Anche in quest’ultima stavolta non è mancato l’obbligatorio kazoo di Mick Box e l’assolo a scatti di Bolder nel finale. Cosa sia successo nel bis non serve nemmeno sottolinearlo, quando in scaletta ci sono i due grandi successi Easy Livin’ e Lady In Black. Per chi conosce i concerti degli Uriah Heep, Lady In Black è routine obbligatoria. Devono suonarla, altrimenti la folla li decapita. E tuttavia in futuro potrebbero forse pensare di suonarla già nella parte regolare e di movimentare i finali prevedibili dei loro concerti con qualche sorpresa, magari un pezzo che non suonano da tanto
Gli Uriah Heep sono costantemente in tour. Suonano senza sosta. Non solo sono per questo perfettamente rodati, ma si percepiscono e si intendono alla perfezione. L’atmosfera superba che creano ai loro concerti, senza trucchi e senza basi preregistrate sullo sfondo, la coronano vittoriosamente con il canto fenomenale delle armonie a più voci. In questo tour la band porta i più grandi successi. Li suona in modo impeccabile. Se le condizioni per la loro interpretazione sono ottimali, come è successo alla Helmut List Halle, allora lo spettatore, soprattutto quello profano o chi si è appena riscaldato per le leggende e non le ha ancora viste dal vivo, può ottenere il suo massimo concertistico. Lo ha confermato l’esperienza di Graz e personalmente posso dire che questo show degli Uriah Heep è stato sicuramente uno dei migliori che abbia visto finora. Rientra nella mia “Top 5” personale! Con la data di Treviso, l’08.05.2010, la band chiuderà il giro in Europa e partirà per altri continenti. A luglio tornerà sui palchi dei festival europei. La storia, insomma, non sembra avere fine. Gli Uriah Heep, da veri guru del rock, sono entrati di cuore e con gioia nel loro 5° decennio. Chi si è perso il rendez-vous con la band a Graz ha mancato davvero un concerto di altissimo livello.
Ancora una cosa! RockLine seguirà la band anche a Treviso, in Italia, l’08.05.2010, dove gli Uriah Heep suoneranno in condizioni diverse. Sarà un concerto in un club, con un’atmosfera intima, ma con condizioni parecchio più difficili per ottenere un suono ottimale.
foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta
1. Intro
2. Wake The Sleeper
3. Return To Fantasy
4. Only Human
5. Book Of Lies
6. Bird Of Prey
7. Corridors Of Madness
8. Love In Silence
9. Rain
10. Wizard
11. Free Me
12. Sunrise
13. Free N’ Easy
14. Gypsy
15. Angels Walk With You
16. July Morning
—bis—
17. Easy Livin’
18. Lady In Black
Galleria fotografica

















